In Europa si comincia a far sul serio puntando a Tokyo 2020one!

Pre-qualificazioni un po’ dappertutto, anche se tanti nomi illustri sono ancora ai box aspettando tempi migliori.

I cugini transalpini ci anticipano di una settimana, mostrando a Saint-Raphael il meglio del nuoto francese con i Championnats de France Elite 2020. Dalla quattro giorni in blue esce rafforzata soprattutto la sezione femminile che porta a casa primati nazionali e pass olimpici.

Entrambi i primati nazionali arrivano da Melanie Henique, nei 50 farfalla nuotati in 25’’24 migliorando il 25’’50 della Wattel, qui seconda in 26’’06. L’ex primatista si può consolare però vincendo i 100 farfalla con il pass olimpico di 57’’40. Il secondo record nei 50 stile: con 24’’34 nuotato nelle batterie cancella il 24’’54 di Anna Santamas del 2017 e si qualifica per Tokyo.

Sfiora il pass anche Charlotte Bonnet, arrivando a due centesimi dal tempo limite nei 200 stile vinti in 1’56’’65 mentre è spettacolare la prova dei 100 stile. Béryl Gastaldello si impone in 53’’40 qualificandosi per i Giochi, davanti a Wattel con 53’’72 e Bonnet con 53’’82. Fari puntati in vista della 4x100 stile!

Restando a parlare di ragazze spazza via record a go go la russa Anastassia Kirpitchnikova, classe 2000 che ritocca due primati nazionali pluridecennali: prima negli 800 stile, vinti in 8’22’’65 (meglio dell’8’23’’07 di Elena Sokolova del 2008) e poi nei 1500, nuotando in 15’53’’18 sbriciolando via un crono che durava dal 2003, ovvero il 16’13’’13 di Regina Sych nuotato ai Mondiali di Barcellona.

Se le donne sono stratosferiche, gli uomini si aggrappano alla solita certezza, dal nome Florent Manaudou: il campione olimpico centra la sua terza qualificazione ai Giochi vince i 50 stile in 21’’73.

Da segnalare anche i duelli tra i giovani dorsisti: Mewen Tomac, classe 2001, vince i 100 in 53’’46 entrando nella top ten mondiale del 2020, Yohanne Ndyoe Brouarde, classe 2000, vince i 50 in 24’’94 e Geoffroy Mathieu, classe 1997, vince i 200 in 1’57’’07 a sette decimi dal record nazionale e dal pass olimpico.

Sempre parlando di giovani, Leon Marchand vince i 200 farfalla in 1’56’’63 con il nuovo record U18, migliorato anche nei 100 farfalla dove è terzo in 52’’82, alle spalle del ritrovato Metella, che chiude in 52’’86 dietro allo svizzero Jérémy Desplanches primo in 52’’44.

Infine la gara regina: lontani i tempi d’oro, per il momento si mettono in luce Maxime Grousset, oro in 48’’65 davanti a Clement Mignon con 48’’78.

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Poco più in là, precisamente a Kaposvár, in Ungheria, ecco i 2020 Hungarian Champioships validi per le qualificazioni a Tokyo. La squadra magiara è già in gran parte formata grazie ai risultati dei Mondiali dello scorso anno, e qualche stella decide di rinunciare, vedi Katinka Hosszú, che resta a riposo.

Federazione ungherese che sceglie di far gareggiare le batterie al pomeriggio e le finali al mattino, proprio come sarà a Tokyo, ma questa formula è ancora poco digerita dai suoi atleti: tantissimi infatti i crono migliori nelle qualifiche piuttosto che nelle finali. Ma vediamoli tutti.

Fuoriclasse assoluti sono il primatista mondiale Kristóf Milák, e il rivale di gara Tamás Kenderesi che beffa il campione del mondo e vince i 200 farfalla in 1’54’’64, conquistando il pass per Tokyo davanti al compagno che chiude in 1’54’’98. Milák, che di recente ha dichiarato di non essersi ancora completamente ripreso dal Covid-19, ha però poi vinto i 100 farfalla in 51’’07 nuotando il secondo crono al mondo nel 2020 e poi siglato il personale nei 200 stile vinti in 1’46’’68!

Nello stile veloce bene Maxim Lobanovszkij che vince i 50 stile nuotando in batteria 21’’77 (tempo per Tokyo) e confermandosi in finale con 21’’84. Discorso simile per Németh Nándor, che viaggia più forte nelle qualifiche: nei 100 stile sigla il nuovo record ungherese in 48’’08 (migliorando il suo 48’’10) mentre in finale vince toccando in 48’’67.

Protagonista a sorpresa il giovane Hubert Kós , classe 2003, che vince i 200 misti in 1’59’’01 dopo aver nuotato nelle batterie in 1’58’’31, strappando così il pass per Tokyo.

Tra i nomi noti rivediamo la punta degli Aqua Centurions Szebasztián Szabó, primo nei 50 farfalla con 23’’19 (ma 22’’96 in batteria) e secondo nei 100 con 51’’95, il ranista Csaba Szilágyi, oro nei 50 in 27’’15 e nei 100 in 59’’99 e Ádám Telegdy che a dorso si impone nei 100 in 54’’30 dopo aver nuotato 53’73 nelle batterie, a soli tre decimi dal record nazionale ma conquistando il pass olimpico, e nei 200 dorso vinti in 1’56’’82 (1’56’’34 in batteria).

Tra le donne scoppia il “caso” Boglárka Kapás: il bronzo olimpico di Rio parte forte con il primo tempo in batteria nei 200 farfalla, che le vale anche il pass per il Giappone in 2’07’’’97. Salta poi la finale, dichiarando di soffrire della “Tiroidite di Hashimoto”. Questo però non la ferma perché il giorno dopo è di nuovo in vasca nelle batterie dei 400 misti nuotando in 4’41’’41 e vincendo la finale con mezzo secondo in più.

Infine pokerissimo per Ajna Késely che si impone nei 200, 400, 800 e 1500 stile libero.

Abbiamo da poco lasciato l’Olanda, con i Campionati Nazionali di Rotterdam che eccoci tornare in casa orange. Merito della Wouda Cup di Eindhoven e specialmente alle ragazze della 4x50 stile.

Cade infatti un po’ a sorpresa un world record, quello appunto della staffetta veloce a stile in vasca corta: Ranomi Kromowidjojo (23’’05), Maaiake de Ward (23’’16), Kim Busch (23’’47) e Femke Heemskerk (22’’82) nuotano in 1’32’’50 cancellando il vecchio primato sempre olandese di 1’33’’91!

Da sottolineare come questa sia stata un vero e proprio tentativo di record, con la vasca riservata solamente alle quattro atlete orange, qui il VIDEO della gara by SwimSwam

Foto: Fabio Cetti | Corsia4