Quanto conta l’allenamento per un grande campione? E quanto invece un buon allenatore nel raggiungere i traguardi?
Ce lo spiegano i portacolori del team MP, Luca Pizzini e Giacomo Carini e i rispettivi coach

Cuore, anima e cervello. Vincere è un mix di abilità atletiche e mentali dove l’allenamento è funzionale al raggiungimento di una meta, ma dove conta moltissimo l’attitudine e la fiducia che il coach è in grado di trasmettere all’atleta.

A seguire il  campione Luca Pizzini, bronzo agli Europei di Londra 2016 nei 200 rana, ci pensa Matteo Giunta, tecnico federale della Federazione Italiana Nuoto responsabile del centro Federale di Verona, già allenatore delle Pellegrini. Mentre per Giacomo Carini, specialista dei 200 farfalla, c’è Gianni Ponzanibbio della società Canottieri Vittorino da Feltre di Piacenza.

Per entrambi l’onore e l’onore di seguire i due campioni quotidianamente. Un duro lavoro, capace di regalare grandi soddisfazioni.

Luca Pizzini vs Matteo Giunta

Luca è atleta della nazionale di nuoto specializzato nei 200 rana. Dopo il bronzo agli Europei di Londra 2016 a Londra e
un 2017 di assestamento, il 2018 è stato l’anno della consacrazione per il 29 enne campione veronese. Primo assoluto ai
Giochi del Mediterraneo e il bronzo agli Europei di Glasgow, sempre nei 200 rana, in 2’08″54. Nel 2019 l’ingresso nel Team
MP Michael Phelps. Matteo Giunta, 37 anni, è tecnico federale della FIN responsabile del centro Federale di Verona “Alberto Castagnetti” dove allena anche Federica Pellegrini.

Matteo, Luca, da quanti anni lavorate insieme?

Matteo: Da tre anni lavoro con Luca in vista di importanti traguardi. Luca è un ragazzo davvero preparato, che mette anima e corpo in quello che fa, gare e allenamenti.

Luca: Sono sotto la guida di Matteo dal 2016 con la stagione che è iniziata dopo l’Olimpiade di Rio ed ho deciso di allenarmi con lui perché ho visto un allenatore giovane che mi permetteva di confrontarmi su diversi aspetti delle gare che disputo.

Descrivete il vostro lavoro, gli aspetti positivi e negativi e quelli che vi piacciono di più.

Matteo: Il mio lavoro consiste nel gestire e preparare al meglio gli atleti che si affidano alla mia guida tecnica, cercando di portarli ad esprimere il loro massimo potenziale. Gli aspetti positivi si riassumono nel vederli crescere atleticamente e maturare non solo come nuotatori ma anche come persone. Quando questo percorso li porta a
realizzare i propri sogni sono l’uomo più felice del mondo. Il lato negativo è che, anche con il sacrificio la determinazione e la completa dedizione al lavoro, spesso non ci si riesce.

Luca: Essere un atleta per me significa quotidianità, routine delle cose che mi fanno stare bene, e possibilità di confrontarsi sempre sotto l’aspetto fisico e mentale. Uno degli aspetti positivi è sicuramente che la vita da atleta è una sfera parallela alla vita di tutti i giorni, ma non è da considerarsi un vero e proprio lavoro, oltre ovviamente al fatto che ci si tiene in forma con uno stile di vita sano. L’aspetto negativo, se vogliamo, è quando si parla di sacrifici, o rinunce che si fanno per un bene maggiore, che può essere la prestazione in una determina competizione. Ma per quanto mi riguarda non li vedo nemmeno come sacrifici, sono cose da fare per arrivare ad un punto preciso della mia carriera.

Qual è l’aspetto più bello di Luca/Matteo e quello negativo. La volta che sei stato più orgoglioso e quella che ti ha deluso/fatto arrabbiare per qualcosa?

Matteo: Luca è un ragazzo molto concreto sa quello che vuole, sa che cosa serve per raggiungere il risultato ed è disposto al sacrificio. Riesce ad essere spensierato, e questo fa si che venga tutto più facilmente. Sicuramente il terzo posto agli Europei di Glasgow è stato il momento più emozionante, scendendo sotto il muro dei 2’09”. Mi fa arrabbiare quando a volte se c’è qualcosa che non va si demotiva e si demoralizza, mentre dovrebbe reagire e rialzare subito la testa.

Luca: La cosa più positiva di Matteo è che ci si può parlare arrivando ad un confronto e cambiando alcune cose della programmazione, ovviamente se si hanno le idee chiare. L’aspetto negativo forse è che non sempre risponde agli sms (ahaha!). Ricordo diversi episodi anche se pochi, dove Matteo mi ha reso fiero di quello che ho fatto, in primis quando ho abbattuto il muro del 2.10 nel 2017, e successivamente anche quando ho preso il bronzo europeo a Glasgow, a fine stagione mi ha scritto un bel messaggio, di poche parole ma racchiudeva tutto quanto. Al contrario, momenti che in cui ti arrabbi con l’allenatore ci sono stati ma penso che sia normale e che faccia parte del gioco, credo che la stessa cosa si possa dire dal lato opposto.

Domanda per entrambi, che consiglio dareste (dalla parte dell’allenatore e dalla parte dell’atleta) a chi deve riprendere ad allenarsi, qual è il modo migliore per un Back to Pool?

Luca: Da atleta ad atleta, a chi riparte con la stagione posso solo dire di divertirsi, è sempre dura ripartire dopo la pausa, ma questo lo sappiamo tutti, ci vuole serenità e divertimento.

Matteo: Allenarsi e allenarsi.

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Giacomo Carini vs Gianni Ponzanibbio

«Il mio idolo indiscusso è Michael Phelps. È il campione che più stimo in assoluto», ha dichiarato il nuotatore ventunenne di Piacenza che cercherà nel futuro di arricchire con altri traguardi il suo già ricco palmarés. Parliamo di 11 titoli Italiani Giovanili e 2 titoli Italiani Assoluti, nei 200 farfalla nel 2016 fissò il nuovo record Italiano quando era ancora un cadetto, con il tempo di 1’55″48 e nel 2017 abbassando ulteriormente il primato a 1’55ʺ40.

Tornare a competere al vertice è il programma del Campione piacentino per l’immediato futuro. A sostenerlo Gianni Ponzanibbio, tecnico di Giacomo e della società Canottieri Vittorino da Feltre di Piacenza.

Gianni, Giacomo da quanti anni lavorate insieme?

Gianni: La collaborazione con Giacomo prosegue da settembre 2012.

Giacomo: In seguito a problemi con la mia vecchia società, Gianni mi è sembrato la scelta più adatta alle mie esigenze e aspettative.

Descriveteci il vostro lavoro, gli aspetti positivi e negativi e quelli che vi piaccie di più.

Gianni: Non riesco a trovare nel mio lavoro degli aspetti negativi, se non quelli di passare la maggior parte delle festività in compagnia degli atleti. Sicuramente l’aspetto più stimolante è la costruzione della performance assieme ai ragazzi. 

Giacomo: Anche per me è difficile trovare aspetti negativi, poiché anche i sacrifici in questo sport hanno per me una valenza positiva. Essere atleta vuol appunto dire rinunciare a cose che altri fanno abitualmente, limitando le uscite notturne etc.. ma vuol anche dire costruire qualcosa assieme e gioire assieme di questo. Mi piace sentirmi  protagonista e professionista e con il marchio MP mi sento competitivo al massimo e sempre all’ultima moda.

Qual è l’aspetto più bello di Gianni/Giacomo e quello negativo? Qual’é la volta che sei stato più orgoglioso e la
volta che ti ha deluso/fatto arrabbiare per qualcosa?

Gianni: L’aspetto più rappresentativo di Giacomo è sicuramente la voglia di mettersi in luce anche attraverso notevoli rinunce e sacrifici. L’aspetto negativo è invece riferito al fatto di essere poco autocritico, senza tuttavia scaricare colpa ad altri. La gioia più grande è stato il primo successo con la maglia azzurra giovanile in occasione degli EYOF a Utrecht, circostanza in cui ha ottenuto il suo primo primato italiano. Le arrabbiature, se così si possono chiamare, si verificano durante le fasi di allenamento, soprattutto quelli più intensi, ma anche questo fa parte del gioco.

Giacomo:L’aspetto più significativo di Gianni, del quale lo rispetto non solo come allenatore, ma anche come persona, è che non abbandona mai gli impegni presi, anche di fronte alle difficoltà più ardue. Il momento per me più esaltante è stato quando dopo la mancata convocazione all’Olimpiade del 2016, ai Campionati Italiani di Roma ho fatto il mio primo record italiano assoluto. Un aspetto negativo, se cosi si può chiamare è che non riesce tanto ad esserci alle gare cosiddette “di passaggio”, in cui sono supportato da un Team magnifico che riesce a rimpiazzarlo in maniera eccellente.

Domanda per entrambi, che consiglio dareste (dalla parte dell’allenatore e dalla parte dell’atleta) a chi deve riprendere ad allenarsi, qual è il modo migliore per un Back to Pool?

Secondo noi, la strategia migliore per riprendere la stagione, è quella di pensare che la prossima sarà la stagione più esaltante di tutte quelle passate fin d’ora.

MP Michael Phelps designed by Aqua Sphere

Aqua Sphere, leader nella produzione di attrezzature da nuoto per la ginnastica acquatica, il triathlon e il nuoto amatoriale, ha lanciato il marchio “MP” in collaborazione con Michael Phelps, il nuotatore più premiato di tutti i tempi.

Il marchio MP presenta una nuova linea di articoli tecnici da nuoto dotati di tecnologie esclusive e dedica ai nuotatori più esigenti che non intendono scendere a compromessi sulle prestazioni. 
Per saperne di più: www.michaelphelps.com/it

Ufficio Stampa MP Michael Phelps GoNuts Communication