Dopo più di due settimane di pausa, sono tornati in acqua i campioni in carica, Energy Standard, per affrontare i rookie Toronto Titans, i super rinforzati New York Breakers e gli Aqua Centurions, che tentano di non rimanere in fondo alla classifica.

Nel match 1, i Cali Condors avevano inflitto una sconfitta pesante agli Energy Standard, che si erano visti messi in difficoltà anche dagli LA Current. Al team di James Gibson serviva una dimostrazione di forza, anche se l’assenza di Sarah Sjöström, alle prese con un problema alla schiena, rischiava di lasciare un buco di punteggio non indifferente.

I DUE VOLTI DELLA GARA

Nel day 1, i Toronto Titans si sono dati molto da fare, supportati da un settore femminile davvero fortissimo e da una squadra maschile solida e compatta, per rimanere in gara e giocarsi una vittoria che avrebbe avuto dell’incredibile. Le gare di Lisa Bratton (200 dorso in 2’00”99), Kylie Masse (50 dorso in 26”44) e Kelsey Wog (200 rana in 2’17”13) hanno trascinato, al termine della giornata, i canadesi a soli 38 punti di distacco dagli Energy Standard. Le speranze per Toronto erano elevate, visto anche la vittoria nella staffetta mista femminile e la conseguente scelta del dorso come stile per la skins race.

Nel day 2, tuttavia, Energy Standard ha dato uno scossone incredibile alla classifica, mettendo a segno 5 vittorie maschili e 5 femminili nelle gare individuali, oltre alla conquista della staffetta mixed stile. Nemmeno la conquista della skins femminile per la Masse ha potuto riportare in pista Toronto: dopo che Manaudou si è laureato vincitore della skins maschile, gli Energy Standard hanno confermato la vittoria del match con 161 punti di vantaggio.

Serviva una dimostrazione di forza ed eccola servita: i campioni in carica sono ancora vivi.

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PRESTAZIONI ECCEZIONALI

Il match 6 è stato, finora, quello dove i jackpot hanno influito maggiormente sui risultati e sulla classifica. Sarà la stanchezza di alcuni atleti, che sono già alla terza due giorni di gare in poco più di due settimane, sarà lo sconforto nel vedersi così lontani dalla testa della classifica, ma mai come in questa occasione ha vinto chi è stato capace di sfruttare la nuova e tanto discussa regola che fa guadagnare più punti a chi è in grado di dare maggiore distacco ai rivali. Eccezion fa100 stiletta per i  maschi (vinti da Miressi in 46”27) ed i 100 rana donne (Pilato in 1’03”89), tutti gli altri vincitori di gara individuale hanno preso punti jackpot: è un dato record. In ben 4 occasioni ci sono state gare da 24 punti, Bratton nei 200 dorso, Manaudou nei 50 stile (20”55), Szabo nei 50 farfalla (21”86) e della MVP Siobhan Haughey nei 200 stile (1’51”42), e anche le staffette hanno regalato molti punti ai vincitori, Energy standard su tutti.

Non sono mancati grandi prestazioni come il 55”64 di Anastasyia Shkurdai nei 100 farfalla, record del mondo junior, o il 55”86 di Ilya Shimanovich nei 100 rana, record europeo. Si migliora ancora Kasia Wasik, 23”30 nei 50 stile, e Marco Koch con 2’00”58 è sempre più vicino al world record nei 200 rana. Sempre più protagonista Benedetta Pilato, che conferma la sua conquistata dimensione internazionale e porta agli Energy Standard la vittoria sia nei 50 (29”45) che nei 100 (1’03”89) rana.

AQUA CENTURIONS

Il team di base italiana non è riuscito a schiodarsi dall’ultimo posto, frutto di una pessima prestazione della squadra femminile che, con solo 42,5 punti, è nettamente la peggiore di tutto il parterre di questa ISL. Si salvano solo Martina Carraro ed Arianna Castiglioni, che portano punti sia nei 50 che nei 100 rana, e va malissimo anche Etiene Medeiros, vista qui lontanissima dai suoi standard prestativi abituali.

Bene, anzi benissimo, i maschi, che con 232 punti non sono così lontani dagli Energy Standard (286). Spicca la terza vittoria su tre della 4x100 stile, fiore all’occhiello di coach Giunta, e anche il secondo posto nella 4x100 mista, a un passo dai campioni in carica. Nelle prove individuali, bene anche Nicolò Martinenghi, al personal best sia nei 50 (25”87) che nei 100 (56”58) rana, mentre è sembrato un po’ appannato Fabio Scozzoli, forse appesantito dalle molte gare sostenute e dai pochi cambi disponibili.

La semifinale è ormai svanita: per sperare in una terza edizione della ISL migliore non basterà solo Federica Pellegrini (che comunque aiuta) ma bisognerà rivoluzionare completamente il roster femminile, cercando di convincere più velociste (magari anche italiane) e più ragazze polivalenti ad unirsi alla causa Centurions.