“Si dice che il battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

Chissà se la celebre frase incipit del film “The butterfly effect” può essere applicata anche al nuoto.

Di certo, quello che abbiamo visto a Gwangju in queste settimane, avrà sicuramente delle ripercussioni nell’anno che verrà.

Per chi ha vinto, per chi ha perso, per chi nemmeno c’era, sicuro è che questo ultimo Mondiale pre Olimpico ha dato indicazioni importante su quello che potrà essere la rassegna a cinque cerchi del prossimo anno.

E allora, vediamo chi esce dal Nambu Aquatics Center col sorriso sulla bocca e chi invece avrà qualcosa da migliorare.

Sotto con i Top&Flop iridati!

TOP 3 INTERNATIONAL

 

3 – RUSSIA

Che dire della squadra russa? Spesso negli ultimi anni era stata un’eterna incompiuta. Forte ad aprile, debole quando contava. Non è questa l’occasione però. Il team russo esce da questo mondiale con ben 6 medaglie in più rispetto al 2017, anche se con lo stesso numero di ori.

I trionfi però sono di quelli schiaccianti, che, in linea di massima, candidano i tre vincitori a essere i veri protagonisti dell’Olimpiade di Tokyo.

Le punte si chiamano Anton Chupkov, che all’oro ha aggiunto il record del mondo nei 200 rana, Evgeny Rylov, che oltre ad aver dominato i 200 dorso infila un tris storico nel dorso con anche le medaglie dei 50 e 100, ed infine Yuliya Efimova, regina dei 200 rana e sul podio anche nelle altre due distanze.

Ma non solo loro: i giovani scalpitano, con Andrey Minakov, classe 2002, promettente stella della farfalla, l’unico a provare ad infastidire sua maestà Dressel (anche in staffetta) e il duecentista Martin Maljutin, vent’anni appena compiuti, bronzo nei 200 stile libero.

Tra le ragazze promette bene Daria Vaskina, anche lei 2002, bronzo nei 50 dorso e finalista nei 100, ed unica assieme alla veterana Efimova sul podio mondiale.

Infine le staffette: luci e ombre, ma comunque da podio. Argento sia per la veloce che per la 4x200 maschile, come sempre ossi duri per tutti. Il futuro può essere visto con positività!

2 – SMITH e MILAK: RECORD IMPOSSIBILI

Tre momenti da togliere il fiato! I world record a questi mondiali sono stati diversi, ma tre in particolare, hanno dell’incredibile. A discapito della cavalleria, lascio spazio per primo alla cronologia: Kristóf Milák.

La stella magiara, diciannovenne, è da qualche anno uno dei più forti al mondo nella distanza. L’oro iridato era prevedibile, ma di certo non con quel tempo. Michael Phelps avrà sentito una fitta di dolore nel vedere quell’incredibile 1’50”73, scendendo sotto quel muro che forse forse avrebbe potuto abbattere anche lui. Ma invece non l’ha fatto, e se lo è preso meritatamente l’ungherese. Adesso il compito di confermarsi, e chissà, di sfondare un altro limite ancor più clamoroso!

Regan Smith ha 17 anni, e per buona parte di questi Mondali si nasconde. Poi arrivano i 200 dorso, e da baby stella prodigio diventa la più veloce al mondo di sempre. Con 2’03”35 si prende WR (di un altro baby prodigio, Missy Franklin) e WRJ, per poi confermarsi nella finale del giorno dopo.

Finita qua? No, Regan ha ancora fame e polverizza anche quello dei 100 in staffetta con 57”57! È la nuova regina del dorso!

1 – CAELEB DRESSEL

Difficile sbagliare. Ho provato a trovare qualcosa di meglio, ma di fronte all’ennesima impresa del jet americano, tutto pareva in ombra. Troppo forte, troppo imponente la sua dimostrazione di forza.

Occhio, il buon Caeleb non è Michael Phelps. Troppi diversi in tutto, in vasca ma anche fuori. Il giovane americano è tutto potenza, agilità ed elasticità tra le corsie, ma anche carattere e bizzarria al di fuori.

Torna da Gwangju con un record mica male, quello di uomo più medagliato di sempre ai Mondiali, ben 8. Sei ori e due argenti e tanti primati: quello dei campionati nei 50 stile, 50 farfalla e 4x100 stile, quello nazionale nei 100 stile, dove scende sotto il muro dei 47”00 senza gomma a supporto e un cordino del jammer penzolante fuori dal costume che chissà se gli ha tolto quei 5 centesimi per il WR.

Primato del mondo che non gli sfugge nei 100 farfalla. Ciao Ciao re Michael, nessuno può nemmeno immaginare il 49”50 con cui devasta le due vasche. L’esplosività con cui esce dai blocchi è disarmante, sempre abbondantemente avanti nei primi metri di vasca.

L’avete visto il salto a piedi pari di riscaldamento? Spiega tante cose (QUI il VIDEO).

E poi il primato nella 4x100 stile mista e la frazione da 49”28 nella mista (a delfino, sì sì non a stile)! Semplicemente il numero 1 al momento!

PS: sì sì non ho citato Adam Peaty e il suo 56”88 da paura! Ma il britannico è un marziano, quindi per lui classifica a parte!

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FLOP 3 INTERNATIONAL

 

3 – LA CADUTA DELLE CAMPIONESSE

Il Mondiale di Gwangju ha vissuto di clamorose sorprese, su tutte le sconfitte di due icone del nuoto mondiale: Sarah Sjöström e Katie Ledecky. Sono loro le “delusioni” di questa rassegna iridata, nonostante la pioggia di medaglie portata a casa.

5 per la svedese, che vince il premio di miglior atleta e segna il record di podi conquistati, la beffa a sorpresa nei 100 farfalla e quella nei 50 stile, oltre il bronzo dei 100 e 200. La sensazione è che non fosse proprio al top, rimandata!

Discorso analogo per la Ledecky. La scoppola subita nei 400 è pesante, poi si riprende a fatica negli 800. La motivazione è un virus, di certo ha dato segni di cedimento. Rimandata anche lei, ma può capitare!

2 – CAOS DEVICE

No, questo no ad un campionato Mondiale.

Il device salta, più volte e allora per non rischiare, prima tutti senza, poi, corretto il tiro, device presenti ma alla stessa impostazione per tutti. Ma che siamo ai provinciali?

La figura non è stata delle migliori, e a farne le spese fra latri è stato il nostro Sabbioni, poi giustamente ripescato. Non è la prima volta che questi device steccano (chiedere sempre a Sabbioni), da rivedere per non rivedere momenti simili ai Giochi!

3 – CASO SUN

Decisamente il momento più basso di questi campionati. Posizione difficile da commentare: il tifoso è con Horton e Scott, che giustamente sono indignati dal comportamento di Sun Yang e dalla “non posizione” FINA.

A mente fredda però siamo ad un Mondiale è c’è gente che sogna da una vita di salire su quel podio. Un comportamento, da parte di tutti e tre i protagonisti, che ha portato per un attimo il nostro meraviglio mondo del nuoto a classico salotto da bar stile calcio, che fa spettacolo ma non fa parte del nostro stile.

Ecco, restiamo in vasca e lasciamo questi gesti ad altri ambienti! Grazie.

E l’Italia? Merita un pezzo tutto per sé! To be continued…