Day 6 significa anche giro di boa per queste SuperOlimpiadi 2020: 5 giornate alle spalle, altre cinque davanti prima del Gran Finale di “l’evento più strabiliante che lo sport abbia mai vissuto”.

Non è una mia considerazione, ma solo una delle iperboli utilizzate dal Commissioner nell’intervista rilasciata ieri ad Al Jazeera, il network perfetto per tentare di sfondare anche in Medio Oriente. Avvolto come sempre nella penombra, il boss ha voluto ribadire che non si fermerà fino a quando non avrà stabilito il più forte di tutti i tempi in ogni specialità del programma olimpico natatorio.

La NASA, allineandosi perfettamente con lui, ha confermato la disponibilità totale per completare l’esperimento, rivelando che ci sono buone possibilità che venga ripetuto anche in futuro.

Al termine dell’intervista, che ci viene riproposta come bonus introduttivo della giornata odierna, il Commissioner ha mandato in onda un video che, a detta sua, è il fatto storico che più si avvicina alle SuperOlimpiadi.

In effetti, i 200 stile di Atene 2004 sono stati ribattezzati “la gara del secolo”, e la presenza sul podio di tre dei nuotatori più forti di sempre – Thorpe, VDH, Phelps – ne ha aumentato la miticità.

Ma, come ormai avete imparato a capire, nulla di tutto ciò che è già successo si avvicina nemmeno minimamente a quello che le SuperOlimpiadi ci stanno proponendo.

Nuotare senza la linea nera: intervista a Carlotta Gilli, Alessia Berra e Salvatore Urso

Siamo ancora tutti ammaliati dalle meraviglie dell’International Swimming League, quest’anno più che mai ancora di salvezza per noi appassionati di nuoto. Gare, duelli, tempi mozzafiato ci hanno fatto divertire e staccare per qualche ora la spina in questi giorni...
Read More

Campionati Australiani in corta: tempi da record dai dolphins

Regali di Natale in anticipo in arrivo dalla terra di canguri! In Australia si gareggia, con i 2020 Hancock Prospecting Australian Virtual Short Course ovvero i Campionati Nazionali in vasca corta, che si sono disputati virtualmente, con cinque sedi differenti -...
Read More

Cosa resta di questa ISL2020? 5 lati positivi per ricordarla

Si può dire tutto della International Swimming League 2020 tranne che ci abbia lasciato totalmente indifferenti. Grazie anche al fatto che la pandemia ci ha tolto qualsiasi alternativa, nel mondo del nuoto abbiamo di fatto parlato per due mesi solo di ISL, sia nel...
Read More

Un po’ di (punti) FINA nella ISL2020: la TOP10 della Finale di Budapest

Avete ancora gli occhi dilatati e il battito accelerato per le luci psichedeliche della finale ISL? Siete pronti a partire e virare come Dressel, non appena la vostra piscina riaprirà? Niente di meglio che un po' di punteggi FINA, per riabituarsi alla grigia...
Read More

ISL2020 | Il primo Global Swimming Forum, Corsia4 c’è!

Cosa ha reso la International Swimming League così interessante e diversa dal solito? Molte cose, alcune delle quali approfondiremo nelle prossime settimane. Ma una cosa è certa: ha unito intorno al nuoto appassionati da ogni parte del mondo come pochi altri eventi...
Read More

ISL2020 | Finale “mondiale” di Dressel e Cali Condors

I Cali Condors di Caeleb Dressel hanno dominato la finale dell’edizione 2020 della Interntional Swimming League, battendo i campioni uscenti Energy Standard al termine della seconda edizione della lega professionistica che, senza alcun dubbio, ha ravvivato l’autunno...
Read More

Il programma di oggi prevede, per l’ultima volta, tre finali, e le donne che partecipano ai 200 dorso stanno già per entrare. Un fuoco pirotecnico esplode accanto alla nostra Margherita Panziera ed i suoi occhialini ne riflettono la luce. La veneta si siede davanti al blocco numero 7, posiziona il tappanaso e sistema la cuffia, mentre davanti a lei sfila Missy Franklin, che sembra sorridente ed in perfetta forma. “Sono tornata” dice l’americana in una breve intervista, “perché ho ritrovato il piacere di nuotare in questo progetto”.

La gara prende il via e non c’è dubbio che a vincere saranno gli Stati Uniti, ma il nome della donna che si mette da subito in testa non è quello della più attesa Californiana. È invece Regan Smith, diciottenne del Minnesota, a comandare il gruppo col piglio di chi ha tanto talento quanto incoscienza. Il suo dorso, leggero ma propulsivo, spicca da subito e lascia le briciole alla concorrenza.

Nulla possono Kirsty Coventry, oro ad Atene e Pechino, né Missy Franklin stessa, olimpionica a Londra, contro la spavalda ragazzina che chiude con un tempo di quasi un secondo inferiore alla prima inseguitrice. Margherita Panziera lotta nel secondo gruppetto e si posiziona sesta, precedendo Emily Seebohm.

Sorridente ed emozionata, ce la lasciano intervistare:

Ho cercato di dire alle altre che Regan è fortissima, ma non mi hanno ascoltato.

Si passa in fretta alla finale maschile di giornata, i 200 rana, con Dániel Gyurta ad esordire nell’ingresso a bordo vasca. Il magiaro sembra stranito quando, intorno a lui, vede ben tre giapponesi posizionarsi ai blocchi di partenza, e dichiara alle telecamere: “Sono talmente forti che non hanno nemmeno la pagina di Wikipedia”. Sembra una dichiarazione di guerra, che però i giapponesi non colgono, intenti come sono a sistemare l’aletta del blocco di partenza.

Le parole, tuttavia, serviranno a poco se non seguite dai fatti, ed i fatti ci dicono che, a metà gara, comanda l’australiano Wilson seguito proprio da Ippei Watanabe e da Arno Kamminga, mentre Gyurta è ottavo. Nella terza vasca le posizioni di testa rimangono invariate, ma le distanze tra i nuotatori sono minime: nonostante tutti stiano andando fortissimo, sembrano essere molto intenti nello studiarsi in vista dello sprint finale.

L’ultimo 50 per alcuni sembra in salita, come Kamminga che scivola lentamente fino alla settima posizione. Per Anton Chupkov, invece, il ritorno è l’arma vincente. Dopo essere passato in 1’02”22 (settimo), il russo di Mosca sfiora il negative split chiudendo il secondo 100 in 1’03”90 e vincendo il primo oro per la sua nazione. Watanabe e Wilson, dopo aver lottato per tutta la gara, si dividono l’argento.

Gyurta esce a testa bassa, mentre tra il pubblico vengono inquadrati i signori Kamminga, esultanti ed abbracciati con la fantastica maglietta del figlio Arno in bella vista. Il Commissioner interviene ed annuncia di aver “acquisito i diritti ed avviato la produzione delle t-shirt Kamminga style, saranno il capo d’abbigliamento dell’estate”.

Dopo questa notizia spaziale quasi quanto le gare che stiamo vedendo, ci vengono presentate le ragazze finaliste dei 200 farfalla. Le telecamere sono tutte per Katinka Hosszú, concentrata e seria come suo solito, alla quale viene chiesto se non è stanca visto che, pochissimi minuti fa, ha nuotato la finale dei 200 dorso nella quale è giunta settima.

La Iron Lady sembra non comprendere la domanda e risponde seccata: “Non ho nuotato nessun 200 dorso oggi”.

Ben cinque atlete su otto indossano i costumoni gommati, quindi il mio tifo è tutto per Mireia Belmonte Garcia (in tessuto), che sorride e saluta il pubblico con entrambe le mani.

La gara non è tra le più combattute, perché la cinese Liu Zige sembra essere di un altro pianeta rispetto alle avversarie. Con un passaggio a 58”08 (unica sotto il minuto) ammazza da subito la concorrenza e, nonostante un lieve cedimento nel finale, chiude con un vantaggio di più di un secondo su Jessicah Schipper.

Bronzo per la prima delle non costumate, l’altra cinese Jiao Liuyang, mentre la Hosszú manca il podio per la seconda volta in giornata.

Alla luce dei risultati odierni, gli USA allungano ancora nel medagliere ed iniziano a prendere la fuga, con la Cina che tenta di resistere ma si trova già con la metà degli ori.

Il Commissioner chiude con il suo classico piccolo commento:

Ognuno di voi pensi ad un mito del proprio nuoto che non ha avuto l’occasione di conoscere. La settimana prossima si esaudiranno i desideri.