Dopo l’ingordigia di gare di ISL e i Campionati australiani di settimana scorsa, si tornano a vedere bracciate importanti in vasca lunga.

Dall’Europa al Giappone aspettando i Campionati Italiani Open di Riccione in programma dal 17 al 19 dicembre.

Rotterdam è la sede delle qualificazioni olimpiche della squadra olandese. Gli orange sono in crescita e forti delle loro storiche certezze, Ranomi Kromowidjojo e Femke Heemskerk, già qualificate dopo i mondiali di Gwangju come da regolamento olandese, che spediva di diritto a Tokyo tutti gli atleti che entravano nei primi dodici durante la rassegna iridata.

Tutto in gioco però durante questo turno di qualificazione!

Sorprese che arrivano fin da subito, ancor prima dell’inizio delle gare quando proprio la Heemskerk deve dare forfait causa la positività del marito al Covid-19, costringendola in quarantena. E quando il gatto non c’è i topi ballano!

Ad approfittare dell’assenza dell’oro olimpico di Pechino è Valerie van Roon, che nei 50 stile nuota il personale in 24’’63 scendendo sotto il crono di 24’’71 nuotato dalla Heemskerk a Gwangju e anche al tempo limite imposto dalla FINA. Così facendo diventa la seconda olandese più veloce, alle spalle solamente di Ranomi Kromowidjojo che si conferma vincendo in 24’’38.

Heemskerk che salva il posto però nei 100, dove nessuno riesce ad avvicinare il suo crono mondiale con la vittoria che va sempre alla Kromowidjojo in 54’’00 (van Roon quinta a 54’’83).

Restando nella velocità ma in campo maschile occhio a Thom de Boer che va a tenere compagnia nei 50 stile al già qualificato Jesse Puts, siglando il nuovo primato olandese in 21’’74 scippandolo proprio a Puts (qui quinto in 22’’18) che lo deteneva con 21’’82.

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Ma i nomi che si aspettavano più di tutti da questa quattro giorni olandese sono quelli di Arno Kamminga e Kira Toussaint. Il ranista, già qualificato nei 200 rana, migliora il suo personale abbattendo il muro del 2’07’’ con uno straordinario 2’06’’85 che gli vale l’ottava prestazione all-time mondiale dietro solo a Chupkov, Wilson e Watanabe (e migliore nel 2020).

Con il pass già ottenuto nella distanza lunga, Kamminga punta tutto sul 100 dove riesce a conquistare la qualifica grazie alla vittoria in 58’’69, un paio di decimi sporchi sopra il suo record nazionale. Sotto al minuto anche Caspar Corbeau con 59’’56.

Dicevamo della Toussaint: grande protagonista alla ISL, con anche un WR nei 50 dorso, l’olandese arriva a Rotterdam a caccia di pass olimpico. Ci riesce senza problemi ovviamente nei 100 dorso, vinti con lo straordinario crono di 58’’91 nuotato in batteria che le valgono il nuovo primato olandese e la prima volta sotto il muro del 59’’ confermando la sua supremazia in finale con 59’’03.

La scheggia orange si migliora poi anche nei 50, dove nuota personale e record nazionale di 27’’37, un decimo meglio di quanto nuotato lo scorso anno.

Qualificazione ottenuta anche da Tes Schouten nei 100 rana femminili. L’olandese, già primatista nazionale della distanza nuota in batteria 1’06’’92 migliorando di 4 centesimi il suo personale dello scorso anno e volando ai Giochi. Impresa mancata nei 200, dove non le basta ritoccare il record nazionale con 2’27’’18 (precedente 2’28’’02 di Lia Dekker del 2009) per il biglietto olimpico, con il tempo richiesto lontano un secondo e mezzo e la vittoria finale alla belga Fanny Lecluise con 2’25’’04.

Da segnalare anche le belle prestazioni dello “straniero” Noe Ponti. Lo svizzero cancella due primati nazionali nei 100 e 200 farfalla, grazie ai crono di 51’’15 e 1’56’’48 (miglorato Jérémy Desplanches con 52’’28 e 1’57’’58 del 2019).

Dunque al momento gli orange qualificati sono: Arno Kamminga nei 100 e 200 rana, Ranomi Kromowidjojo nei 50 e 100 stile, Jess Puts e Thom de Boer nei 50 stile, Femke Heemskerk nei 100 stile, Valerie van Roon nei 50 stile, Kira Touissaint nei 100 dorso, Tes Schouten nei 100 rana e Arjan Knipping nei 400 misti (pass preso a Gwangju).

Con un volo intercontinentale voliamo al Tokyo Acquatics Centre dove vanno in scena i Campionati Nazionali nipponici, non validi per la qualificazione olimpica.

Molti dei giapponesi in acqua sono stati protagonisti con i Tokyo Frog Kings alla ISL, e tra questi sicuramente Kosuke Hagino. Il mistista sfrutta l’assenza di Seto per vincere 200 e 400 in 1’57’’67 e 4’13’’32, nella mezza distanza davanti a Keita Sunama che nuota in 1’57’’98.

Le emozioni più grandi arrivano dalla rana. Con Koseki in pessime condizioni ne approfitta Ippei Watanabe e il classe 2001 Shoma Sato. È proprio lui ad imporsi nei 100 con 59’’59 mentre nei 200 è l’ex primatista mondiale a trionfare in una delle prove più sentite nel Sol Levante. Con 2’07’’08 si mette in scia a Kamminga con il secondo crono mondiale al 2020 e si porta dietro proprio Sato (2’07’’69) e Ryuya Mura con 2’08’’15.

Altro protagonista è Katshuiro Matsumoto. Veloce già 100 stile, chiusi al secondo posto in 48’’94 dietro solo a Katsumi Nakamura (48’’80) ma velocissimo nei 200, vinti in 1’46’’10, quarto mondiale 2020 ex-aequo al russo Malyutin). Matsumoto primo anche in 400 in 3’49’’52 e nei 100 farfalla in 51’’66 davanti a Naoki Mizunuma con 51’’80.

Immancabile la presenza di Ryosuke Irie: l’imperatore del dorso vince i 100 in 53’’04 e i 200 in 1’55’’55, eguagliando il terzo crono mondiale al 2020 nuotato proprio da lui a inizio anno in Cina.

Tra le donne si sente l’assenza ormai da tempo della pluriprimatista Rikako Ikee. Sperando di rivederla ai Giochi, è Chihiro Igarashi a sostituirla nei 50 stile, vinti in 25’’09 mentre nei 100 in due stampano 54’’64: sono Rika Omoto e Natsumi Sakai. Quest’ultima fa doppietta anche nel dorso con i 100 vinti in 59’’54 e i 200 in 2’09’’32 davanti a Shirai (2’09’’77) e Furubayashi (2’09’’95) per uno splendido tris sotto il 2’10’’.

Anche tra le ragazze la rana è sinonimo di velocità: si resta in famiglia con Kanako Watanabe prima nei 100 in 1’06’’78, settimo mondiale 2020 appena davanti a Reona Aoki con 1’06’’95 e nei 200, davanti a tutte con 2’23’’15, quarto crono mondiale annuale.

Infine nei misti, la Yui Ohashi da forfait lasciando il campo a Miho Teramura nei 200 (2’11’’12) e a Sakiko Shimizu nei 400 ottima prima in 4’36’’77.

Risultati italiani

(di Luca Soligo)

Mentre dai meeting in giro per il mondo riprendono ad arrivare risultati interessanti, anche in Italia si è ripreso a gareggiare con una serie di manifestazioni organizzate a livello regionale e valide come qualificazione in vista degli Assoluti Open di settimana prossima.

Il rientro in vasca più eclatante è stato indubbiamente quello di Filippo Magnini, ex capitano della nazionale e bi-campione del mondo, che si è rimesso in gioco all’età di 38 anni dopo aver combattuto (e vinto) la sua personale battaglia conto le accuse di doping. “Re Magno” ha nuotato i 200 stile in vasca corta (1’47”33) ed i 100 in lunga (50”59), qualificandosi ufficialmente per gli Assoluti di Riccione, da dove inizierà la rincorsa al sogno Olimpico.

Sempre dai concentramenti lombardi, buon crono di Nicolò Martinenghi, 26”94 nei 50 rana in lunga, in una manifestazione in cui hanno gareggiato anche Arianna Castiglioni (1’07”87 nei 100 rana), Matteo Rivolta (53”20 nei 100 farfalla), Silvia Scalia (28”59 nei 50 dorso) e Andrea Vergani (23”41 nei 50 stile).

Dalla Toscana, in vasca corta, test per Sara Franceschi (2’12”06 nei 200 misti), Matteo Ciampi (1’48”54 nei 200 stile), Federico Turrini (4’17”23 nei 400 misti), Nicolò Bonacchi (25”52 nei 50 e 55”02 nei 100 dorso).

Dalle gare di Roma arrivano i crono più interessanti, ed è il giovanissimo Lorenzo Galossi a far parlare di sé. L’atleta del Tiro a Volo Nuoto, classe 2006, ha nuotato un ottimo 3’47”41 nei 400 stile (55”08-1’53”14-2’51”30), precedendo di poco Ivan Giovannoni (2002), che ha chiuso in 3’47”82. Galossi ha gareggiato anche nei 200 stile (1’49”88) e nei 100 (50”32), distanze vinte da Federico Burdisso (1’47”36, 48”13), il quale ha ottenuto un buon 51”17 nei 100 farfalla. Sempre a Roma, test anche per Martina Caramignoli negli 800 (8’19”47).

Foto: Fabio Cetti | Corsia4