Dopo un primo match difficoltoso, nel quale hanno subito la potenza dei Cali Condors, arriva la terza vittoria consecutiva degli Energy Standard, che escono dalla regular season decisamente meglio di quanto non ne fossero entrati.

Guadagnare la finalissima, per il team di James Gibson, non dovrebbe essere un problema, e dai risultati di questo match 9 sembra che i suoi top swimmers si stiano allineando verso una condizione di forma sempre migliore.

Strappare il titolo ai ragazzi capitanati da Chad Le Clos non sarà così semplice.

LA CLASSIFICA

Il risultato del match #9, va detto, non era mai stato in discussione nemmeno alla vigilia, quando l’accoppiamento dei campioni in carica con i rookie Tokyo Frog Kings e i Toronto Titans, e con i buoni (ma non eccelsi) Iron, era sembrato abbastanza agevole.

Sono bastate poche gare del day 1 per far scappare gli Energy Standard nel punteggio, che alla fine della mattinata iniziale li vedeva in vantaggio di 65.5 lunghezze. La vittoria in entrambe le staffette miste ha consegnato loro la scelta delle skins e la certezza di avere le mani ben salde sulla vittoria, che è puntualmente arrivata con un margine di 145.5 punti.

La lotta per il secondo posto, invece, è stata decisamente più accesa. Nel day 1, le impressioni migliori sono arrivate dai giapponesi, che sono rimasti a lungo in scia degli Energy Standard e che possono vantare un settore femminile davvero competitivo e diverse punte anche tra i maschi. Ma gli Iron hanno sfruttato al massimo le loro punte e, a colpi di jackpot, sono rimasti attaccati ai Frog Kings fino alle ultimissime gare.

Prima delle skins race, solo una quarantina di punti dividevano le due squadre in lotta per il secondo posto.

Le skins, a stile per le donne e a farfalla per gli uomini, sono state come spesso succede determinanti. Dopo la gara femminile, gli Iron si sono avvicinati a soli 10 punti, grazie soprattutto al doppio turno passato da Ranomi Kromowidjojo e alla eliminazione delle due rappresentanti giapponesi nella prima tornata.

La gara ad eliminazione al maschile, nonostante la finale guadagnata da Kawamoto, ha sancito il sorpasso definitivo degli Iron, che sono riusciti a far più punti dei giapponesi grazie alla semifinale guadagnata da Santos e Sakci. Il loro secondo posto lascia accese delle speranze di qualificazione alla finale: molto dipenderà dagli accoppiamenti in semifinale.

Meno brillante la prova generale dei Toronto Titans, che si sono dovuti accontentare di qualche vittoria qua e là ma che sono rimasti sempre abbastanza lontani nella classifica a squadre.

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LE PRESTAZIONI

Vista l’assenza prestabilita di Florent Manaudou, che si è preso un turno di riposo prima delle semifinali, la scena è stata presa da Sarah Sjöström, in cerca del titolo di MVP fin dalle prime battute di gara. La svedese, che aveva saltato il secondo match dei suoi per un piccolo fastidio fisico, ha inanellato tre vittorie individuali (100 farfalla 55”35, 50 stile 23”42, 100 stile 51”64) e diversi altri piazzamenti. La vittoria nella skins race a stile libero, dominata in tutti i turni compresa la finale contro Ranomi Kromowidjojo, ne ha consolidato il primato individuale, consegnandole anche l’assegno da 10k destinato al miglior nuotatore del match.

Ma le frecce nell’arco degli Energy Standard sono davvero tantissime. A partire da Benedetta Pilato, che torna a vincere i 50 (29”13) ed i 100 (1’04”00) rana e a dare il solito, solidissimo, contributo nella staffetta mista (1’03”03) e da Siobhan Haughey che continua a migliorarsi (1’51”19 nei 200 stile) e si propone come nome più caldo del momento nella specialità di Federica Pellegrini.

Sempre impegnatissimo anche il capitano Chad Le Clos, che spesso tendiamo a dare per scontato ma che è una pedina determinante per punteggio e morale dei suoi: in questo match ha vinto 100 e 200 farfalla (49”33 e 1’50”24) ed è finito al secondo posto nella classifica MVP. Spettacolare la sua vittoria nella skins race a farfalla: dopo aver rischiato di venire eliminato in semifinale (deve ringraziare un Santos poco attento a virata ed arrivo), il sudafricano ha battuto Kawamoto e si è aggiudicato la prova più faticosa del programma gare della ISL. La sua esultanza al termine della skins è la testimonianza che i nuotatori sono a Budapest per divertirsi ma che la voglia di vincere, e di nuotare ad alti livelli, non è mai uno scherzo.

Il jackpot individuale più elevato lo fa l’eterno Nicholas Santos (Iron), che nei 50 farfalla vola a soli 3 centesimi dal suo record del mondo segnando uno spettacolare 21”78 e totalizzando ben 30 punti.

Sempre per gli Iron, benissimo anche Emre Sakci, che conquista 24 punti nei 50 rana, nuotati ancora a livelli elevatissimi (25”43) e si prende anche il record europeo dei 100, nuotando 55”74 e strappandolo a Ilya Shymanovich, che nella stessa gara fa 55”83 (il vecchio record era 55”85). Non è escluso che la sfida tra i due potrebbe produrre, nelle prossime tappe, anche il record del mono, che appartiene a van der Burgh (55”61).

Menzione d’onore per Marco Orsi: la sua vittoria nei 100 misti (51”74) è ormai una sicurezza per gli Iron, che anche grazie al suo apporto sono un team decisamente migliore rispetto al 2019. Con una Katinka Hosszú in condizione da Iron Lady, la vittoria finale non sarebbe un miraggio.