Con il secondo posto strappato ai New York Breakers nel match #4, gli Iron di Budapest si sono avvantaggiati nella lotta per la semifinale della seconda stagione di International Swimming League, alla quale si qualificheranno i primi otto team della regular season.

Nella squadra capitanata da Katinka Hosszú, oltre alle punte Kromowidjojo e Sakci, gareggia anche Marco Orsi, che è stato pedina fondamentale in queste prime due sfide affrontate alla Duna Aréna.

Come sempre piacevole e disponibile, il campione di Budrio ci ha raccontato le sue impressioni sulla ISL e su tutto quello che sta accadendo nel mondo del nuoto.

Come procede l’esperienza della bolla di Budapest?

So che è una cosa che ripetono tutti, ma è la verità: qui ci sentiamo al sicuro. Siamo controllati periodicamente, mangiamo e dormiamo in un albergo a noi dedicato, abbiamo i nostri spazi liberi ma senza rischiare. Ed infatti ci sono zero positivi dall’inizio della ISL ad oggi. È una situazione ideale, nella quale possiamo gareggiare ed allenarci in totale sicurezza. Visto come stanno andando le cose, potrebbe essere l’ultima gara per un lungo periodo di tempo e sono molto felice di esserci.

Sei l’unico italiano nel Team Iron, la squadra di Katinka Hosszú. Come ti trovi?

È un team molto affiatato e composto da grandi professionisti. Ranomi Kromowidjojo e Emre Sakci sono stati i migliori finora, ci hanno trascinato. Katinka, anche se non è in formissima, è una capitana esemplare. Dopo la fine del match 4, quando siamo riusciti a conquistare il secondo posto che ci da quasi la sicurezza di qualificazione alla semifinale, ha voluto offrire la pizza a tutti. Un gesto molto apprezzato e che ci ha unito ancor di più.

Come stai gestendo gli allenamenti tra un match e l’altro?

Dopo il Settecolli, ho deciso di continuare ad allenarmi per arrivare in forma alle prime due settimane di ISL. Ci tenevo particolarmente a far bene e ci sono riuscito. Ora ho un paio di settimane prima della semifinale, lavorerò per quell’evento. Ho la fortuna di avere il mio coach qui con me ancora per un po’ e inoltre, negli orari di allenamento, ogni team dispone di tutta la vasca. Le condizioni sono ideali.

Vi sentite dei veri professionisti, per una volta.

Sembra di vivere in un sogno, è quello che ho sempre desiderato e non solo a livello remunerativo. Un’atmosfera così la si sperimenta solo dai Mondiali in su, e mai per più di una settimana ogni due anni. Qui abbiamo la possibilità di confrontarci con i migliori al mondo giornalmente per più di un mese, di gareggiare sempre ad altissimi livelli e di venire riconosciuti come veri professionisti, cosa che invece difficilmente succede in altre circostanze. Spero sia solo la prima di tante avventure simili, già si parla di una seconda possibilità come questa per l’anno prossimo.

Open 2020, in vasca a Riccione non solo per i titoli Assoluti

Sarà un Assoluto decisamente particolare quello che si disputerà da giovedì 17 dicembre fino a sabato 19 presso lo Stadio del Nuoto di Riccione. La formula, simile a quella adottata questa estate per il Trofeo Sette Colli nel pieno rispetto delle norme...

Nuotare senza la linea nera: intervista a Carlotta Gilli, Alessia Berra e Salvatore Urso

Siamo ancora tutti ammaliati dalle meraviglie dell’International Swimming League, quest’anno più che mai ancora di salvezza per noi appassionati di nuoto. Gare, duelli, tempi mozzafiato ci hanno fatto divertire e staccare per qualche ora la spina in questi giorni...

Campionati Australiani in corta: tempi da record dai dolphins

Regali di Natale in anticipo in arrivo dalla terra di canguri! In Australia si gareggia, con i 2020 Hancock Prospecting Australian Virtual Short Course ovvero i Campionati Nazionali in vasca corta, che si sono disputati virtualmente, con cinque sedi differenti -...

Cosa resta di questa ISL2020? 5 lati positivi per ricordarla

Si può dire tutto della International Swimming League 2020 tranne che ci abbia lasciato totalmente indifferenti. Grazie anche al fatto che la pandemia ci ha tolto qualsiasi alternativa, nel mondo del nuoto abbiamo di fatto parlato per due mesi solo di ISL, sia nel...

Un po’ di (punti) FINA nella ISL2020: la TOP10 della Finale di Budapest

Avete ancora gli occhi dilatati e il battito accelerato per le luci psichedeliche della finale ISL? Siete pronti a partire e virare come Dressel, non appena la vostra piscina riaprirà? Niente di meglio che un po' di punteggi FINA, per riabituarsi alla grigia...

ISL2020 | Il primo Global Swimming Forum, Corsia4 c’è!

Cosa ha reso la International Swimming League così interessante e diversa dal solito? Molte cose, alcune delle quali approfondiremo nelle prossime settimane. Ma una cosa è certa: ha unito intorno al nuoto appassionati da ogni parte del mondo come pochi altri eventi...

Stiamo cercando di divulgare nel modo corretto la ISL anche ad un pubblico più generalista, ad esempio facendo passare il concetto di team da non confondere con le Nazionali. In cosa bisogna migliorare?

Intanto speriamo che, in futuro, possa esserci una tv in chiaro che creda al progetto e decida di mandarlo in onda in modo da raggiungere più appassionati possibile. È un prodotto molto televisivo, con ritmi veloci, regole divertenti e tante gare di alto livello. Bisogna poi far passare un concetto: mi rendo conto che è semplice identificare l’Italia con gli Aqua Centurions, ma non è questo lo spirito della ISL. Ognuno deve poter scegliere la squadra da tifare a seconda dei suoi gusti, magari perché ci nuota il suo atleta preferito o perché è attratto dal logo e dai colori. Se un italiano tifa Iron o Cali Condors, non ci deve essere nulla di strano, perché la ISL è un po’ la NBA del nuoto.

C’è molto di americano anche nella strategia con la quale ci si approccia alla competizione, come succede nelle gare NCAA. Avete fatto riunioni tattiche pre-gara?

La sera prima del match, Katinka ed il coach ci riuniscono e distribuiscono la bozza di formazione. Poi insieme analizziamo le altre squadre ed i possibili rivali, e di conseguenza proponiamo la nostra idea. Io, ad esempio, sono stato preso per fare i 100 misti, ma ho gareggiato anche nei 50 farfalla e nelle staffette, oltre che nella skins a rana. La parte tattica è fondamentale ed è davvero divertente.

Nei 100 misti hai nuotato due ottimi crono e sfidato anche un mostro come Dressel.

Dressel è incredibile: a rana abbiamo virato tutti insieme e nell’ultima vasca ci ha dato 6 decimi. È un fenomeno, il più forte velocista di sempre, ma è anche un ragazzo semplice e molto disponibile. Le mie prestazioni sui 100 misti mi soddisfano, soprattutto la prima. Nella seconda, dovevo ancora recuperare dalla stanchezza accumulata in staffetta il giorno prima, quando mi sono preso le onde di tutti e ho fatto molta fatica. Comunque nuotare 51 è sempre un bel viaggiare e sono contento.

Spesso si sottovalutano i 100 misti, gara molto tecnica e ricca di insidie.

È una gara difficilissima da preparare e da nuotare. Io mi alleno per andare a memoria, senza dover pensare a quello che sto facendo. Conosco alla perfezione il numero di bracciate che devo fare, quanto lunga deve essere l’apnea, in che modo devo arrivare per non sbagliare la virata nemmeno di un millimetro. Tutte queste attenzioni ti assicurano un risultato e sbagliare anche solo una piccola cosa può fare la. Penso che il segreto dei miei successi sia proprio quest’attenzione ai particolari, ed è quello che tento di trasmettere anche ai ragazzi giovani quando li incontro nei miei giri per le piscine.

In questa voglia di insegnare ai giovani attraverso la tua esperienza, vediamo anche uno scorcio del tuo futuro post nuoto.

Assolutamente sì, è quello che mi piace fare e che farò, ho diversi progetti in cantiere ed insegnare ai più giovani è uno di questi. Ma per ora penso solo a divertirmi, perché mi piace ancora troppo nuotare.

E spero di poter partecipare alla mia terza Olimpiade.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

Intervista realizzata in diretta Instagram il 28 ottobre 2020