L’autunno è la stagione meno densa di appuntamenti per il nuoto, il periodo di ripresa della preparazione e di carico di allenamenti in vista dei primi obiettivi che, spesso, sono in calendario a dicembre. È proprio in questa zona franca, che solitamente è occupata da trofei e, al massimo, dalla FINA World Cup, che si inserisce la nuova International Swimming League, serie di sette eventi sparsi tra Europa e Stati Uniti che inizieranno il 4-5 ottobre e vedranno l’atto conclusivo a Las Vegas il 20-21 dicembre – QUI il dettaglio di tutte le tappe.

Più di 200 nuotatori dell’élite mondiale si esibiranno in quella che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere la proposta che cambierà i connotati allo sport delle piscine.

Cosa sappiamo della nuova lega professionistica di nuoto che, in qualche modo, ha fatto correre ai ripari la FINA, spingendola verso l’introduzione, ad esempio, delle Champions Swim Series?

Come nasce la ISL

La visione di Konstantin Grigorishin, 55enne ucraino proprietario e finanziatore della ISL, si è per la prima volta concretizzata due anni fa a Roma, quando, al termine dell’evento Energy For Swim, ha colto le potenzialità dell’introduzione nel mondo del nuoto di un evento che rimescolasse le carte, portando idee fresche e dinamiche poco esplorate in uno sport che, da decenni, si basa sulla classica suddivisione del calendario scandita dagli eventi organizzati dalle federazioni nazionali ed internazionali.

Non un semplice Trofeo, quindi, con le classifiche determinate dai tempi nuotati e le medaglie ai primi tre, ma una competizione a squadre, con compagini divise per roster – e non per nazioni – a lottare per la vittoria finale. Una soluzione che si ispira a quella degli sport professionistici americani anche nei nomi, fantasiosi, degli otto team che daranno vita alla prima stagione, e che cerca di dare al nuoto un’immagine più spettacolare, forse più televisiva, sicuramente innovativa. È la risposta alla grande volontà degli atleti contemporanei di cambiare qualcosa da dentro il mondo delle piscine, di diventare protagonisti del proprio sport e, soprattutto, di percorrere le vie del professionismo.

Non a caso, tra i grandi promotori della ISL ci sono Katinka Hosszú e Michael Andrew, già contestatori della FINA e dei suoi metodi che tendevano a tarpare le ali dei nuotatori, ma anche star onnipresenti alle tappe di World Cup e Champions, finora tra le poche occasioni per gli atleti di “fare cassa”.

Quello della ISL è un progetto ambizioso e rivoluzionario, almeno nei termini di partenza, che secondo Grigorishin «andrà a pari nel secondo anno di attività ed inizierà a creare guadagni dalla terza stagione», grazie agli incassi che arriveranno sia dagli sponsor che dalla vendita dei biglietti per gli eventi, dal merchandising e dai contratti televisivi (è notizia recente che, per le prime due stagioni, ISL verrà trasmessa da Eurosport).

I contratti degli atleti, invece, saranno gestiti interamente dalla promotion, che ha fornito, per mano di uno degli ideatori Andre Di Nino, anche delle linee guida molto gradite ai nuotatori stessi, come la totale assenza di sportivi coinvolti in casi di doping o la copertura assicurativa e previdenziale per i suoi dipendenti.

Per quanto riguarda la competizione, sappiamo che, per ogni tappa, si sfideranno 4 squadre, con un programma gare che dovrebbe comprendere 50-100-200 di ogni stile e 400 stile libero, oltre alle staffette mixed ed a un’australiana nei 50 stile. Ad ogni gara potranno partecipare due atleti per team e verranno attribuiti dei punteggi per ogni piazzamento, in base ai quali verrà stilata la classifica.

Le sei prove sono suddivise equamente tra Vecchio e Nuovo Continente, una sarà il derby tra le squadre europee, una tra le squadre USA e le restanti quattro a gironi misti. La finale, alla quale parteciperanno i due migliori team europei ed i due migliori USA, si svolgerà a Las Vegas, scelta che conferma la volontà di spettacolarizzazione e divulgazione del brand che è tra le premesse fondamentali del progetto.

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Cosa sappiamo degli 8 team

I roster di partenza sono stati annunciati prima sui social e poi sul sito della promotion; nonostante siano ancora aperti e passibili di modifiche, possiamo già provare a dare i primi giudizi.

Aqua Centurions
Il team di Roma, capitanato da Federica Pellegrini che è anche ambasciatrice mondiale della ISL, è di fatto una nazionale italiana allargata. Ci sono tutti i migliori azzurri, da Fabio Scozzoli a Gabriele Detti, da Margherita Panziera ad Ilaria Cusinato. Mancano i mezzofondisti puri come Quadarella e Paltrinieri, probabilmente perché il format non prevede gare più lunghe del 400 stile, ma ci sono alcune star internazionali come l’eterno Laszló Cseh, l’australiana McKeown o la tedesca Hentke. Sembra un team molto equilibrato, con lo stesso numero di atleti tra maschi e femmine ed una buona distribuzione tra le specialità. La General Manager è Alessandra Guerra, athlets manager di DAO, agenzia che gestisce molti sportivi professionisti tra i quali proprio Federica Pellegrini e Tania Cagnotto.

Energy Standard
La squadra che ha come head coach James Gibson è la favorita per vincere la prima stagione, se non altro per il fatto che è da questo nucleo che ha preso vita l’intero progetto della ISL. I membri storici sono Chad Le Clos e Sarah Sjöström, c’è una fortissima componente dell’est, con Chupkov, Rapsys, Rylov ed il giovane Minakov (2002), ma è presente anche la canadese olimpionica Penny Oleksiak, velocista sfruttabile su due stili che, però, è un po’ la copia della svedese. Curioso il rientro alle competizioni (proprio per firmare un contratto con Energy Standard) di Florent Manaudou, come la presenza in squadra di un mezzofondista puro come Mykahilo Romanchuk.

Team Iron
Neanche a dirlo, Katinka Hosszú ha la sua formazione ufficiale in quella che sembra la dimensione perfetta per le idee della Iron Lady: ci aspettiamo una sua presenza massiccia nelle gare da 200 ma anche come promotrice della ISL in generale. Nel team ci sono gli ungheresi più forti, da Dávid Verrasztó a Kristóf Milák, ed alcuni tra i volti storici della FINA World Cup come Ranomi Kromowidjojo e Vladimir Morozov, perfetti per le gare veloci e le staffette; anche qui c’è un mezzofondista, il norvegese Christiansen. Lo slot del GM è vuoto: doveva forse essere di Shane Tusup?

London Roar
La mia personale favorita per la vittoria. Capitanata dall’alieno Adam Peaty, ci sono un sacco di australiani, le sorelle Campbell, Cameron McEvoy e Kyle Chalmers, e già questi basterebbero a far squadra. In più ci aggiungiamo le esperte Jeanette Ottesen e Mireia Belmonte Garcia, gli altri inglesi James Guy e Duncan Scott e diversi talenti d’esperienza internazionale. Dietro al team c’è la mano di Rob Woodhouse, ex medagliato olimpico e fondatore di una delle agenzie di management per atleti più potenti al mondo.

New York Breakers
La squadra della Grande Mela è il territorio degli Andrew, con Michael star della franchigia e mamma Tina a fare da General Manager. Il giovane americano, primo atleta nella storia a raggiungere la finale mondiale in tutte le prove da 50, è però l’unico grande nome della formazione, che ha tra le sue fila diversi buoni specialisti delle staffette come Madison Wilson, Breeja Larson, Marcelo Chierighini ed una vecchia volpe come Marco Koch. Anche se è difficile valutare ad acque ferme, non sembra tra i team favoriti.

LA Current
Nell’eterna sfida statunitense tra East e West, la formazione di Los Angeles sembra poter avere la meglio sugli odiati cugini newyorkesi. Il General Manager è Lenny Krayzelburg, tre ori a Sydney 2000, ed ha a disposizione molti staffettisti come Tom Shields, Blake Pieroni e Ryan Held, ma anche l’olimpionico Chase Kalisz, l’egiziana Farida Usman ed il brasiliano Felipe Lima. Il GM ha evidentemente buon fiuto sui dorsisti ed ha scelto di avere in squadra sia Ryan Murphy, tornato recentemente in forma ai mondiali di Gwangju, sia Matt Grevers, non più giovanissimo ma pur sempre ex campione olimpico.

DC Trident
Il Team di Washington è capitanato da Katie Ledecky, grande star originaria proprio della capitale americana che, nonostante abbia scelto la carriera da collegiale, si è dichiarata entusiasta della nuova avventura che si accosta molto di più al professionismo. Ci sono Zac Apple, star alle recenti Universiadi, il francese veloce Jérémy Stravius ed una serie di altri nuotatori statunitensi tra i quali Kevin Cordes e Cody Miller. Nella lista spunta il nome di Nathalie Coughlin, 37 anni, al rientro alle competizioni dopo essere diventata mamma nel 2018, mentre il GM è l’ex nazionale Kaitlin Sandeno, un anno in meno della Coughlin.

Cali Condors
Nome e logo nettamente più belli tra le otto squadre, i californiani sono gli outsider di lusso, guidati da Jason Lezak, il più grande staffettista di tutti i tempi, nel ruolo però di General Manager. Nel roster spiccano tre campionesse del mondo, la canadese Kylie Masse, l’australiana Ariarne Titmus e l’americana Olivia Smoliga, ma anche Mitchell Larkin e Kelsi Dahlia. Un team da tenere d’occhio, anche solo per comprarne la cuffia.

Calendario ISL2019

4-5 ottobre: New York, IU Natatorium
12-13 ottobre: Napoli, Scandone
18-19 ottobre. Duncan Ln, Lewisville, Texas
26-27 ottobre: Budapest, Danube Arena
15-16 novembre: Washington, Valley drive College Park, Maryland
23-24 novembre: Londra, Olympic Aquatic Center
20-21 dicembre: Las Vegas, Mandalay Bay Resort

Foto: International Swimming League