Anno 2020, il primo e attualmente unico italiano nella storia del nuoto maschile a detenere un primato del mondo in vasca lunga porta il nome di Giorgio Lamberti.

Il suo record mondiale dei 200 stile libero realizzato nel 1989 agli Europei di Bonn con il crono di 1’46”69 sbriciolò il precedente 1’47″25 nuotato dall’australiano Duncan Armstrong per la vittoria della finale olimpica di Seul ’88. Primato che rimarrà imbattuto per dieci anni e lo consacrerà tra i grandi del nuoto mondiale con il suo inserimento nella International Swimming Hall of Fame nel 2004 anche in questo caso primo nuotatore italiano maschio – Novella Calligaris è stata la prima nuotatrice italiana in assoluto – ad essere inserito in questo prestigioso contesto internazionale.

Nonostante queste premesse, la carriera di Lamberti ha raccolto meno di quanto ci si aspettasse, vittima di alti e bassi che ne hanno condizionato la tenuta fisica e psicologica, non riuscì per due volte – sia a Seul ’88 che Barcellona ’92 – a presentarsi all’appuntamento olimpico in una forma tale che gli permettesse di far valere la sua superiorità schiacciante nella sua gara prediletta.

Nel 1986, Giorgio – all’epoca diciassettenne – si fece conoscere nel panorama del nuoto internazionale qualificandosi per i Mondiali di Madrid dove disputò la finale B nei 200 stile libero. Per capire l’evoluzione di questo campione e le ricorrenti crisi psicologiche che ne hanno minato il rendimento, ripercorriamo la sua storia natatoria – rigorosamente in ordine cronologico – grazie all’ Enciclopedia del nuoto: Alla ricerca del nuoto perduto di Aronne Anghileri, per 40 anni firma della Gazzetta dello Sport del nuoto.

1987 – Un nuovo talento nel nuoto italiano

L’Italia nel 1987 perde la Coppa Latina ma scopre definitivamente il talento di Giorgio Lamberti che a Buenos Aires ha la sua consacrazione, battendo per due volte il record italiano nei 200 stile, portandolo a 1’50’01. Il nuovo protagonista è un bresciano di 18 anni che usa lenti a contatto ed è così liscio, perfetto, perbenino che non si sa da che parte prenderlo per togliergli un po’ la buccia e conoscerlo all’interno.

Lamberti è il personaggio meno personaggio che il nuoto italiano abbia mai conosciuto. La definizione forse più azzeccata ce la offre Fabio Frandi il nuovo responsabile della squadra: “Lamberti è così senza difetti che fa quasi paura. Frandi ne sottolinea la mentalità eccezionale, il suo saper andare d’accordo con tutti, la capacità di assorbire lo spirito di squadra in mondo tanto completo da riuscire ad andare più forte in staffetta che nell’individuale.

La corsa di Lamberti continua nei meeting Sette Colli, dove migliora nei 100 il record di Guarducci, e a Montecarlo, dove nei 200 batte il primatista mondiale della distanza, il tedesco Michael Gross. Ai successivi Campionati Italiani Assoluti, Lamberti vince tre titoli e porta il record dei 200 a 1’49’08.

Ai Campionati Europei di Strasburgo, Lamberti batte nuovamente Michael Gross nei 200 con il nuovo record italiano di 1’48’68, ma si deve accontentare dell’argento perché sbuca fuori uno svedese semi sconosciuto, Anders Holmertz, che vince l’unica gara della sua vita.

1988 – La prima delusione olimpica

L’anno olimpico è pieno di contraddizioni. Lamberti esalta tutti in febbraio a Berlino e Bonn con i primati mondiali in vasca corta nei 200 e nei 400, prosegue la sua ascesa ai campionati primaverili in vasca lunga a Firenze dove sigla il nuovo primato italiano nei 200 in 1’47’90 (terzo tempo di sempre al mondo, diventando così il favorito per la gara olimpica di Seul) ma si inceppa nei successivi meeting di Como e di Chianciano.

A Seul, alla vigilia dell’esordio olimpico, Alberto Castagnetti (da un anno allenatore del bresciano) esprime i suoi dubbi:

Siamo arrivati male al momento cruciale, dopo un’annata tutta alti e bassi. Giorgio è atleta da record del mondo: i risultati del 1987, condizionati dalle tonsilliti, non erano veritieri.

Ma gli alti e bassi continuano anche nella vasca olimpica. Eliminato in batteria nei 200 con un tempo sopra l’1’50, Giorgio spara una straordinaria frazione di staffetta in 1’47’29, fanno meglio di lui soltanto l’americano Biondi per 5 centesimi e l’olimpionico Amstrong per 2. Dopo le frazioni di Gleria e Lamberti gli azzurri sono in testa, stanno vivendo un sogno, ma alla fine chiuderanno quinti.

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1989 – Il record, l’impresa!

Nel 1989 dopo una primavera trascorsa con ottimi riscontri, Lamberti è pronto per gli Europei di Bonn. Le premesse sono eccellenti, c’è grande fiducia, il bresciano non si nasconde: “Punto al record dei 200, l’1’47’90 resiste ormai da un anno e mezzo, è ora che crolli“.

Il 15 agosto, prima giornata del programma natatorio, Giorgio Lamberti ripete l’impresa riuscita 16 anni prima, in una domenica di settembre, a Novella Calligaris: con 1’46’69 migliora il record mondiale dei 200, comandando la gara da un capo all’altro, stroncando il ritmo del campione uscente e medaglia d’argento olimpica, Anders Holmertz. È una giornata indimenticabile, peccato che l’indomani non escano i giornali. Ma la notizia rimbalza dagli schermi della televisione.

I giornali escono soltanto il 17 agosto, ed hanno altri fatti memorabili da riferire perché il giorno 16 è successo ancora qualcosa di sensazionale: la staffetta 4x200 vince la medaglia d’oro con una devastante frazione di Lamberti (1’45’53, la migliore mai nuotata al mondo). Si tratta del primo oro in staffetta per l’Italia ai campionati europei. Sulla spinta di questi trionfi, il giorno seguente Giorgio vince anche i 100 stile libero migliorando il record europeo con 49’24. A fine stagione viene consacrato miglior nuotatore dell’anno.

1990 – Le prove generali per i Mondiali australiani

A gennaio, quindici azzurri vanno ad allenarsi a Perth e partecipano agli “Open” australiani. Entrano così fisicamente e mentalmente nel clima dei Campionati Mondiali che si terranno a Perth l’anno successivo, esattamente nel gennaio 1991.

La scelta si rivela giusta: già a febbraio Giorgio Lamberti ottiene la miglior prestazione mondiale in vasca corta nei 200 stile libero, realizzando 1’43’64. Ai Campionati Assoluti di Milano Giorgio vince due titoli e fa segnare tempi migliori di quelli dei campionati americani che si svolgono in contemporanea.

La stagione è anomala, mancano i grandi appuntamenti a causa dello spostamento dei Mondiali nell’anno successivo e la FIN, sull’onda dell’entusiasmo seguito agli Europei 1989, promuove una International Cup a Roma nello stadio del nuoto, dove svetta una Manuela Dalla Valle che vive la miglior estate della sua vita. Non è da meno Stefano Battistelli che ottiene il miglior tempo dell’anno nei 200 dorso sostituendo un Giorgio Lamberti stanco e in crisi, che suscita molte perplessità.

1991 – L’oro mondiale di Perth e la sconfitta europea

A gennaio i Campionati del Mondo a Perth, a giugno i Giochi del Mediterraneo ad Atene, ad agosto i Campionati Europei, sempre ad Atene: il 1991 è carico di impegni. E l’inizio è difficoltoso. Le cattive condizioni fisiche di Giorgio Lamberti, che si è procurato uno stiramento dorsale spingendo un’auto in panne, condizionano il periodo precedente ai Mondiali, che cominciano il 3 gennaio. Smentendo quasi tutte le preoccupazioni della vigilia, nella prima giornata di campionati Giorgio Lamberti conquista la medaglia d’oro nei 200 stile libero. Decide tutto un’eccellente ultima vasca ma il record del mondo resiste. A questa ottima partenza fanno seguito le medaglie di bronzo con la staffetta 4x200 e quella nei 100 stile libero vinti da Matt Biondi.

Ritornato in Italia, Giorgio non disputa i primaverili di Firenze, alle soglie dell’estate però Lamberti è in ripresa e vince la sfida a Montecarlo sui più forti velocisti del mondo, Biondi e Popov. Dagli Europei di Atene ad agosto Giorgio Lamberti esce con quattro medaglie ma nessuna è d’oro. Consolano poco l’argento della 4x200, i bronzi nei 100 e nei 400 stile libero, che non attenuano l’amara sconfitta nei 200: “Wojdat era sempre lì, lui lo vedeva e non riusciva a cambiare marcia, forse aveva forzato troppo presto la battuta di piedi, aveva disperso le energie da riservare allo sprint. A tre metri dal muro abbiamo avuto la sensazione della sua sconfitta: Wojdat che è un palmo più alto di lui ha toccato con 5 centesimi di vantaggio”.

1992 – Il flop di Barcellona

L’annata olimpica inizia malissimo. Ai campionati primaverili di Firenze dolenti note per Lamberti, alla seconda influenza stagionale, tuttora privo di riscontri cronometrici. La crisi di Giorgio si conferma al Sette Colli di metà giugno, prova di selezione per l’Olimpiade di Barcellona. Il primatista del mondo è scombinato nella nuotata, dolorante nei muscoli, mentalmente depresso. Nuota i 200 stile in 1’54’44, tempo che ripete quello del suo esordio, sette anni prima. Fanno meglio di lui Trevisan e Gleria che si qualificano per i Giochi. Tutto l’ambiente è sotto choc, si fanno cento congetture, si cercano cento rimedi, ma è chiaro che il recupero del numero uno del nuoto azzurro rappresenta un’impresa disperata.

A Barcellona Lamberti assiste alla finale dei 200 dalla tribuna. Per tre volte (uno, cinque, sette centesimi di secondo) vede fallire l’assalto al suo record del mondo. In staffetta Giorgio riesce anuotare un modesto 1’49’80 lanciato e la squadra non va oltre un quinto posto, come a Seul quattro anni prima. Sarebbe stata da podio se il bresciano fosse stato in condizioni normali.

1993 – L’addio al nuoto

Dopo la pessima annata 1992, Giorgio Lamberti tenta di rientrare in campo internazionale affrontando le prime prove della World Cup. Va in Cina ma si ammala con 39 di febbre e torna a casa dopo un viaggio penoso. Riprende, si ammala di nuovo, rinuncia ai primaverili di Firenze e ad un allenamento collegiale a Cervinia.

Si scopre che la spalla sinistra dolorante “non tiene”, non riesce a reggere i carichi di lavoro. Il suo morale è a terra.

Il 3 maggio un comunicato della FIN annuncia che Lamberti non disputerà gli Europei di Sheffield, cerca una pausa di riflessione. In realtà per il primatista del mondo è un addio.

Ragazzo modesto ma giustamente orgoglioso, Giorgio puntualizza:

Mi sono ammalato. Ho rinviato le mie ambizioni ma la cosa non va, uno come me è abituato ad avere riscontri precisi. Non posso adattarmi a posizioni di rincalzo.

In queste condizioni meglio smettere, cercare la quiete fisica e mentale lontano dalla piscina.

Si chiude così un’epoca, forse la migliore del nuoto azzurro [NdR], goodbye King George.

Foto copertina: bresciatoday (web)

Riferimenti