1972, Monaco di Baviera, Giochi della XX Olimpiade estiva, la storia del nuoto azzurro sta per cambiare dopo oltre 70 anni di “attesa”. L’Italia non ha mai vinto una medaglia olimpica nel nuoto in corsia e anche alla vigilia di questo evento le possibili medaglie non sembrano poter arrivare dalla nostra disciplina.

Ed eccoci al quinto appuntamento con la rubrica che ci accompagnerà – speriamo – verso le prossime Olimpiadi di Tokyo2020one. Dopo aver parlato dei numeri del nuoto azzurro olimpico continuiamo il nostro viaggio nella storia degli azzurri del nuoto alle Olimpiadi.

Fino agli anni ‘70, il nuoto italiano non aveva avuto grandi sussulti.

La prima medaglia internazionale era del 1927, quando agli Europei Giuseppe Perentin si era piazzato secondo nei 1500 stile libero, mentre il primo ora continentale era arrivato da Paolo Pucci, vincitore dei 100 stile nel 1958.

Nessuna donna, invece, era mai salita nemmeno su un podio.

Anche le Olimpiadi erano state sempre amare di emozioni: se nei tuffi e nella pallanuoto potevamo vantare una buona tradizione, il nuoto in corsia non aveva mai conosciuto la gioia di una medaglia.

Nel 1972 quindi, alla vigilia dei Giochi di Monaco, le speranze maggiori per l’Italia non sembrano provenire dal nuoto.

In una Nazionale che ha nei tuffatori Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto e nei pallanotisti le pedine principali, è però spuntata una ragazza che sta macinando record europei da qualche tempo, e che sembra destinata ad esplodere anche a livello internazionale.

Novella Calligaris è una padovana dalla statura media e dalla corporatura gracile, capace però di sprigionare in acqua una potenza eccezionale, supportata da una cattiveria agonistica senza paragoni. Sotto la guida di Bubi Dennerlein, Novella viene portata a Città del Messico 1968 per fare esperienza: non ha nemmeno 14 anni e si difende, uscendo però alle batterie e vivendo un’esperienza tutt’altro che piacevole nel ritiro della Nazionale (a causa di alcuni scontri interni tra Mara Sacchi ed il capo delegazione Fabjan e anche di un furto subìto nel villaggio olimpico).

Quattro anni dopo, Novella Calligaris non è più un’esordiente in cerca di esperienza ma è una certezza del nuoto continentale. Agli Assoluti di Torino, validi come selezione olimpica, migliora i record europei dei 400 e 800 stile e viene nominata Cavaliere della Repubblica: se il nuoto in Italia trova spazio sui media è solo merito suo.

Tuttavia, australiane e statunitensi – iscrivibili alle Olimpiadi fino a tre per nazione – sembrano ancora troppo lontane per sperare in una medaglia a Monaco 1972. Con queste premesse, Calligaris va alla Olympia Schwimmhalle per nuotare tre gare, 400800 stile e, a sorpresa, anche 400 misti.

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Si parte il 30 agosto e Novella nuota nell’ultima delle batterie dei 400 stile: con 4’24”14 è la più veloce di tutte e mette a segno anche il record olimpico, facendo capire a tutti che fa terribilmente sul serio.

In finale si migliora ancora, ma la fenomenale australiana Shane Gould (a Monaco, 5 medaglie e 3 ori) la precede nettamente, lasciandole la piazza d’onore.

In più di 70 anni di storia, per l’Italia è la prima medaglia olimpica nel nuoto e viene accolta dai giornali nazionali con toni giustamente trionfalistici.

Il giorno seguente Bubi Dennerlein, preoccupato che la concentrazione venga meno (si tratta pur sempre di una ragazza di 18 anni), la fa gareggiare anche nei 400 misti, non la sua gara, ma Calligaris dimostra subito di avere stoffa e mentalità da campionessa.

Al mattino si qualifica con il quinto tempo che vale il record italiano, in finale compie una vera e propria impresa, migliorandosi di altri 5 secondi e raggiungendo un insperato terzo posto con tanto di record europeo, distante solo un secondo dall’oro dell’australiana Neall.

A queto punto è ormai chiaro che Calligaris sia in uno stato di grazia.

Dopo un giorno di pausa, ci sono le batterie degli 800 stile, e Novella nuota nella prima serie, mettendo a segno il record olimpico (subito migliorato dall’americana Rothhammer) ed il secondo crono di qualificazione.

Nella finale, che si svolge il giorno successivo, Calligaris parte con un piglio da leader navigata, ed ai 500 metri è in testa davanti a tutte. Gli ultimi 300 metri, però, la vedono risucchiata sia da Keena Rothhammer che da Shane Gould e per poco non viene superata anche dall’altra americana, Ann Simmons.

È comunque bronzo con tanto di record europeo, la terza medaglia olimpica italiana in pochi giorni in uno sport che mai ci aveva visto così protagonisti.

Con il senno di poi, è questo l’unico piccolo rammarico in una settimana storica: negli 800 stile, l’anno successivo ai Campionati Mondiali di Belgrado, Calligaris si imporrà, vincendo il primo oro per l’Italia e segnando anche il primo record del mondo di un atleta azzurro in piscina (8’52”97).

Nel 1974, a soli vent’anni, darà l’addio al nuoto, dopo averlo cambiato per sempre.