Ripartenza.

L’Italia sta cercando, faticosamente e con impegno, di tornare gradualmente alla normalità dopo aver affrontato la più grande emergenza sanitaria del recente passato. Ripartenza è la parola d’ordine in tutti i settori, da quello economico al sociale, così come per lo sport e per il nuoto, ambiti nei quali le programmazioni di presente e futuro sono all’ordine del giorno.

Ma c’è una piscina dove la ripartenza del nuoto agonistico e pre-agonistico non solo non è stata programmata, ma si è deciso di annullare sia la stagione in corso che la prossima.

Si tratta della Bustese Nuoto, storico impianto di Busto Arsizio (Varese), dove la dirigenza ha comunicato che, a causa dei protocolli imposti dall’emergenza Covid-19, i settori agonistica, propaganda, pallanuoto, sincro e master non riprenderanno.

La notizia ha avuto molto risalto soprattutto a livello locale, essendo il nuoto in provincia di Varese uno degli sport più diffusi e praticati (a pochi chilometri da qui si allenano nazionali come Nicolò Martinenghi, Arianna Castiglioni, Silvia Scalia e Matteo Rivolta).

Ne parliamo con Marco Formenti, istruttore, allenatore ed ex consigliere della società Bustese Nuoto, che proprio a causa di questa decisione ha deciso di dimettersi dalla sua carica societaria.

Ho aspettato qualche giorno, prima di dimettermi, perché volevo essere sicuro che la scelta fosse definitiva e confermata. Quando ho capito che non c’erano più margini, ho comunicato alla Società la mia decisione.

La scelta presa dalla Bustese Nuoto va contro i miei principi e non era giusto continuare in quel ruolo.

L’amarezza da parte di Formenti è doppia perché, oltre a far parte del consiglio, era impegnato giornalmente proprio con i ragazzi in vasca, insieme agli altri allenatori Elena Ferracini e Luca Facchetti.

Siamo partiti con questo progetto cinque anni fa, iniziando da zero, ed ora contiamo più di 150 tra agonisti, pre-agonisti ed amatori. Abbiamo lavorato con dedizione e passione per formare un gruppo che ora, dopo questa decisione, siamo costretti a veder sgretolare.

Un gruppo che si è sentito scaricato dalla dirigenza.

La comunicazione è avvenuta con una modalità a parer mio sbagliata, tramite un breve comunicato e senza dar possibilità di replica né di spiegazione.

I genitori hanno più volte chiesto un confronto per capire le motivazioni di tale scelta, ma finora non hanno avuto risposta.

Strana è anche la tempistica della vicenda.

Riteniamo che sia incomprensibile prendere a maggio del 2020 un provvedimento che annulli tutta la stagione agonistica 2020/2021, che dovrebbe iniziare ad ottobre. C’era ancora molto tempo per ragionare sugli scenari e ipotizzare delle soluzioni, invece si è scelto di dare un taglio netto.

In un momento nel quale ci sono molte piscine che, gradualmente, stanno dando sempre più spazio alla ripresa di tutti i settori dopo il lungo e forzato stop, alla Bustese hanno deciso di riaprire solamente per nuoto libero e scuola nuoto (dal 22 giugno, ndr), escludendoci completamente dall’attività.

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Ad andarci di mezzo, in questo caso, sono soprattutto i ragazzi.

Penso soprattutto ai giovani e giovanissimi della pre-agonistica che, oltre che essere arrabbiati, sono anche fortemente delusi e demotivati. Si tratta per la maggioranza di ragazzi che abbiamo selezionato dalla scuola nuoto, che hanno vissuto un percorso comune, sono cresciuti insieme.

Per loro la piscina non è solo un edificio nel quale allenarsi, ma un punto di ritrovo quotidiano, dove sono nati legami umani che vanno oltre al discorso sportivo. Ho parlato con molti di loro, alcuni hanno anche pianto al telefono.

Hanno già trovato una soluzione alternativa?

Di possibilità ce ne sono, non è un mistero che tutte queste quote di iscrizione facciano gola a più di un gestore. Ma qui sorge un ulteriore problema, che è perlopiù logistico. Nella nostra zona, spostarsi anche solo di 10-15 chilometri per portare i ragazzi in un altro impianto significa gravare pesantemente sulle possibilità di alcune famiglie. Se sommiamo a questo il fatto che, soprattutto per i più giovani, il gruppo è un fattore fondamentale, il rischio che in molti abbandonino il nuoto è altissimo.

Anche per questo alcuni tra genitori e ragazzi hanno organizzato un sit-in davanti alla piscina. Forse sperano in un ripensamento e a tal proposito è stato contattato anche l’assessore allo sport del Comune di Busto Arsizio. Ma trattandosi di società privata, non c’è molto da fare.

Alla data attuale non sembrano esserci margini per un cambio di rotta.

Una delle domande che i genitori vorrebbero fare è: se a settembre l’emergenza Covid-19 dovesse essere, come tutti ci auguriamo, risolta, i settori restano comunque sospesi? Per ora non c’è risposta.

Si tratta di una domanda che avremmo voluto porre anche noi alla dirigenza che, per ora, non ha risposto alla nostra richiesta così come a quelle di tutti gli interessati.

Forse vedere tutti quei ragazzi riuniti davanti al cancello della “loro piscina” provocherà nella Società qualche reazione di apertura, perlomeno per sedare i dubbi di tanti ragazzi che, loro malgrado, potrebbero dover dire addio al loro sport preferito.