Che il Settecolli sia ormai uno degli appuntamenti fissi del calendario internazionale è cosa assodata, ma resta sorprendente come, anno dopo anno, il meeting romano riesca a raccogliere sempre più consensi da tutte le parti.

È amato dagli atleti, che a Roma si trovano bene, possono testare la condizione a ridosso dell’appuntamento estivo -quest’anno i Mondiali – e nuotare in una vasca bella e anche veloce, senza le inevitabili pressioni dei grandi eventi.

È apprezzato dal pubblico che, soprattutto nelle finali serali, si gode il clima della capitale ed uno spettacolo sportivo divertente e sano. È utile per i tecnici, per gli stessi motivi di finalizzazione e messa a punto di cui sopra ma anche per trovarsi e confrontarsi.

È un bello show anche mediatico, televisivamente parlando e non solo: il Foro Italico è di sicuro uno degli stadi del nuoto dove, ad esempio, le foto vengono meglio perchè unisce alla modernità quel tocco di storia che molti altri impianti non hanno.

Anche a livello prettamente sportivo e agonistico siamo di fronte senza dubbio ad un successo e i tempi dei vincitori del Settecolli 2019, paragonati a quelli dell’edizione pre mondiale precedente del 2017, ne sono testimonianza.

Per ben 25 volte, il vincitore 2019 ha battuto quello del 2017, 12 volte tra i maschi e 13 tra le femmine: un livello eccezionale, con la ciliegina sulla torta di alcune gare di livello mondiale.

Campioni settecolli 2017 vs. 2019 - CLICK per aprire

Simona Quadarella ha nuotato 800 e 1500 con un piglio invidiabile ed ha messo a segno rispettivamente quinto e terzo tempo al mondo. Margherita Panziera è scesa sotto i 2’07” nei 200 dorso per la quarta volta nel 2019, dando l’ennesima dimostrazione di una solidità che, forse, tempo fa non le attribuivamo.

Benedetta Pilato nei 50 rana ha distrutto tutti i record italiani e si è fatta conoscere al mondo del nuoto stampando la terza prestazione del 2019: solo King ed Efimova meglio di lei. Ilaria Bianchi ha staccato il biglietto per il suo ennesimo, meritatissimo, mondiale, nuotando 57”50 nei 100 farfalla. L’eterna Federica Pellegrini ha rinuotato i 200 stile ed ha fatto un secondo meno di due anni fa (tutti ci ricordiamo come andò poi a Budapest).

Buone sensazioni arrivano anche da altri azzurri come Gabriele Detti, che ha nuotato un buon 400, o Nicolò Martinenghi, che sembra sulla buona strada per riscattare la stagione 2018 menomata dall’infortunio. Meno bene Gregorio Paltrinieri – che nel 2017 vinceva con 14’49” e quest’anno on è sceso sotto i 15’- visibilmente poco brillante ed appesantito dai carichi di lavoro, e le velociste azzurre, con la 4x100 stile che non si è qualificata e non nuoterà in Corea (così come la 4x200 che potrebbe essere sacrificata in virtù della concomitanza con le rispettive gare individuali).

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Non ci sono solo gli italiani, tra i protagonisti del Settecolli, ma anche un numero sempre maggiore di atleti internazionali.

Tra tutti, l’impressione più vivida l’ha lasciata Michael Andrew, che ha nuotato praticamente tutte le distanze veloci, vincendo tre gare – 50 e 100 dorso, 50 farfalla – ma sempre dando l’idea perfetta dell’atleta moderno, in stile Katinka Hosszú, super professionista e incline alla competizione anche come momento allenante.

Parlando di professionisti moderni, non mancano mai a Roma Adam Peaty, dominatore delle sue distanze a rana, e Chad Le Clos, vincitore dei 100 farfalla, così come Pernille Blume50 e 100 stile – ed i brasiliani, sempre belli da vedere e da ascoltare.  In gran forma il giapponese Daiya Seto, forte indiziato per un mondiale da protagonista, che a Roma ha già nuotato tempi interessanti.

Quindi andare forte al Settecolli significa anche andare forte ai Mondiali? Non è una regola, ma è ormai consuetudine che il vincitore degli Internazionali d’Italia sia tra i protagonisti dell’evento clou estivo.

Questi i risultati dei vincitori del Settecolli 2017 ai successivi Mondiali di Budapest: solo in 6 su 34 sono andati oltre il decimo posto, in 25 sono andati in finale ed in 9 sul podio, di cui 4 ori.

Manca meno di un mese all’inizio dei Mondiali di Gwangju, il ranking mondiale è ormai definito così come quello italiano, che presenta una nazionale sulla quale ci sono probabilmente le aspettative più alte di sempre.

Dietro alle punte Paltrinieri e Detti ci sono una serie di atleti che in Corea tentano il definitivo salto nell’élite, come Panziera e Quadarella, o che provano a stupirci di nuovo, come Scozzoli e Codia, o che puntano a convincere anche tra i grandi, come Burdisso e Martinenghi.

Per le coincidenze del destino, sarà l’ultimo mondiale di Federica Pellegrini, che ci lascia un movimento molto più in salute di quello che ha trovato al suo debutto, ed il primo di Benedetta Pilato, che esordisce proprio alla stessa età di Fede nel 2003.

Sarà una prova di maturità per una nazionale, quella italiana, che rivendica il suo ruolo tra le grandi del mondo.

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Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4