Lo sport di tutto il mondo si sta fermando giorno dopo giorno, e il nuoto non è da meno.

Rinviati parecchi campionati Nazionali, soprattutto in Europa: oltre agli Assoluti nostrani, stop anche ai Trials olimpici di Spagna, Irlanda, Francia, Canada, Svizzera e tanti altri paesi che si affacciavano tra marzo e aprile alla “resa dei conti” per il sogno Olimpico.

Non tutto il nuoto però è fermo: in Australia infatti tutto procede regolare, con la tre giorni di gare dei 2020 NSW State Open Championships di Sydney che ha visto scendere in acqua i migliori talenti Aussie.

Anche in Europa resta una zona franca in cui si è gareggiato durante questo week-end: in Scozia infatti è andata in scena l’edizione 2020 dell’Edinburgh International Swim Meet.

Due i protagonisti assoluti: Kyle Chalmers ed Emma McKeon.

Partiamo dal campione olimpico che sembra voler allargare il suo programma con l’inserimento deciso delle prove a farfalla. Sì perché l’oro di Rio dei 100 stile già da qualche tempo insiste sul delfino, dimostrandosi competitivo in entrambe le distanze olimpiche.

Se nei 200, pur polverizzando il suo personale e portandolo a 1’57’’35 resta lontano dai migliori al mondo, nei 100 invece entra nella top ten mondiale stagionale, con l’ottavo crono di 51’’37 che è anche il suo personal best. Crono di rilievo, anche in chiave staffetta mista. Chalmers dimostra poi il suo ottimo stato di forma anche nei 100 stile, vinti in 48’’28 (ma quest’anno è già sceso sotto il muro dei 48’’) e nei 200, dove nuota il suo terzo crono personale di sempre di 1’46’’12.

Emma Mckeon è invece ormai una certezza tra le stelle australiane. Uscita a livello internazionale proprio nell’ultimo quadriennio può puntare allo squillo olimpico su più prove. Sicuramente nei 100 farfalla, dove lancia il guanto di sfida a Sarah Sjöström: con 56’’36 si prende il miglior crono mondiale stagionale oltre al record all-comer che apparteneva a Inge de Bruijn datato 2001 (56’’61).

La velocista giallo-verde si conferma poi, oltre che nei 50 farfalla vinti in 25’’87, anche nei 200 stile oro in 1’55’’38 (4° mondiale stagionale) e soprattutto nei 100, ricchi di densità e qualità per il quartetto campione olimpico Aussie. Vince proprio la McKeon in 53’’00, seconda prestazione mondiale stagionale dietro solo a Cate Campbell, che qui tocca in 53’’05, con la terza piazza presa da Madison Wilson in 53’’50. Può solo sognare la 4x100 delle cangure, considerando che Bronte Campbell, qui quarta in 55’’02, veleggia solitamente sotto al 53’’.

Non solo la McKeon sugli scudi! Molto bene la quasi omonima Kaylee McKeown, vice campionessa mondiale in carica dei 200 dorso. È proprio qui che la giovane australiana da il meglio, chiudendo in 2’06’’38, non lontana dal suo best stagionale che è di cerca mezzo secondo inferiore. Alle sue spalle Minna Atherton in 2’08’’59 ed Emily Seebohm, che inizia a soffrire la concorrenza delle più giovani rivali.

McKeown che spazia anche nei 100 dorso, vinti in 58’’84, nei 50 con 27’’57 e nei 200 misti dove chiude in 2’10’’08.

Occhio poi a una “vecchia” conoscenza, che prova a ritornare alla ribalta. Parlo di Cameron McEvoy, che esce vincitore dei 50 stile in 22’’48, ancora troppo lontano dal meglio mondiale, specialmente dopo quello che han fatto vedere negli States settimana scorsa.

Lo sprint puro regala il successo anche a Cate Campbell, che vince i 50 stile in 24’’19 mentre la rana maschile è sempre rappresentata da Matt Wilson, dominatore dal 50 al 200 con un tris senza problemi ne squilli (27’’96 – 1’00’’39 – 2’09’’60).

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Se in Australia nemmeno il virus ferma, almeno per ora, l’avanzata dei canguri, anche in Europa resta una zona franca in cui si è gareggiato durante questo week-end.

Protagonista come suo solito il capitano dei britannici, il re della rana Adam Peaty. Il primatista mondiale si prende la prima posizione del ranking mondiale stagionale dei 100 rana, strappandola a quello che può considerarsi il ranista più in forma del momento, l’olandese Arno Kamminga. Con 58’’13 avvicina il muro che solo lui è riuscito ad abbattere nella storia (così come quello dei 57’’).

Alle sue spalle James Wilby con 59’’48, che vince però i 200 in 2’09’’47. Peaty è poi nuovamente davanti a tutti nei 50 rana, vinti in 27’’14 davanti a Ross Murdoch con 27’’54.

Altro in palla è Duncan Scott, che vince i 100 stile in 48’’49, i 200 misti in 1’59’’88 e sopratutto i 50 stile dove con 22’’21 fa segnare il nuovo record scozzese che in precedenza apparteneva a Jack Thorpe in 22’’45.

Scott lo ritroviamo anche nei 200 stile, chiusi al terzo posto in 1’47’’39 dietro a James Guy (1’46’’79) che viene beffato dal classe 2000 Tom Dean, primo in 1’46’’03. Buono dunque lo stato di forma della 4x200 stile britannica, che punta a migliorare l’argento olimpico di Rio.

Guy si riprende però nei 200 farfalla, diventati da qualche tempo una delle sue gare forti insieme ai 100: 1’56’’62 è ancora però lontano dal top mondiale in stagione.

Onore agli uomini ma spazio anche alle donne, su tutte Freya Anderson: tripletta per la giovane campionessa europea in vasca corta di 100 e 200 stile. Per lei infatti successi nei 50 stile in 24’’88, nei 100 stile in 53’’93 e nei 200 in 1’58’’04!

Testa a testa poi nei 200 rana, vinti da Molly Renshaw in 2’25’’84, quattro centesimi meglio di Jocelyn Ulyett mentre ottima e sorprendente la prova di Laura Stephens nei 200 farfalla vinti in 2’07’’62 che è la sesta prestazione mondiale stagionale.

Top time in stagione che forse resteranno in stand by per qualche tempo.

Nelle ultimi ore anche in Ungheria sono stati rinviati i campionati Nazionali, e con buone probabilità anche gli Europei verranno rimandati o sospesi.

Non ci resta che aspettare e sperare che tutto torni alla normalità il più presto possibile.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4