Cresce lo spettacolo dell’International Swimming League!

La quarta tappa con sede a Budapest, regala una due giorni ricca di novità e colpi di scena. Partono favoriti ovviamente i London Roar, che possono schierare anche il loro capitano Adam Peaty. La lotta con i LA Current è pronta a ripetersi, ma occhio agli Iron, che hanno piazzato un paio di rinforzi – Christiansen e Verrasztó – utili per cercare di rompere le uova nel paniere alle altre due. E i NY Breakers? Saranno riusciti ad accorciare rispetto agli altri tre team?

La più grande certezza che ci lascia questo quarta tappa è che nel prossimo week-end sentiremo l’assenza della ISL. Già perché è indubbio che iniziavamo a “farci la bocca” ogni fine settimana. Che sia guardando direttamente le gare su Eurosport o anche solo seguendo i risultati live, la nuova lega del nuoto mondiale ha appassionato di tappa in tappa sempre più tifosi, che fino a metà novembre resteranno a bocca asciutta!

Ma torniamo in vasca! Dicevo di una due giorni ricchi di colpi di scena e mai come alla Duna Aréna oltre alla solita lotta per i punti si sono tornati a vedere anche crono da record.

Non ha vinto il titolo MVP, ma solo perché quel riconoscimento viene assegnato a chi mette insieme più punti (la padrona di casa Hosszú, ma avrà menzione speciale). Stiamo parlando di Minna Atherton, la giovanissima australiana dei London Roar che ha dominato in lungo e in largo le prove del dorso.

Alla diciannovenne Aussie riesce l’impresa di confermare il tris ottenuto Lewisville (50-100-200) con l’aggiunta speciale di firmare il suo primo World Record, che è anche il primo nuotato nella International Swimming League. Ci riesce fermando il cronometro dei 100 dorso sul 54”89, prima donna sotto il muro dei 55”, con il record strappato proprio a Katinka Hosszú, in casa sua e con la magiara che pur nuotandole nella corsia a fianco ha potuto solo applaudire l’impresa della cangura.

La padrona di casa però può consolarsi e lo fa entrando a modo suo nella storia. Vince infatti il premio MVP grazie ai 47 punti conquistati ed è l’unica (finora) ad aver vinto tale premio senza il pesante contributo della Skin Race (che triplica il punteggio). Prima di lei Sjöström , Dressel e Morozov, tre sprinter per eccellenza!

Katinka riesce nell’impresa vincendo 200 farfalla, 200 e 400 misti e piazzandosi tra le prime tre nei 200 stile e 200 dorso. Insomma, nulla di strano per chi se la ricorda primeggiare in lungo e in largo nella World Cup. Un risultato al quale va aggiunto l’obbiettivo di squadra!

L’altra sorpresa è proprio questa. Il gruppo A non aveva regalato ribaltoni nella seconda tappa, confermando a Napoli le posizioni ottenute a Indianapolis. Qui cambiano le cose: sarà l’atmosfera di casa, sarà come detto qualche aggiunta in più, ma gli Iron ribaltano la situazione ai danni dei LA Current, dopo un testa a testa fatto di sorpassi e contro sorpassi. Decisivi non solo la capitana, ma anche gli sprinter, con Morozov che tocca secondo nella Skin Race e Kromowidjojo che invece la vince. Ma se si guarda la classifica a punti individuale sono proprio gli Iron a farla da padroni con quattro atleti tra i primi dieci (ex-aequo con i London Roar). Insomma, un ribaltone che renderà la sfida europea divertente per le prime piazze, e assai ardua per gli Aqua Centurions.

Torniamo un attimo al cronometro: non solo Atherton, che certo si prende la copertina per il WR. Cadono tanti primati nazionali, come quello egiziano dei 100 farfalla donne di Farida Osman (56”97), quello canadese dei 200 dorso maschili con Markus Thormeyer (1’51”57), quello francese dei 50 stile e dei 50 farfalla donne di Beryl Gastaldello (23”81 e 24”92), quello brasiliano dei 50 dorso grazie a Guido Guilherme (22”55 secondo all-time), quello ungherese dei 50 farfalla con Szebasztián Szabó (22”20) quello israeliano e anche EuroJunior dei 200 misti con Anastasia Gorbenko (2’07”64).

Un filotto di crono che però contano relativamente, almeno per quanto riguarda il format della ISL.

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A esultare più di tutti (oltre al coach della Atherton che “sviene” alla vista del suo WR), sono i London Roar, che bissano il successo di Lewisville con 505,5 punti, davanti agli Iron con 425, LA Current 408 e NY Breakers con 292,5.

London Road che beneficiano specialmente delle staffette, ma anche dai tanti punti di Chalmers (vincitore della Skin Race), Emma Mckeon, Cate Campbell e appunto Minna Atherthon, senza contare l’importanza di Adam Peaty. Uno squadrone che sembra destinato a giocarsi la vittoria finale contro l’Energy Standard.

Nel computo totale dei punti conquistati la squadra turca è avanti con 1032 contro i 989,5 dei londinesi, che però non hanno dovuto spingere più di tanto soprattutto nel day 2 di questa tappa magiara. Sono 18 i successi degli inglesi contro i 12 degli Iron e i 5 dei LA Current, vera delusione di questa tornata gare. Troppo indietro i NY Breakers, che trovano gioia solo con i successi nei 200 rana di Koch ed Escobedo e qualche squillo di Andrew. Urge in fretta una campagna acquisti.

Infine nota di merito – anche se gli amici di “Fatti di Nuoto  gli hanno dato un simpatico 3 in pagella – al cronometro che scandisce il tempo residuo tra una Skin Race a l’altra. Tre minuti che “sadicamente” mi fanno godere!

A Budapest si è chiusa la prima parte di ISL, con quasi la certezza che le prossime due tappe non porteranno grosse novità per la finale di Las Vegas. In America Cali Condors e LA Current hanno la strada spianata per il Nevada mentre in Europa sarà difficile per gli Iron infilarsi tra Energy e London.

Un ultimo quesito mi attanaglia: che fine han fatto cinesi e giapponesi? Vedremo anche loro magari con una loro squadra il prossimo anno?

Intanto bisogna aspettare fino al 15 e 16 novembre, quando a College Park andrà in scena la sfida tutta USA.

A presto!