È la sera del 22 marzo 2019.

Si aprono le porte dell’aeroporto di Linate e ci vengono incontro i sorrisi di amici, parenti, le bandiere italiane, i suoni delle trombe, i cartelloni di bentornati e gli abbracci. Ci accolgono con gioia sincera alla fine di questa esperienza mondiale. Siamo felici di essere a casa anche se ci dispiace dover salutare gli amici della squadra e i nostri coach con cui abbiamo vissuto 17 giorni indimenticabili.

Sembra ieri febbraio 2018, quando è arrivata la convocazione per gli Special Olympics World Games di Abu Dhabi 2019 e invece ora siamo giunti al termine.

Un’avventura mondiale, in tutti i sensi.

di Cristina De Tullio

Partiamo il 6 marzo in direzione Roma: prima il Salone d’Onore del CONI e poi Montecitorio, dal Presidente Conte, quindi si parte per Abu Dhabi ed il trasferimento a Dubai.

L’Host Town dei primi giorni ci aiuta a familiarizzare con i nuovi ambienti prima di iniziare le competizioni, e così passiamo un pomeriggio in un grandissimo parco a divertirci con giochi e attività per poi vivere al Global Village di Dubai l’emozione dell’arrivo della fiaccola olimpica.

Dopo le competizioni preliminari finalmente la cerimonia di apertura a Abu Dhabi. Scendendo dal pullman siamo invasi dai mille colori di tutte le nazioni. Un fiume di atleti, di persone felici ed emozionate di essere lì. Cori, canzoni e slogan riempiono l’aria e davvero si sente il potere dello sport di abbattere ogni barriera, lo si respira, ti pervade.

Salire per sfilare è un misto di timore, entusiasmo e orgoglio. Lo stadio è immenso ed ognuno di noi è fiero di esserci e di rappresentare il proprio paese.

I volontari con precisione ci accompagnano al settore dedicatoci e lì abbiamo il piacere di poter godere dello spettacolo delle altre delegazioni che stanno entrando, lo rivedo ancora e mi emoziono ancora. Lo spettacolo è grandioso, la musica ti riempie le orecchie e anche l’anima, ti carica.

I discorsi, le personalità, i ballerini, i cantanti… tutti ingredienti sapientemente dosati per una miscela di energia.

I fuochi che chiudono la cerimonia somigliano tantissimo ale nostre emozioni, esplosive.

Dal giorno seguente iniziano le gareNuoto ed Atletica hanno base a Dubai mentre le altre discipline sono ad Abu Dhabi. Il programma delle gare è fitto; noi del nuoto avremo sia gare in piscina che in acque libere. Allenamento, riscaldamento, gare e premiazioni saranno la nostra attività fino al termine dei giochi.

È bellissimo vedere con quanta enfasi, impegno e concentrazione ogni atleta vive la propria competizione o come sostiene gli amici in gara dagli spalti.

“#meet the determined” cita uno degli hastag dei giochi ed è proprio così. Determinazione, voglia di farcela, gioia e anche delusione, un vero e proprio frullatore di emozioni. Qui vedi il potere dello sport, qui capisci cosa significhi davvero inclusivo, qui conosci i e le coach che sostengono, gridano e a volte si arrabbiamo per far uscire davvero la capacità di ogni atleta.

Giorno dopo giorno si collezionano medaglie d’oro, argenti, bronzi e anche semplicci nastrini di partecipazone MA quell’esserci ha un valore inestimabile. Sa di riscatto, di rivincita e di ricerca di un mondo migliore per qualsiasi abilità.

Sembravano tanti giorni ma sono già volati via e la cerimonia di chiusura ad Abu Dhabi è già qui.

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L’aria è molto diversa dall’apertura ma non meno affascinante. È palpabile un’atmosfera più rilassata dopo le gare.

I risultati sono già al collo di molti, la delusione nel pensiero di altri, ma una cosa accomuna tutti i partecipanti: la gioia di poter dire di aver vissuto un’esperienza che ti ha tatuato il cuore e, ne sei certo, non ti lascerà mai più. Hai solo voglia di raccontare, di dire perchè è questo il modo per essere catalizzatori, ambasciatori di un grande messaggio di integrazione ed inclusione, il messaggio di Special Olympics.

In un batter d’occhio ci ritroviamo con le valige pronte, in viaggio verso casa.

L’aereo, i “bentornati campioni” e le lacrime di gioia, gli applausi di chi ci riabbraccia, la nostalgia dei compagni di nuoto, di piscina e di mare.

Siamo tornati ma per qualche giorno lo saremo solo fisicamente, la mente trabocca ancora di belle cose da ricordare, non sarà così facile riprendere la vita di tutti i giorni.

Se mi fermo a pensare non posso che dire un grande grazie; un grazie per questa enorme opportunità che mi è stata data per partecipare agli World Games Special Olympics 2019.

Ho potuto condividere bracciate indimenticabili con i miei compagni Alessandro Angelotti, Cristina Isacchi, Federico Badessi, Gabriele Di Bello, Marco Basso, Marco Fiaschi, Marina Vettoretto, Sara Menardo e Valentina Pace sotto la paziente guida e smisurata disponibilità dei coach Fabrizio Sprega, Lucia Zulberti e Roberto Sellone.

“Non esiste posto migliore di Abu Dhabi per invitare il mondo ad unirsi a celebrare lo sport, a celebrare le persone di tutte le culture e le abilità, per dimostrare al mondo che le divisioni possono essere cancellate” ha detto Timothy Shriver, Presidente di Special Olympics, e mai cosa più giusta e vissuta solo pochi giorni fa è accaduta negli Emirati Arabi.

Ora i riflettori di sono spenti su Abu Dhabi ma è compito nostro, di sportivi tenaci come noi, mantenere le luci accese sull’importante messaggio che porta con sè Special Olympics.

L’Italia Special Olympics torna a casa con 107 medaglie (21 ori, 41 argenti, 45 bronzi) di queste 11 sono del nuoto:

Alessandro Angelotti – 1° 1500 sl OW, 2° 800 sl
Marco Basso – 1° 1500 sl OW, 3° 800 sl
Federico Badessi – 2° 100 sl, 5° 100 ra
Gabriele Di Bello – 3° 50 sl
Marco Fiaschi – 3° 200 ra, 5° 100 fa
Cristina Isacchi – 3° 100 mx, 6° 100 sl
Sara Menardo – 4° 800 sl
Valentina Pace – 4° 25 fa, 4° 50 sl
Marina Vettoretto – 2° 100 do, 2° 100 sl

Staffette
4x100 sl 3° – Badessi, Basso, Angelotti, Menardo
4x50 mx 4° – Di Bello, Isacchi, Pace, Fiaschi