Con uno dei match più interessanti e densi di star power finora disputati, si conclude la regular season della International Swimming League 2020. Il match 10 ci ha consegnato l’unica squadra che esce imbattuta da questo primo giro di scontri, i Cali Condors, che sono a questo punto i grandi favoriti per la vittoria finale.

Niente hanno potuto i comunque fortissimi LA Current né i solidi London Roar per contrastare lo strapotere dei californiani, che terminano il loro girone con 16 punti. Per gli Aqua Centurions, molto distanti in classifica generale come ampiamente previsto, la ISL 2020 finisce qui, ma resta la gioia di aver potuto vedere il ritorno in acqua della capitana Federica Pellegrini, dopo lo stop forzato dovuto al Covid-19.

LA CLASSIFICA

La lotta per la prima posizione è stata comunque più dura di quanto non sembri, perlomeno guardando il punteggio finale. Al termine del day 1, i Condors conducevano con 47 punti sugli LA Current, che anche nel day 2 sono rimasti in scia dei rivali, sempre a distanza di sicurezza. Le due franchigie si sono spartite le vittorie (9 a 5 femminili, 6 a 6 maschili) e sono arrivate alla vigilia delle skins race con un distacco costante intorno ai 50 punti. La gara ad eliminazione, chiave di volta della ISL, è stata scelta dai Condors al femminile e dai Current al maschile in virtù delle rispettive vittorie nelle 4x100 miste: il quadro perfetto per mantenere viva la competizione.

Nella rana, le due finaliste Condors (King e Hannis) hanno fatto aumentare il vataggio dei californiani a +110 punti. Non sono bastati agli LA Current i 53 punti totali della coppia di finalisti Murphy-Carter (contro i solo 4 dei CAC) per risalire la graduatoria e guadagnare la prima posizione. La vittoria finale va agli imbattuti Cali Condors, con 63 punti su LA Current e 160 sui London Roar. Staccatissimi, a soli 255 punti, gli Aqua Centurions, che pagano ancora la pochezza del settore femminile (solo 83 punti).

LE PRESTAZIONI

Si sono marcati per tutto il match, Caeleb Dressel e Beryl Gastaldello, concentrati sia sulla lotta tra i loro team che sulla classifica MVP ed il succulento assegno da 10k dollari che va al vincitore. L’americano dei Cali Condors, già MVP nel match 4 e 8, ha vinto quattro gare individuali con tempi di altissimo livello: 100 farfalla in 49”02, 50 stile in 20”52, 100 stile in 45”56 e 100 misti in 50”48 (seconda prestazione all time). Anche la francese degli LA Current è andata a quattro vittorie personali (100 farfalla 55”71, 100 stile 51”16, 100 misti 57”43 e 50 farfalla 25”30), confermando di essere, insieme a Sarah Sjöström e poche altre, l’atleta più adatta ad una competizione varia e stancante come la ISL. Nessuno dei due ha partecipato alla skins race ed il titolo di MVP è andato a Dressel, che ha vinto (80.5 punti, seconda prestazione in termini di punteggio della stagione) con soli 5 punti di vantaggio sulla Gastaldello.

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Fa notizia il passaggio a vuoto di Lilly King, che dopo 30 vittorie consecutive (ovvero tutte le gare alle quali ha partecipato nella storia della ISL) subisce le prime due sconfitte, nei 50 da Alia Atkinson e nei 200 rana da Annie Lazor. L’americana si è rifatta il giorno dopo, vincendo prima i 100 in 1’03”15 e poi demolendo la concorrenza nella skins race, gara nella quale ha dominato tutti e tre i turni con un piglio abbastanza arrembante e lo sguardo di chi odia perdere. Riprendiamo il conteggio della sua imbattibilità, potrebbe durare molto a lungo.

Sempre per i Condors, bene anche Olivia Smoliga (25”85 nei 50 e 55”92 nei 100 dorso), Hali Flickinger (2’04”36 nei 200 farfalla, 3’59”78 nei 400 stile) e Beata Nelson (2’02”51 nei 200 dorso e 2’05”95 nei 200 misti). L’unica notizia negativa viene dall’abbandono della competizione, per motivi personali, di Mel Margalis, che lascia un buco non indifferente nel roster dei californiani.

Peccato per gli Aqua Centurions, ultimissimi in questo match, che però a fronte di grandi mancanze nel roster sono riusciti comunque a portare a casa quattro vittorie individuali. Due arrivano da Nicolò Martinenghi, al personale nei 100 rana in 56”46 e vicino al suo migliore anche nei 50, vinti con un ottimo 25”89. Per il ragazzo allenato da Marco Pedoja, la conferma di una crescita costante e di una dimensione, quella della ISL, che gli calza a pennello, e nella quale continua a migliorarsi e divertirsi. Benissimo anche Szebasztian Szabo, vero top swimmer del team romano, che nei 50 farfalla è andato a 11 centesimi dal world record ed ha battuto Caeleb Dressel. Urge la sua riconferma, insieme a quella di Miressi, Heintz e di Romanchuk (pb nei 400 stile, 3’38”93), che rappresentano la base per costruire una squadra competitiva nella prossima stagione.

Non hanno sfigurato le raniste Martina Carraro e Arianna Castiglioni, che si confermano sui loro livelli passando anche il primo turno della skins race a rana, ma che purtroppo sono l’unica nota positiva al femminile, insieme al rientro di Federica Pellegrini. Per la campionessa veneta, un 200 dorso in 2’05”64 ed un 200 stile in 1’55”10, ma soprattutto la gioia di essere tornata in acqua insieme ai suoi compagni dopo il grande spavento chiamato Covid-19. Per lei, e per i suoi Aqua Centurions, finisce l’avventura della ISL 2020 ma inizia quella più grande, chiamata Tokyo2020one.