Alla vigilia della gara, il match #8 era stato presentato come “La battaglia degli imbattuti”, la lotta tanto attesa tra i London Roar ed i Cali Condors, rispettivamente secondi e terzi nella ISL 2019 e finora a punteggio pieno nella season 2, in virtù delle due vittorie a testa conseguite nei primi due match disputati.

Dopo la due giorni di gare, la lotta è finita con la vittoria dei Cali Condors, che consolidano il loro status di grandi favoriti per la conquista del trofeo finale della International Swimming League 2020.

LA CLASSIFICA

Finora, nessun altro team ha dato la stessa impressione di solidità che esprimono i californiani, che anche nelle rare volte in cui non vincono (16 vittorie individuali, 2 in staffetta e 1 nelle skins) riescono comunque a piazzare i propri atleti a punti e non perdere quasi mai terreno.

Nemmeno i fortissimi London Roar, che nella prima giornata hanno resistito strenuamente rimanendo a soli 8.5 punti di distacco, sono riusciti a tenere il ritmo irresistibile dei Condors, che nel day 2 hanno dilagato mettendo, prima delle skins race, moltissimi punti di sicurezza tra loro ed il resto del gruppo. Appena prima delle sfide ad eliminazione, i London Roar sembravano più doversi difendere dai Tokyo Frog Kings che poter impensierire i Condors. Ma, come abbiamo imparato a capire in queste settimane, la grande quantità di punti in palio e l’imprevedibilità delle skins regalano spesso delle sorprese.

In virtù della vittoria nella 4x100 mista, i Cali Condors potevano selezionare lo stile femminile ed i London Roar quello maschile: in entrambi i casi la scelta è ricaduta sulla rana. Tra le donne, l’imbattibile Lilly King (CAC) ha vinto totalizzando 33 punti, ma i London Roar hanno contenuto i danni grazie ai 33 punti combinati di Alia Atkinson ed Annie Lazor, rispettivamente seconda e terza.

Tra gli uomini, i London Roar hanno puntato tutto su Adam Peaty e sulla pochezza dei ranisti californiani, e per poco non hanno fatto saltare il banco. Peaty (vincitore) e Prigoda hanno guadagnato 43 punti (33+10) mentre i Condors sono rimasti a 14 (12 Dressel + 2 Cordes). La classifica generale finale ha premiato comunque i Cali Condors, ma per soli 15.5 punti. La vittoria delle staffette miste sarà un fattore fondamentale per chi vorrà conquistare il trofeo finale.

I Tokyo Frog Kings devono accontentarsi del terzo posto, che comunque li mette al sicuro per il passaggio del turno, mentre i NY Breakers sono sembrati in netto calo rispetto al match precedente e la qualificazione alla semifinale sarà il loro obiettivo massimo.

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LE PRESTAZIONI

MVP del match è, neanche a dirlo, proprio Caeleb Dressel, capace di vincere ben 5 gare individuali, 50-100 stile (20”65 – 46”12), 50-100 farfalla (22”41 – 49”33) e 100 misti (51”11). La forza del velocista americano nella cura dei particolari, partenza e virata, spesso gli permette di ammazzare le gare anche quando non effettua tempi eccelsi, e la sua versatilità è una dote fondamentale per primeggiare nella ISL. Ci sono pochi dubbi sul fatto che lotterà anche per il titolo di MVP finale.

Meno bene invece Adam Peaty, che conferma la sua avversione per la vasca corta e per le partenze/virate, che gli fanno addirittura perdere il 100 rana da Yasuhiro Koseki: la forma dell’inglese non è eccelsa ma potrebbe risalire in vista della finalissima, nella quale i suoi London Roar sono attesi per la lotta al titolo. I londinesi avranno al loro arco anche una freccia in grande crescita come Freya Anderson, vincitrice di 100 e 200 stile e scatenata nelle staffette (50”96 nella mixed) ed una sicurezza ormai acquisita come Kira Touissant, dominatrice di 50 e 100 dorso (25”79 nei 50, 12 centesimi dal world record).

I Cali Condors non sono solo Dressel, ma anche Lilly King, talmente forte da non fare quasi più notizia. La sua imbattibilità nella ISL (30 gare tra season 1 e 2 senza mai perdere) è amplificata dal valore e dalla quantità di avversarie che batte di volta in volta (oggi ha dovuto spingersi a 1’03”36 nei 100 per aver la meglio della Atkinson). Il settore femminile dei Condors sembra davvero senza difetti, se contiamo che ci sono anche Mel Margalis (200 misti in 2’04”18), Beata Nelson (suoi i 200 dorso e i 100 misti), oltre che le sempre utili Olivia Smoliga e Kelsi Dahlia.

I Tokyo Frog Kings hanno uno dei roster più affascinanti e sicuramente quello stilisticamente più bello, al quale è mancato stavolta l’apporto di un Vlad Morozov un po’ appannato. I giapponesi anno vinto, oltre che con il già citato Koseki (100 rana), con l’eterno Ryosuke Irie (100 dorso in 49”89), con Yui Ohashi e Kosuke Hagino nei 400 misti, con Suzuka Hasegawa nei 200 farfalla e con Leah Smith nei 400 stile. Tra le squadre di seconda fascia, è sembrata una delle migliori.

Pochi i punti positivi per NY Breakers: su tutte Kasia Wasik (50 stile in 23”47) e Alina Surkova (25”46 nei 50 farfalla), mentre Marco Koch vince i 200 rana con un tempo meno vicino al world record di quanto non avesse fatto nel match precedente. Il capitano Michael Andrew, nonostante una massiccia presenza in gara, continua a non spiccare in nessuna specialità: per fare il salto di qualità come team servirebbe un suo apporto maggiore.