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Manuel Bortuzzo, Barelli: “Speriamo in un miracolo”

Manuel Bortuzzo, Barelli: “Speriamo in un miracolo”

Speriamo in un miracolo, chiediamo il massimo rispetto per la privacy e confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura affinché consegnino alla giustizia i responsabili del vile agguato avvenuto nella notte tra sabato e domenica”

Il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, che ha appena lasciato l’ospedale San Camillo di Roma con la famiglia di Manuel Bortuzzo, non perde le speranze.

Bisogna continuare ad essere fiduciosi e a lottare. Intanto sento doveroso ringraziare anche a nome di papà Franco, di mamma Rossella e dei fratelli Michelle, Jennifer e Kevin l’ospedale San Camillo, le forze dell’ordine e tutti coloro che stanno inviando messaggi di affetto e solidarietà Continueremo ad offrire la migliore assistenza possibile al giovane Manuel e alla sua famiglia e auspichiamo che questo dramma possa diventare un monito per un futuro diverso. Una serata tra amici non può trasformarsi in tragedia.

Manuel Bortuzzo è fuori pericolo di vita, ma purtroppo molto probabilmente non camminerà più.

Lo dichiara il professore Alberto Delitala, direttore del Dipartimento di Neuroscienze del San Camillo di Roma, in una conferenza stampa, tenuta insieme all’anestesista Emiliano Cingolani, responsabile del reparto di Rianimazione.

Abbiamo effettuato una valutazione bioelettrica della conducibilità midollare e riscontrato una lesione midollare completa. Questo purtroppo vuol dire che con le attuali conoscenze della scienza neurologica al momento consideriamo che non possa esserci una ripresa funzionale del movimento delle gambe – spiega il prof. Delitala – A 48 ore dal termine dell’intervento toracico il decorso post operatorio è soddisfacente. Le condizioni sono stabili. Manuel è ancora sedato e con ventilazione artificiale. Contiamo di risvegliarlo nei prossimi giorni, ma da studi effettuati il paziente ha perso la mobilità.

Manuel continua a lottare.

Manuel Bortuzzo si è trasferito da Treviso per allenarsi al centro federale di Ostia sognando la nazionale. Promessa del mezzofondo neanche ventenne, a volte condivide lo spazio acqua con i campioni Gregorio Paltrinieri, Gabriele Detti e Domenico Acerenza seguito dal tecnico federale Stefano Morini, ma soprattutto dall’assistente Christian Galenda che lo allena anche al centro sportivo delle Fiamme Gialle di Castelporziano.

Verso le 2 della notte tra sabato e domenica si trovava di passaggio con amici ed altri atleti ad Axa, dalla parte opposta rispetto ad un pub in piazza Eschilo già presidiato dalle forze dell’ordine intervenute a seguito di una rissa scoppiata mezz’ora prima. Non potendo raggiungere quel locale dove bere qualcosa a fine serata, il gruppo, ignaro dell’accaduto, decide di rientrare a casa, ma Bortuzzo viene raggiunto da un colpo di pistola, probabilmente per uno scambio di persona. Il proiettile lo colpisce al torace.

Il nuotatore, nato a Trieste nel 1999, è cresciuto nel Team Veneto ed è tesserato per la società Aurelia Nuoto di Roma. Alto 190 centimetri, risiede presso la foresteria del centro sportivo delle Fiamme Gialle di Castelporziano e si sta specializzando nei 400 e 1500 che intendeva nuotare ai campionati assoluti dopo una stagione condizionata dalla mononucleosi e priva dei risultati cui ambiva.

Fonte e foto: Federnuoto

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