Quando, lo scorso dicembre, ha vinto i 100 farfalla agli Europei di Glasgow in vasca da 25 metri, Anastasiya Shkurdai non ha nemmeno sorriso. Riguardando le foto sul podio, la nostra Elena Di Liddo, entrata in finale con ambizioni d’oro e poi giunta seconda, sembra nettamente più soddisfatta e felice della collega bielorussa.

Va detto che, nemmeno diciassettenne, la Shkurdai sta probabilmente combattendo con quel mix di emozioni che l’adolescenza ti regala ed inoltre non è da tutte reggere palcoscenici come quello continentale, dove a combattere con te ci sono ragazze che, anagrafica alla mano, potrebbero essere più che delle sorelle maggiori.

Non è così strano quindi che la Di Liddo, 25 anni, sia raggiante nonostante l’argento, conquistato in una fase della carriera nella quale sta finalmente inanellando risultati internazionali di alto livello, mentre Anastasiya Shkurdai si senta, tutto sommato, all’inizio e non all’apice della sua parabola.

Anche quando, qualche mese prima, vince gli EuroJunior sempre nei 100 farfalla, la sua espressione non è esattamente di giubilo, ma assomiglia di più a quel momento in cui si cerca a tutti i costi di trattenere le lacrime prima di esplodere definitivamente in un pianto. In questo caso, non c’è stato nessun effetto sorpresa in quanto si è presentata alla finale con il primo tempo e, con una prestazione nettamente superiore alle altre (57”39 conto 59”27 della seconda), ha confermato il pronostico.

Al netto della giovanissima età, sembra quindi che Anastasiya Shkurdai abbia in sé quel tanto di freddezza agonistica che, mixata con un fisico longilineo e con una nuotata leggera e propulsiva, la rendono una pericolosissima rivale per chiunque, da qui a molti anni a venire.

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Che per una nata nel 2003 i miglioramenti siano ancora tutti in arrivo sembra ovvio, ed un piccolo anticipo ci è arrivato dagli Open di Bielorussia che si sono appena conclusi. In pochi giorni di gare, la Shkurdai ha perfezionato cinque dei suoi primati personali, spingendosi già verso tempi di livello altissimo.

Per dare qualche esempio, nei 100 stile partiva da 56”37 ed è scesa a 54”34, nei 100 dorso da 1’00”59 a 59”08 e nei 100 farfalla, gara nella quale vantava già un ottimo 57”39, si è spinta fino a 56”95. Soprattutto nel dorso e nella farfalla, i suoi tempi non sono così distanti dai record del mondo giovanili, e sono rispettivamente al quarto e secondo posto della graduatoria (seppur deficitaria) del 2020, oltre a essere i nuovi primati nazionali (ai quali si aggiungono i 50 farfalla con 25.77 e i 200 dorso con 2.10.58).

C’è da tenere conto che, tra tutti le nazioni europee, la Bielorussia è stata forse la meno severa in ambito di restrizioni e che il lockdown non ha inficiato pesantemente sulla preparazione degli atleti, come invece è successo altrove. Ma anche in quest’ottica, i tempi della Shkurdai fanno paura.

Per dare un metro di paragone, alla stessa età della Shkurdai, Sarah Sjöström (nel 2010), faceva 57”32 nei 100 farfalla, mentre Missy Franklin (nel 2011) 59”18 nei 100 dorso.

Le carriere nel nuoto, però, sono tanto imprevedibili quanto soggettive, e per una Sjöström che ancora primeggia nelle classifiche mondiali, abbiamo una Franklin che, di contro, ha dovuto prima combattere con il calo drastico di risultati e poi con la depressione che l’ha portata al ritiro prematuro.

Per quanto buone siano le probabilità, non possiamo sapere se e quanto a lungo Anastasiya Shkurdai sarà la prossima dominatrice della scena internazionale. Così come non possiamo sapere se, al prossimo trionfo, ci omaggerà di quel fantastico sorriso che finora ci ha negato.

Foto copertina: FINA