Non vogliono farmi smettere di nuotare!

Federica Pellegrini, 24 marzo 2020

Dopo un lungo periodo di indecisione, nel quale si sono rincorse molte voci più o meno ufficiali, la notizia è finalmente arrivata: le Olimpiadi di Tokyo2020 sono state rimandate. Secondo quanto comunicato dal CIO, i Giochi si terranno entro l’estate del 2021, mantenendo comunque, probabilmente per ragioni di marketing, il nome originale. Anche lo sport olimpico si è dovuto quindi arrendere, nonostante le indecisioni degli ultimi giorni, alla pesante scia di conseguenze portata dal coronavirus, confermando quanto già fatto da molti altri sport in queste settimane.

Una decisione caldeggiata da molti, che mette al sicuro la salute di atleti ed addetti ai lavori. Anche la IAAF e la FINA, che in un primo momento potevano sembrare sfavorevoli a questa soluzione, si sono dette aperte allo spostamento dei propri Campionati Mondiali che si dovrebbero tenere, come tutti gli anni dispari, proprio nel 2021.

Nuotatori felici?

Nel mondo del nuoto è unanime il sospiro di sollievo per aver finalmente ricevuto una notizia certa, che allontana gli spettri di qualificazioni costrette al Settecolli, preparati in maniera approssimativa, o addirittura di liste federali con qualificati d’ufficio. Le foto degli atleti sui social network si sono fatte d’un tratto tutte più rilassate, forse per la consapevolezza che questo periodo di stop non influirà negativamente su un risultato così tanto atteso come quello olimpico.

Ma anche in un clima generale di approvazione, c’è chi probabilmente è meno contento di altri. Tania Cagnotto, ad esempio, si è detta allo stesso tempo d’accordo con la scelta ma dispiaciuta, perché lo spostamento dei Giochi oltre il 2020 preclude, a quanto pare, la sua possibile partecipazione.

Federica Pellegrini ha parlato, attraverso alcune stories su Instagram, in maniera ironica, facendo capire che la decisione del CIO ha per lei un sapore dolce ed amaro: «non vogliono farmi smettere di nuotare!».

Anche se il suo ritiro non era stato per nulla ufficializzato (sembra improbabile che non nuoti, ad esempio, almeno un’altra stagione di ISL), Federica aveva probabilmente in programma di dedicarsi totalmente al nuoto fino a quest’estate, diminuendo poi progressivamente allenamenti ed impegni e vivendo un’ultimissima scia di carriera più rilassata.

Lo si capisce anche da come, nonostante la possibilità di slittamento dei Giochi fosse nell’aria, non abbia lasciato nulla al caso, nemmeno in una fase nella quale quasi tutti gli altri nuotatori sono rimasti fermi. Come ci aveva anticipato nella nostra intervista Matteo Giunta, in assenza di competizioni sostitutive degli Assoluti di Riccione, Federica Pellegrini ha simulato la settimana di gare nuotando delle prove tempi a Verona, nella sua piscina d’allenamento.

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Fede, one more year!

Una soluzione, quella della prova tempi in casa, utilizzata moltissimo dagli allenatori per avere indicazioni sulla bontà del lavoro effettuato ma che, solitamente, vale il giusto. I tempi presi manualmente dai coach, bravissimi a schiacciare il cronometro, sono pur sempre imprecisi ed è impossibile valutarne il margine d’errore positivo o negativo. Inoltre, le condizioni di una prova tempi sono totalmente differenti da quelle di una gara. Mancano i rivali, l’essenza della competizione, che per certi è uno stimolo e per altri un freno ed il contesto spoglio di spettatori è molto distante dalla platea piena dello Stadio del Nuoto agli Assoluti.

Detto ciò, Federica è abbastanza abituata in Italia a fare gara in solitaria (nell’edizione 2019 degli Assoluti, ha vinto i 200 stile libero con 2,2 secondi di vantaggio su Simona Quadarella ed i 100 con 1,3 secondi su Erika Ferraioli), ed aveva organizzato una diretta social per ricreare, almeno psicologicamente, quella formalità che c’è nelle manifestazioni ufficiali. Non importa se qualcuno le ha suggerito di evitare la diretta, forse per non irritare troppo chi invece è costretto stare a casa: lei ha nuotato batterie al mattino e finali al pomeriggio, ricreando perfettamente gli Assoluti a Verona.

Per primi i 100 stile libero, non la sua distanza principale ma nella quale è capace di tempi da semifinale Mondiale. Il cronometro di Giunta si è fermato, nella prova pomeridiana, sui 53”6, tempo che se nuotato ufficialmente a Riccione le avrebbe dato la qualifica olimpica. Per dare un metro di paragone, l’anno scorso ai Campionati Italiani si era imposta con 53”72.

L’appuntamento più interessante era per giovedì 19, quando in programma c’era la prova tempi sui 200 stile libero, la sua gara. La campionessa veneta non si è risparmiata e ha dichiarato di essere molto soddisfatta del suo 1’55”8, un tempo che non solo le avrebbe dato ampiamente il pass per i Giochi, ma che confermerebbe quanto di buono fatto in allenamento fin qui.

Sempre controllando i risultati delle scorse edizioni degli Assoluti, la Pellegrini ha nuotato 1’56”60 nel 2019 e 1’55”94 nel 2017, stagioni che si sono poi concluse con l’oro mondiale. Nel 2016, sulla strada di preparazione per Rio, aveva segnato il tempo di 1’55”30. Anche dopo tutte le premesse del caso, sono ottime indicazioni, che ci comunicano uno stato di forma sicuramente positivo.

Ora che abbiamo probabilmente visto l’unica gara di questa prima parte di 2020 di Federica Pellegrini, possiamo ipotizzare come sarebbe andata se non si fosse messo in mezzo il Covid-19.

Quando un pugile acclamato e famoso dichiara di combattere il suo ultimo incontro, il pubblico tenta di fargli cambiare idea riservandogli il coro “One more match! One more match!”.

Ma a differenza del finale di carriera di molti lottatori, che si trascinano stancamente sul ring solo per raccattare gli ultimi soldi, i tempi ci dicono che l’ultimo 200 di Federica Pellegrini sarà degno della sua fama.

Foto: Tokyo2020 | Facebook