International Swimming League!

A Indianapolis si è scritta una pagina di storia del nuoto. Quanto importante, lo vedremo più avanti.

Senza sbilanciarsi sui i pregi e difetti di questa prima volta, una certezza c’è: la ISL è qualcosa di completamente nuovo e come dice James Gibsonbisogna cercare di ragionare fuori dagli schemi!”.

Niente di più vero, dimentichiamoci i valori e le logiche del nuoto come lo conosciamo. Qui conta solo lo spettacolo, i piazzamenti e i punti per la squadra! Un concetto di squadra totalmente differente, che cerca di portare il nuoto alla pari degli sport a squadre più seguiti negli States.

Ma il nuoto, lo sappiamo tutti, è uno sport individuale. Riusciranno nell’impresa di trasformarlo?

Ma passiamo alla gara vera e propria. Chi vince? I più forti, come di logica.

L’Energy Standard aveva il team sulla carta più forte e si è dimostrato tale. Netto il percorso del team europeo, che grazie a Sjöström, Le Clos e un rinato Manaudou spazza la concorrenza portando a casa 17 vittorie più le due – Manaudou e Sjöström – della Skin Race.

La prima a portare a casa i 9 punti nella storia della ISL è proprio Sarah Sjöström, che vince la prova inaugurale dei 100 farfalla.

Da qui parte il duello che vedrà in lotta Energy e Cali Condors, il team di Lilly King. Sono proprio gli americani a comandare nella prima parte di gara, restando solo tre punti avanti rispetto all’Energy. Già evidente il distacco delle altre due compagini, i DC Trident e l’Aqua Centurions ai quali non basta la doppietta MartinenghiScozzoli nei 50 rana per puntare in alto.

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Scambio in vetta a metà giornata, con l’Energy avanti e i Condors in scia, con un botta e risposta interessante; nei 50 e 200 dorso e nei 200 rana le due squadre si dividono un successo a testa, mentre lo sprint dei 50 stile è tutto made Energy con Sjöström e Manaudou. A fine day 1 gli europei sono in testa con 250 punti seguiti dai Cali Condors a 229,5.

Il successo non viene messo in discussione nemmeno nel day 2. Energy sempre avanti con margine, con la ciliegina sulla torta del dominio assoluto della Skin Race, una sorta di Australiana sui 50 stile. In campo femminile restano le due della ENS Sjöström e Hemskerk così come al maschile, con la finalissima tra Proud e Manaudou.

Al termine della prima tappa la classifica è la seguente; Energy Standard 539 punti, Cali Condors 457, DC Trident 330,5 e Aqua Centurions 300,5.

Nel dettaglio: Energy competitiva in egual misura sia con le donne che con gli uomini, che raccolgono una quarantina di punti in più rispetto alle colleghe. Grossa differenza tra i due sessi per Cali Condors e Acqua Centurions; per gli americani, il più arriva dal settore femminile, per la squadra romana sono gli uomini a prevalere con 194,5 punti contro i 90 delle ragazze. Equilibro invece alla DC Trident.

Nello specifico gli atleti top sono stati: Sjöström tra le donne con 55 punti in dote e premio di MVP di questa prima tappa, seguita da Smoliga con 44 e King con 31,5 mentre la migliore delle italiane è stata Martina Carraro con 15 punti. In campo maschile domina Le Clos con 43 punti tallonato da Manaudou con 41, terzo Larkin con 30,5 mentre Martinenghi è il miglior azzurro al decimo posto con 21 punti.

E gli italiani? Tutti protagonisti con la squadra romana degli Aqua Centurions, gli azzurri fanno del loro meglio: da segnalare appunto la coppia dei ranisti, che oltre alla doppietta nei 50 piazza Martinenghi 2° nei 100 e Scozzoli 4°. In forma anche Simone Sabbioni, 2° sia nei 100 che nei 50 dorso, Matteo Rivolta, 2° nei 100 e 3° nei 50 farfalla. Tra le prime tre anche Margherita Panziera, 3ª nei 200 dorso e Santo Condorelli 3° nei 100 farfalla, oltre ad aver raggiunto il secondo turno nella Skin Race.

Che altro dire? Lo spettacolo è appena iniziato!

Questo week end fari puntati sull’Italia e in particolare su Napoli, dove si svolgerà la seconda tappa della ISL, sempre con questi quattro team a giocarsi punti importarti per l’obbiettivo principale, la finale di Las Vegas!