Dunque, dove eravamo rimasti?

Nei piani originari, il SetteColli 2020 doveva tenersi dal 26 al 28 giugno ed era stato individuato come ultima occasione per ottenere la qualificazione ai Giochi Olimpici di Tokyo. Come da prassi ormai consolidata, il DT Butini avrebbe completato la squadra olimpica, che in gran parte si sarebbe dovuta qualificare agli Assoluti Primaverili, scegliendo gli ultimi staffettisti ed ufficializzando poi il team che sarebbe volato in Giappone.

Come ben sappiamo, le cose sono andate diversamente, e gli Internazionali di Nuoto hanno assunto una valenza diversa rispetto a quella programmata. Di fatto, il SetteColli è diventato la gara clou da preparare per i nuotatori italiani per questa prima, strana, metà del 2020.

In un’edizione insolita, nuotata nel bel mezzo di agosto e con il Foro Italico chiuso al pubblico [a meno di un ultima grande “virata” in seguito alle pressione dello stesso Presidente FIN Barelli – NdR], gli Internazionali di Nuoto non daranno pass olimpici, ma consegneranno i titoli italiani assoluti e saranno la prima vera occasione per testare la forma dei nuotatori azzurri ad alto livello.

È difficile ipotizzare cosa aspettarci da questo appuntamento: le preparazioni dei nostri nazionali, che anche nel migliore dei casi hanno comunque subito un’interruzione durante il lockdown, sono tutte riprogrammate per arrivare in forma alla prossima stagione.

Il 2020/2021 dovrebbe ricalcare grossomodo gli appuntamenti che avrebbero dovuto scandire la stagione 2019/2020 e l’avvicinamento o la qualificazione per Tokyo restano comunque gli obiettivi principali.

In quest’ottica, il SetteColli 2020 è solo il primo di una serie di test, forse il meno indicativo, ma simbolicamente il più importante, perché rappresenta il primo passo verso un ritorno alla normalità. Non si contano le dichiarazioni degli atleti che, durante il lockdown, hanno rivelato quanto sentissero la mancanza delle gare, di quell’agonismo che è il cuore di questo sport.

Ora che hanno finalmente la possibilità di ributtarsi nella competizione, non è escluso che qualche buona prestazione salti fuori.

Per intenderci, però, sarà dura vedere tempi del livello del 2019.

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Nonostante la condizione di partenza – ereditata dal lockdown – sia simile per tutti gli atleti, ci sono almeno tre categorie di nuotatori, ed anche all’interno di questa divisione non mancano le peculiarità personali.

Ci sono innanzitutto i già qualificati per Tokyo, cioè gli atleti che hanno sfruttato gli Assoluti Invernali per archiviare la pratica e concentrarsi sulla preparazione olimpica. Si tratta di Nicolò Martinenghi (100 rana), Margherita Panziera (200 dorso) Simona Quadarella e Gregorio Paltrinieri (1500 stile).

Quest’ultimo, che è già qualificato anche per la 10km in virtù del piazzamento di Gwangju, ha deciso anche di cambiare guida tecnica, passando da Stefano Morini a Fabrizio Antonelli, ed è grande la curiosità di vederlo all’opera, anche se è chiaro che i primi risultati del nuovo progetto si vedranno più avanti. Per questi atleti, lo sguardo va necessariamente più in là nel tempo e la condizione migliore è loro richiesta tra esattamente un anno.

Ci sono poi tutti gli atleti che, nonostante non abbiano ancora ufficialmente ottenuto il tempo limite, hanno uno status tale da ritenere la pratica qualificazione solamente una tappa del percorso.

Parlo di campioni del mondo come Federica Pellegrini e Gabriele Detti, ma anche di Martina Carraro, Elena Di Liddo, Alessandro Miressi, Filippo Megli, Domenico Acerenza, Federico Burdisso, Marco De Tullio, Piero Codia, Fabio Scozzoli, tutti avvezzi a podi e finali iridate: sembra francamente difficile, al netto di sfortune, immaginare una nazionale senza questi atleti.

Per loro, l’obiettivo saranno gli Assoluti Invernali Open, che se riproposti con la formula 2019 potrebbero distribuire la qualificazione olimpica.

Restano poi tutti quei nuotatori che puntano a volare a Tokyo ma che, per farlo, devono spingersi vicino o oltre i propri limiti.

Quello che accomuna questi atleti è la necessità di farsi trovare pronti negli appuntamenti prestabiliti, con uno scenario da dentro o fuori che potrebbe, in qualche caso, essere anche definitivo.

Penso ad esempio allo scenario che coinvolge le raniste: Benedetta Pilato ha già migliorato nettamente il suo personale nei 100 rana alla prima uscita post lockdown e dovrà combattere verosimilmente con Arianna Castiglioni e Martina Carraro per il posto in squadra. Se verranno mantenute le tabelle diramate l’anno scorso, nuotando 1’06”9 ai Primaverili ci si qualificherà per Tokyo: Pilato è ad un decimo, Castiglioni e Carraro hanno già nuotato sotto quel tempo, ma chi riuscirà a centrare l’obiettivo nella data stabilita (e battere almeno una delle compagne) si aggiudicherà il posto in squadra.

Oppure a tutti gli staffettisti, che saranno impegnati a rientrare nei parametri stabiliti dalla FIN ed a lottare per il piazzamento necessario agli Assoluti-trials o, addirittura, al SetteColli 2021.

Tra loro ci sono sia atleti esperti, come Luca Dotto, Santo Condorelli e Marco Orsi, sia nuotatori che si sono messi in luce nelle sorprendenti staffette del 2019, come Stefano Ballo o Stefano Di Cola.

Discorso analogo per atleti come Luca Pizzini, Matteo Restivo, Andrea Vergani, Ilaria Cusinato, Ilaria Bianchi, Simone Sabbioni, Carlotta Zofkova, Thomas Ceccon e Matteo Rivolta, che sono in possesso di personali inferiori ai tempi limite stabiliti l’anno scorso ma che devono nuotare vicinissimo ai propri limiti per ripetersi e qualificarsi.

In ogni caso, sarà tanto dura quanto interessante, e per rinfrescarci la memoria basta guardare le tabelle tempi limite diramate l’anno scorso (QUI tutti i criteri di selezione stabilitia inzio stagione).

E se agli atleti manca la competizione almeno tanto quanto manca a noi “swimlovers”, allora ne vedremo delle belle.

Tabella Tempi Limite per Tokyo2020, Assoluti 2019 - CLICK per aprire

Tabella Tempi Limite per Tokyo2020, Assoluti 2020 - CLICK per aprire

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4