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L’affondo di DARKPOOL: De-Loused in the Comatorium

L’affondo di DARKPOOL: De-Loused in the Comatorium

Sopra l’accesso ai campi di Wimbledon, da cui passano i tennisti prima di una partita, campeggia una frase stupenda di Rudyard Kipling:

“Andate incontro al successo ed al fallimento e trattate allo stesso modo quei due impostori”

Chissà se ne metteranno uno anche a Riccione.

Del grafico che ne esce dalla citazione ne parleremo in un’altra occasione.

Se non c’è più religione, oggi, purtroppo, non abbiamo neanche matematica. Mi toccherebbe fare un’apertura di demolizione.

Il mondo dei numeri è inesauribile, infinito. Il guaio è che indagarlo diventa tanto più complesso quanto più si procede nello studio.

L’unica certezza è che esiste solo 1 numero primo: gli altri sono solo piazzati.

Musica Maestro! Press play

Nuova rubrica, la word parade, ovvero le parole preferite del mese:

Algido
Densità
Mammalucco
Mindfulness
Trasmutazione

Data da ricordare: 25 aprile

43, si e “Volevo fare il batterista” sono le risposte alle vostre domande

Vi sono mancato? Se si, bene. Se no, chissene…

Dopo aver svolto l’attività di manager in una lussuosa struttura per scambisti, mi sembrava ora di tornare a farmi sentire. Un occasione di condivisione in cui poter raspare il fondo del barile. Magari per dare il mio contributo con la pala. Per scendere un po’ più giù…

Sto cercando ma non trovo un nuovo approccio alla quotidianità. “Pensa positivo” mi dicono. Da qui l’incontro con il mindfulness, parola che avete trovato tra le mie parole preferite del periodo. La consapevolezza. Ho seguito anche dei corsi di yoga. On-line, naturalmente. Sono pigro.

Avevo un professore alle superiori che diceva di ammirare pianisti e batteristi. “Hanno il cervello diviso in 4… In loro i comparti sono indipendenti: la mano destra non sa cosa fa il piede sinistro e del destro non gli interessa…” Io venivo chiamato scultore.

Sull’internet ho anche conosciuto gente e a proposito di cervello, ho scoperto la S.A.D.A.E.: Sindrome di Attenzione Deficitaria Attivata dall’Età.

Non è una scoperta avvenuta nel periodo trascorso nel club di scambisti. Tra i racconti esemplificativi letti e quelle sentiti ce n’è uno simpatico che risale al 2013. Si dice sempre così d’altronde: un mio amico, mio cuggino, ho letto…

Decido di lavare la macchina. Mentre mi avvio al garage vedo che c’è posta sul mobiletto dell’entrata. Decido di controllare prima la posta. Lascio le chiavi della macchina sul mobiletto per buttare le buste vuote e la pubblicità nella spazzatura e mi rendo conto che il secchio è strapieno. Visto che fra la posta ho trovato una fattura decido di approfittare del fatto che esco a buttare la spazzatura per andare fino in banca (che sta dietro l’angolo) per pagare la fattura con un assegno. Prendo dalla tasca il porta assegni e vedo che non ho assegni. Salgo in camera a prendere l’altro libretto, e sul comodino trovo una lattina di birra che stavo bevendo poco prima e che avevo dimenticato lì. La sposto per cercare il libretto degli assegni e sento che è calda e decido di portarla in frigo. Mentre esco dalla camera vedo sul comò i fiori che nostro figlio ha regalato a me e mia moglie e mi ricordo che li devo mettere in acqua. Poso la birra sul comò e lì trovo gli occhiali da vista che è tutta la mattina che cerco. Decido di portali nello studio e poi metterò i fiori nell’acqua. Mentre vado in cucina a cercare un vaso e portare gli occhiali sulla scrivania, con la coda dell’occhio improvvisamente vedo un telecomando. Qualcuno deve averlo dimenticato lì (ricordo che ieri sera siamo diventati pazzi cercandolo). Decido di portarlo in sala (al posto suo!!), appoggio gli occhiali sul frigo, non trovo nulla per i fiori, prendo un bicchiere alto e lo riempio di acqua…intanto li metto qui dentro…. Torno in camera con il bicchiere in mano, poso il telecomando sul comò e metto i fiori nel recipiente, che non è adatto naturalmente… e mi cade un bel po’ di acqua.. Riprendo il telecomando in mano e vado in cucina a prendere uno straccio. Lascio il telecomando sul tavolo della cucina e cerco di ricordarmi che dovevo fare con lo straccio che ho in mano…
(Non ridere perché se ancora non ti è successo… succederà…)
Tratte le debite conclusioni possiamo dire che sono trascorse le due ore e:
– non è stata lavata la macchina
– non è stata pagata la fattura
– il secchio della spazzatura è ancora pieno
– c’è una lattina di birra calda sul comò
– i fiori non sono in un vaso decente
– nel porta assegni non c’è un assegno
– non si trovano più il telecomando della televisione né gli occhiali
– c’è una macchia ignobile sul parquet in camera da letto e non ha idea di dove siano le chiavi della macchina!
La domanda sorge quindi spontanea: Come può essere? Non ha fatto nulla tutta la mattina, ma non ho avuto un momento di respiro.

Ecco questa è la SADAE! Io la definirei un’avarìa del multitasking. Quello che tanti celebrano ma che non dura in eterno.

Il racconto mi è tornato in mente ieri mattina. Mi stavo appunto infilando in un tunnel del genere. “Pensa semplice e fai una cosa alla volta”, il nonno aveva proprio ragione. Mi sono fermato e ho ripreso le cose con ordine, imponendomi di concludere l’azione che avevo iniziato. Bisogna restare nel momento, più connessi con quel che si sta facendo. Insomma siamo ancora a gennaio, no? Quindi può essere ancora tempo di buoni propositi…

Ah dite che siamo in aprile? Come vola il tempo… Dicevamo?

Sono arrivato a Riccione in bici. Lo sport non agonistico mi dicono faccia molto bene. Sono arrivato scendendo dalla Carpegna, appuntamento al bar di Corpolò, l’ombelico dell’ignorantezza. Ho incontrato amici, fatto grasse risate, visto cose, mangiato e bevuto (piada squacquerone con la cagnina sempre top).

Soprattutto visto cose: ho osservato. È la cosa che preferisco fare. A volte anche con il binocolo a casa altrui.

In vasca è stato facile vedere chi ha trovato il giusto grado di consapevolezza. Una mindfulness invidiabile, e ne abbiamo parecchi. Guarda caso qualificati ma non li cito tutti.

Semplicemente, GRAZIA

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Gregorio Paltrinieri: riesce a trovare la sfida anche quando non c’è nessuno. Non mi riesce di capire perché l’800 è sempre il passaggio dei 1500.

Natural Born Player. Voto 9

Federico Burdisso Mr.Ovunque. Manca solo che installi antenne e ripari gli scarichi.

L’incoscienza al potere! Shazam! Voto 8+

Gabriele Detti il suo limite sono le infiammazioni non il peso delle responsabilità.

Finchè c’è salute c’è speranza. Voto 9

Martina Carraro & Fabio Scozzoli Perché “du is mei che uan!”

Amministrazione chirurgica. Voto 8

 

Simona Quadarella.

Me la sono sognata tonnarello che sguazza nel cacio e pepe.

Insaziabile V.M. 18

Margherita Panziera

Limiti fisici con orizzonti ancora tutti da esplorare. La sua mente ha subito la stessa evoluzione della popolazione dei Matis amazzonici. Vulnerabile al primo contatto, ha reagito alla strage coincidente con le gare di alto livello, sviluppando incredibili difese immunitarie.

Mai una copertina di Sportweek è stata più premonitrice. Voto 9+

Federica Pellegrini  J’adore…

E dire che mi è stata sul culo per 15 anni. Rinnegare il passato per tornare poi sui propri passi. Siamo anime gemelle. Voto 69

Il recupero nella 4x200 mi ha fatto venire in mente un film. Non il famoso recupero sulla Svezia agli europei, quello non c’entra… qualcos’altro… Cazzo, anche se faccio una sola cosa alla volta non riesco comunque a finirla…  Forse si tratta di Alzheimer.

A proposito di film ne ho visto uno strampalato: un western con linguaggio alla Seth McFarlane. A Million Ways to Die in the West. Scena preferita le visioni dopo la bevanda indiana.

Un film sottovalutatissimo che ha collezionato una quantità altrettanto fenomenale di nomination ai Razzie Award.

E cogliendo al volo l’occasione di milioni di modi per morire, vorrei contribuire attribuendo le nomination per le peggiori performances. Quelli morti… di qualcosa.

Piero Codia miglior attore non protagonista.

Memorabile la battuta non detta “Ce l’ho, ce l’ho! No.., non ce l’ho”. Svampato. Voto 5-

Alice Mizzau

Miglior attrice mai protagonista. Impalpabile. Voto 4

Matteo Rivolta Miglior performer inanimato. “As fidanken” il modello. Fattto! Voto 4

Oggi come ieri non m’incanta la Polieri. Non riesce la solita magia e si aggiudica la targa Harry Potter. Voto 4,5

Non li metto in nomination solo per fiducia ma sono stati lì lì per finirci:

Thomas Ceccon ha un pass e tanto talento. Questo lo salva, ma si sopravvaluta. Stop all’alimentazione con la fionda. Poteva fare molto di più. Infantile. Voto 6+

Domenico Acerenza fregato dal regolamento merita una chance di più. Sfigato. Voto 7-

Ilaria Bianchi la più potente non-personaggio del piano vasca. Voto 5

Ilaria Cusinato Una testona a cui non gira bene L’amo con tutte le mie forze.
Bronzsa cuerta Voto 6/7

Per Cusi conosco bene la sensazione dei centesimi che sfuggono come granelli di sabbia. Occorre liberare la mente e cercare la serenità. Niente yoga. Le prescrivo una terapia che dia tranquillità a base di io-duro.

Vorrei segnarmi anche alcuni nomi caldi.

I qualificati coreani Marco De Tullio e Benedetta Pilato.

Gli emergenti Costanza Cocconcelli e Matteo Lamberti. Il futuro è dalla loro parte.

E con il dito che stuzzica e la brematura anche, come se fosse antani, sottolineo ed applaudo il ritorno l’alter ego più ingombrante della golden age of porn. Il ritorno al futuro della star meno inquadrata, quindi più in incognito, ma universalmente nota.

 

Santo “John” trova le differenze Condorelli Voto campionati 7.5  – Voto look 13”

A proposito di stalloni, nessuno ha proposto a Orsi e Dotto una nuova carriera alla Varenne?

L’esercizio scatologico mi ha mosso la circolazione e rinfrescato la memoria: mi è tornato in mente a cosa mi riferivo con l’inseguimento e il perché del titolo: ma le riserve giornalistiche Rai per la Brema sono queste?

Un saluto e alla prossima.

Chi beve birra campa cent’anni. Ma chi pensa alla prevenzione?

Sosteniamo Amelia

Meditate gente… meditate
Namasté

About The Author

darkpool

La nuova firma di Corsia4 della stagione 2016-17 è DarkPool. DarkPool è un essere cosmico, irriverente, potente quanto un tribunale vivente. E’ l’autore critico, anzi sarà IL critico del day-after, l’appuntamento che affronta the dark side of the pool blaterando con humour e doppi sensi. Idealmente, come un noto mercenario, indossa un costume aderente e una maschera che copre completamente il volto. E’ tagliente quando serve, pungente quanto occorre, suo malgrado certamente irritante, ma anche insospettabilmente generoso. Un non-eroe che mette la sua pistola al servizio di Corsia4, che spara in testa agli obiettivi solo dopo averla riempita di scemenze

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