No stop di nuoto nel week end lungo appena concluso.

Giappone e Francia sugli scudi, rispettivamente con i Japan Open in diretta da Tokyo e la prima tappa del Golden Tour Camille Muffat da Nizza.

Dopo la Kosuke Kitajima Cup di fine gennaio, altro appuntamento di spicco nel Sol Levante. Non sono mancati nemmeno questa volta risultati di spessore e come spesso accade nelle gare in Giappone, per godere delle prove migliori bisogna aspettare la fine.

Sono i 200 rana uomini, un vero e proprio marchio di fabbrica giapponese, a regalare le emozioni più grandi. Shoma Sato vince infatti stampando il quarto crono mondiale all-time, primo quest’anno con 2’06’’74, tallonato dal primatista nipponico Ippei Watanabe, che con 2’07’’54 si conferma uno dei papabili alla lotta per l’oro olimpico, ovviamente insieme al giovane compagno di squadra. Coppia che si difende anche nei 100, anche se ancora con crono lontani dalla top 5 mondiale: Sato ancora primo in 59’’67, Watanabe a 59’’75.

Parlando di top swimmer ecco il gradito ritorno di Daiya Seto. Il primatista mondiale in corta dei 400 misti si rivede subito nella sua prova prediletta, riproponendo il testa a testa con il connazionale Kosuke Hagino. Vittoria proprio per Seto nei 400 misti in 4’12’’57, con Hagino solo 6°, che però si riprende nei 200 misti vinti in 1’58’’14. Qui Seto, dopo una qualifica in 1’59’’52, crolla sopra i 2 minuti, reduce pochi minuti prima dalla finale dei 200 farfalla, dove il giovane classe 2001 Honda Tomoru stampa il terzo crono mondiale stagionale (dietro la coppia magiara Milak/Kenderesi) di 1’55’’32. Alle sue spalle un altro giovane, Nao Horomura (1999) con 1’55’’68 e il quarto crono mondiale stagionale ed infine proprio Seto terzo in 1’56’’32.

Fresco di nuovo primato nazionale è poi Katsuhiro Matsumoto che alla Kitajima Cup stampava un 200 stile da 1’45’’ basso. Non ci va lontano nemmeno in questa occasione, fermando il cronometro in 1’46’’82, oltre a spalleggiare nei 100 con Katsumi Nakamura con i due staccati solo da un decimo a fare del secondo, che vince in 48’’53.

Ritorni dicevamo: l’avevamo già vista di recente ma fa sempre piacere trovare Rikako Ikee ai blocchi di partenza. Non solo, perché anche i tempi cominciano a ritornare interessanti: nei 50 stile vinti da Rika Omoto in 24’’75 chiude seconda in 24’’91! Inoltre la nipponica si rende protagonista social con un bel gesto di solidarietà nei confronti di Sarah Sjöström, di recente vittima di un infortunio al gomito.

Altri tempi da top five mondiale stagionale arrivano da Yu Ohashi, con il 4’36’’27 nei 400 misti che le vale il terzo crono nel ranking, mentre nei 200 misti il 2’09’59 è più lento solo di Kayle McKeown. Veloce anche Hiroko Makino, nei 200 farfalla donne con 2’07’’88, sesta al mondo in stagione e a soli 8 centesimi da quanto nuotato ad ottobre dalla compagna di squadra Suzuka Hasegawa qui seconda in 2’08’’80. Ritornano protagonisti i 200 rana, questa volte al femminile con Kanako Watanabe, che conferma il talento di famiglia vincendo in 2’24’’15 lontana solo un secondo dal suo best stagionale mentre lo centra in pieno Shogo Takeda, che negli 800 stile timbra la terza prestazione mondiale stagionale in 7’50’’57 a un soffio dal record nazionale.

Tra i big da segnalare anche Ryosuke Irie, primo nei 100 e 200 dorso in 53’’29 e 1’56’’52 e Reona Aoki, che vince i 100 rana in 1’06’’98.

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Primo appuntamento in terra francese, con tanti nomi blasonati ma pochi risultati di assoluto spessore. Tra le più informa sembrano esserci le velociste francesi: Melanie Henique vince i 50 stile in 24’’90 e i 50 farfalla in 25’’61 (prova dove la greca Anna Ntountounaki sfiora di un centesimo il record nazionale con 26’’23). Sul pezzo anche Charlotte Bonnet, che nei 100 tocca in 54’’32 davanti a Pernille Blume al personale stagionale di 54’’44 e nei 200 si impone in 1’56’’96.

Chi esce male da questa tre giorni è sicuramente Florent Manaudou: sicuramente appesantito dai carichi stagionali vince sì i 50 stile ma “solamente” in 22’’34 mentre nei 100 è addirittura terzo in 49’’46 dietro al greco Apostolos Christou con 49’’36 e Maxime Grousset primo in 49’’23.

Si conferma in salute il dorso francese, grazie alla giovane coppia formata da Yohanne Ndoye Brouard primo nei 100 in 53’’60 davanti a Mewen Tomac con 53’’97 che nei 50 vengono beffati solo da Christou e nei 200 dallo svizzero Mityukov.

Ma arrivano tanti squilli anche dal resto d’Europa. Tempi alla mano il migliore è Kristof Milák, che si impone nei 100 farfalla in 52’’21 e nei 200 in 1’56’’80 in un podio tutto magiaro. Restando in Ungheria riecco la Lady di ferro, Katinka Hosszú che seppur senza tempi degni di nota, porta a casa un tris di successi nei 200 e 400 misti e 200 dorso.

Dalla Germania Marco Koch: la “foca” è una certezza e nella stantia rana francese non ha problemi ad opporsi. Nei suoi 200 chiude in 2’10’’24 mentre nei 100 si ferma sull’1’01’’29. La Svizzera è rappresentata da Jeremy Desplanches, che vince i 200 misti in 1’58’’40 e i 400 in 4’15’’26 oltre al 200 rana vinto da Lisa Mamiè in 2’25’’23 che mette un pizzico di azzurro a questa tre giorni francese essendo tesserata per la Rari Nantes Torino (occhio anche ad Aurora Petronio, quarta nei 200 farfalla).

Entra nella top ten mondiale stagionale anche la già citata Anna Ntountounaki che con 57’’86 si piazza al decimo posto momentaneo. Infine il mezzo fondo parla russo: Anastasiya Kirpichnikova, già protagonista a inizio stagione con i nuovi primati nazionali stabiliti proprio in Francia, vince i 1500 in 16’00’’28 mentre Anna Egorova vince i 400 stile in 4’09’’13.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4