La 9ª edizione dei Campionati Mondiali di nuoto si svolse a Fukuoka (Giappone) dal 16 al 29 luglio 2001, da questo evento trovarono la loro collocazione ogni due stagioni – nelle annate dispari, alternandosi così perfettamente con Olimpiadi ed Europei  – che solo la pandemia ha interrotto, curiosamente proprio in corrispondenza di Fukuoka 2021 (che diventerà Fukuoka 2022 dal 13 al 29 maggio).

Un cambiamento non da poco, perché dividerà per sempre i Mondiali di nuoto in due categorie: quelli PRE e quelli POST olimpici.

Il Mondiale delle prime volte

Quelli di Fukuoka sono i primi Mondiali post-olimpici della storia.

La rassegna fu ospitata per la prima volta da una città asiatica dopo essere stata quattro volte in Europa (Belgrado ’73, Berlino ’78, Madrid ’86 e Roma ’94), in Australia a Perth nel 1991 e 1998 e addirittura in Sudamerica (Colombia con Cali ’72 e Ecuador con Guayaquil ’82).

Si arricchisce il programma gare del nuotocon l’introduzione delle distanze dei 50 metri anche per dorso, rana e farfalla, gli 800 stile libero maschili e i 1500 femminili.

Per la prima volta, l’Australia si impone come miglior Nazione conquistando 13 titoli mondiali, sei dei quali grazie a uno straripante Ian Thorpe, relegando gli USA al secondo posto che fecero esordire una squadra composta da diversi giovani fra cui in certo Michael Phelps che si porta a casa il primo titolo della carriera condito dal record del mondo nei 200 farfalla.

Il capolavoro di Ian Thorpe

Alle selezioni australiane, Thorpe si dimostrò subito in grande condizione; netto record del mondo negli 800 stile e anche nei 200 stile dove demolì il primato di Pieter van den Hoogenband: 1.44.69 per la Thorpedo, primo uomo a infrangere la barriera del minuto e 45 secondi.

Thorpe dimostrò subito di essere in splendide condizioni di forma vincendo, nella giornata di esordio, i 400 stile con il nuovo WR di 3.40.17. Hackett diede anch’egli una prova di efficienza giungendo secondo in 3.42.51 e terzo fu un ottimo Brembilla in 3.45.11 (inutile ricordare che l’anno prima Keller fu bronzo olimpico con 3.47.00!).

A far assumere contorni ancora più giganteschi alla prova di Thorpe c’è chi dice che abbia adottato una condotta prudenziale/conservativa avendo la 4x100 stile in chiusura di sessione. Staffetta che, in effetti, fu incertissima, con l’Australia prima in 3.14.10 e l’Olanda storico argento in 3.14.56 (con VDH autore di un 47.02 lanciato in ultima frazione).

La gara più attesa era la rivincita di Sydney 2000 tra Thorpe e VDH nei 200 stile mentre si affacciavano nuovi nomi alla ribalta internazionale. Non ci fu storia: uno spaventoso Thorpe stampò uno spaziale 1.44.06. VDH fu secondo in 1.45.81 (all’incirca il crono di Thorpe nella finale di Sydney) e lo statunitense Keller terzo in 1.47.10.

I primi 800 stile della storia mondiale furono memorabili: Hackett era in gran forma, e lo si era visto già nei 400, ma contro quel Thorpe non c’era nulla da fare negli ultimi 100 metri. Alla fine di un cambio di passo irresistibile, altro WR per la Thorpedo in 7.39.16 contro il 7.40.34 di Hackett. Primo del “resto del mondo” il britannico Smith in 7.51.12.

Hackett che si prese il suo momento d’oro nei 1500 con la vittoria e il record del mondo di 14.34.56.

Italia chiamata alla conferma dopo Sydney 2000

LìItalia usciva dall’Olimpiade di Sydney, quella del record di podi, dei tre ori, del boom del nuoto, come una potenza internazionale. Gli azzurri erano chiamati alla conferma più difficile, quella da favoriti.

Domenico Fioravanti, il grande eroe del 2000, si difende alla grande: sale sul terzo gradino del podio nei 50 rana (alle spalle di veri specialisti della distanza come Lisogor e Sludnov) mentre nei 100 ferma il crono a 1.00.47, ovvero un centesimo di più del tempo che gli valse l’oro a Sydney un anno prima, limitandosi però all’argento alle spalle di Sludnov oro. Fukuoka rimarrà l’ultimo grande podio internazionale della sua carriera, prima del suo ritiro forzato durente la preparazione di atene 2004.

L’Italnuoto festeggiò però una storica doppietta nei misti: Massimiliano Rosolino a Fukuoka completa il Grand Slam con il titolo che gli manca: campione europeo, olimpico e mondiale in carica dei 200 misti. La sua è una gara magistrale, nella quale rifila un secondo a Tom Wilkens (USA) e Justin Norris (AUS) con il crono di 1.59.71.

Per raccontare dei 400 misti, invece, partiamo dal podio di Sydney 2000: oro Tom Dolan, argento Erik Vendt, bronzo Curtis Myden. Al quarto posto un giovane diciannovenne di Moncalieri: Alessio Boggiatto, fuori dalle medaglie per 6 decimi. Per il “Boggia” le cose cambiano proprio a Fukuoka con Dolan ritirato, Vendt abbonato all’argento ed un miglioramento cronometrico di quasi 3 secondi – 4.13.15 – Alessio si mette al collo l’oro che lo catapulta nell’olimpo del nuoto.

Ma l’impresa di squadra che ci rimarrà impressa per sempre è la favolosa 4×200 maschi: Brembilla, Pellicciari, Beccari e Rosolino sono argento, dietro solo ai marziani dell’Australia (Hackett, Klim, Kirby e Thorpe WR in 7.04.66) ed autori del record europeo con 7.10.86. È la sublimazione di un progetto tanto voluto da Alberto Castagnetti, una squadra che forse non rivedremo mai così forte.

 

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USA, 29 medaglie e qualche scintilla

Come già anticipato Michael Phelps vinse il suo primo titolo mondiale nei 200 farfalla in 1.54.58, migliorando il WR (1.54.92) che aveva stabilito a fine marzo ad Austin (in quell’occasione, a 15 anni e 9 mesi divenne il più giovane recordman mondiale della storia del nuoto).

La punta americana a Fukuoka si chiama Antony Ervin. Il giovane velocista, reduce dall’oro pari merito con Gary Hall Jr di Sydney nei 50 stile, si conferma leader della velocità mettendosi dietro niente popò di meno che sua maestà Pieter van den Hooogenband sia nei 50 che nei 100 stile (22.09 e 48.33).

Con il trionfo australiano di Fukuoka – aussie oro in tutte e tre le staffette maschili – la leadership USA sembrò, per la prima volta nella storia, vacillare sul serio. In realtà in quei Mondiali che per loro furono certamente deludenti, alcuni futuri protagonisti si erano già messi in luce.

La prima vittoria nei 200 dorso di Peirsol, la prima medaglia di Crocker nei 100 delfino (secondo dietro a Frolander), la vittoria nei 200 rana di Brendan Hansen. Insomma, proprio nei Mondiali della sconfitta più cocente, si intravedeva già quella staffetta mista USA: Peirsol, Hansen, Crocker (Phelps), Lezak che avrebbe caratterizzato gli anni a venire.