Nello sport ci sono alcune certezze che ci fanno sentire tranquilli.

C’è sempre almeno un brasiliano fenomenale nel giocare a calcio o una cinese che si tuffa nettamente meglio di tutti le altre, uno sciatore di fondo nordico che è una star – almeno dalle sue parti – o un maratoneta etiope che sembra volare sull’asfalto.

Per quanto io abbia memoria, nel nuoto c’è sempre stata almeno una Grande Campionessa Americana, fortissima, vincitrice di svariate medaglie e presente in tutte e staffette degli States alle manifestazioni internazionali

Quella della Grande Campionessa Americana è una figura talmente specifica e replicabile che, nella mia mente, ci sono addirittura quattro atlete che si confondono tra loro, personificando alla perfezione i canoni per rientrare nella categoria.

Per quanto abbiano segnato le rispettive ere in maniera netta e riconoscibile, Dara Torres, Jenny Thompson, Nathalie Coughlin e Dana Vollmer hanno, a modo loro, rispettato le caratteristiche che fanno di una semplice nuotatrice una Grande Campionessa Americana.

Le Medaglie Olimpiche

Più ne hai vinte e più appartieni a questa categoria e chi meglio di Thompson, Torres e Coughlin, le migliori donne di sempre con 12 medaglie a testa ai Giochi? La gara tra di loro si fa sugli ori, per cui Thompson la spunta con 8 primi posti, seguita da Torres con 4 e Coughlin con 3.

A livello di presenze, invece, Dara Torres non ha rivali visto che ha partecipato a cinque Olimpiadi, permettendosi il lusso di saltare, tra la prima edizione di Los Angeles 1984 e l’ultima di Pechino 2008, due Olimpiadi (Atlanta 1996 ed Atene 2004).

Jennifer Thompson ha partecipato a quattro edizioni da Barcellona ’92 a Sydney 2000, mentre Nathalie Coughlin è ferma a tre come Dana Vollmer, che però ha solamente 7 medaglie totali (5 ori).

Per uno strano scherzo del destino, non abbiamo mai visto tutte e quattro nuotare nella stessa edizione dei Giochi Olimpici e a Rio 2016 è rimasta la sola Dana Vollmer a lottare.

La longevità

Va da sé che una Grande Campionessa Americana ha avuto una grande e lunga carriera costellata di successi.

In questa categoria Dara Torres non ha rivali: la velocista ex Gators ha calcato i piani vasca internazionali per la prima volta nel 1983 ai Giochi Panamericani e si è, suo malgrado, ritirata nel 2012, delusa dal quarto posto ottenuto ai Trials che le avrebbero dovuto regalare la sesta olimpiade. In tutto fanno 29 anni di trasferte in giro per il mondo a rappresentare la sua nazione. Alla Torres, classe 1967, appartiene anche l’impresa della medaglia olimpica meno giovane, con l’argento nei 50 stile a Pechino 2008 quando, a 41 anni suonati, mancò l’oro per un solo centesimo.

Dana Vollmer, la più giovane del quartetto, si è ritirata qualche mese fa, dopo due figli e 16 anni di carriera internazionale. Natalie Coughlin spegne quest’anno 38 candeline ed ha recentemente annunciato il ritorno alle competizioni per partecipare, tra l’altro, alla ISL.

Nessuna di loro, comunque, ha gareggiato a livello internazionale per meno di 13 anni.

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Baby prodigio

La vera Grande Campionessa Americana è stata, per forza, una bimba prodigio.

Jenny Thompson è del 1973 ed ha esordito in nazionale a 14 anni ritirandosi giovanissima (31 anni) dopo la stagione 2004.

Dara Torres ha aspettato i 16 anni per esordire, nel 1983, ai Giochi Panamericani di Caracas, e anche Dana Vollmer all’esordio, avvenuto nel 2003, aveva 16 anni.

Nathalie Coughlin, invece, può dire di aver debuttato in nazionale abbastanza tardi, a 19 anni, ma con il bonus di un oro mondiale a Fukuoka 2001.

Staffettista DOC

Qualsiasi atleta che vuole essere considerata una Grande Campionessa Americana deve avere un palmarés gonfio di titoli in staffetta molto più che di primati e medaglie individuali.

Gli 8 ori che Jenny Thompson ha vinto alle Olimpiadi sono tutti di staffetta – 3 nella stile, 3 nella mista e 2 nella 4x200 – ai quali aggiungere altri 4 ori mondiali. Stesso discorso vale per Dara Torres, 4 ori olimpici totali tutti nelle staffette (3 nella 4x100 stile, 1 nella mista), ma l’onta di non aver mai inciso ai mondiali con un unico argento nel 1986.

Dana Vollmer ha un palmarés quasi perfetto, con quattro ori olimpici su 5 provenienti dalle staffette, sporcato soltanto dal titolo nei 100 farfalla ottenuto a Londra, mentre Nathalie Coughlin è ferma ad un solo oro olimpico in staffetta (e due individuali).

Totale medaglie in staffetta tra Mondiali in vasca lunga e Olimpiadi? 19 per Thompson, 17 per Coughlin, 12 per Vollmer, 9 per Torres, per un totalone di 57 medaglie.

Il mio sogno sarebbe stato trovare un video di una staffetta con tutte e quattro, ma dopo una lunga ed estenuante ricerca ho scoperto che una staffetta USA non ha mai avuto più di due di loro nella stessa formazione finale. È incredibile soprattutto perché, per una semplice questione di età, nelle edizioni dei Giochi del 2004 e del 2008 avrebbero potuto tranquillamente gareggiare tutte insieme, ma mancavano ad Atene Dara Torres (che poi c’era a Pechino) e a Pechino Thompson e Vollmer (che c’erano invece ad Atene).

Eredità

È davvero difficile poter trovare una degna erede di questa dinastia, perché è estremamente complicato rientrare perfettamente nei canoni sopra proposti. Un’atleta che potrebbe diventare una Grande Campionessa Americana è Simone Manuel, che ha esordito a 15 anni in Nazionale e vanta un palmarés di tutto rispetto, ma ha ancora solo un’Olimpiade (e 4 medaglie totali) nel suo borsino ed è ancora giovane (23 anni).

Katie Ledecky, invece, sarebbe perfetta se non fosse che le sue medaglie di staffetta vengono solamente dalla 4x200 anche se, nella sua unica partecipazione ad una 4x100, è stata argento a Rio 2016.

Missy Franklin ha deciso di ritirarsi troppo presto altrimenti, con un’Olimpiade in più, sarebbe stata la candidata ideale. A pensarci bene, l’ex dorsista a Parigi 2024 avrà solo 29 anni, un’età perfetta per ritornare al nuoto, magari con un bebè alle spalle.

E ogni Grande Campionessa Americana che si rispetti ha effettuato almeno un grande, inaspettato e surreale ritorno alle competizioni.

Foto copertina: USA Swimming | Facebook