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Swim Stats | Il bilancio del decennio 2010/19 nel nuoto

Swim Stats | Il bilancio del decennio 2010/19 nel nuoto

Come ogni fine anno che si rispetti, torna d’attualità la voglia di stilare classiche e di fare bilanci, che per Swim Stats significa consultare ed analizzare le graduatorie.

Ma con questi ultimi giorni del 2019 si concludono anche gli anni ’10 del nuovo secolo, un decennio che natatoriamente parlando, ha ospitato 5 Mondiali e 2 Olimpiadi, ma soprattutto ha sancito la fine dell’era dei costumoni per un ritorno definitivo al nuoto in tessuto.

Consultare le graduatorie degli anni ’10 non è solo un esercizio di stile, ma ci aiuta a ricordare quanto le cose cambino in fretta nello sport, come nella vita, e quanto il tempo che passa possa trarre in inganno le nostre memorie.

Per esempio, quante migliori prestazioni del decennio detiene Michael Phelps, che si è ritirato ufficialmente dopo Rio 2016?

Per quanto sia stato comunque protagonista di 4 ori olimpici individuali tra Londra 2012 e Rio 2016, il Kid di Baltimora non ha, cronometricamente parlando, lasciato il segno nel decennio che si sta concludendo come aveva fatto, abbondantemente, in quello precedente.

Sotto questo punto di vista, la migliore è Sarah Sjöström, che detiene 4 migliori prestazioni, seguita a quota 3 da Katie Ledecky, Caeleb Dressel, Sun Yang e Ryan Lochte.

La mia personale sorpresa? Constatare che nessuno ha ancora nuotato tempi migliori dei vincitori dei 200 stile libero a Londra 2012, Allison Schmitt e Jannick Agnel.

Analizzando gli anni di provenienza delle migliori prestazioni, emerge è un quadro fortemente sbilanciato, come naturale, verso fine decennio, con un lieve picco in corrispondenza delle Olimpiadi 2012.

Sarà interessante vedere, a fine 2020, quante di queste prestazioni verranno nuovamente migliorate in vista dell’evento a cinque cerchi.

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L’unica italiana che ha chiuso un anno al primo posto mondiale è stata, per quattro volte, Federica Pellegrini, migliore al mondo nei 200 stile (2010 e 2019) e nei 400 stile (2010 e 2011).

Dopato o innocente, imbroglione o vittima, Sun Yang è stato di sicuro il protagonista del decennio appena trascorso, e per ben 16 volte ha svettato su tutti nelle graduatorie annuali. Lo insegue, a quota 12, il marziano Adam Peaty, al top nei 50 e 100 rana dal 2014 ad oggi e detentore della striscia d’imbattibilità più lunga.

Tra i grandissimi, c’è anche il nostro Gregorio Paltrinieri, che ha collezionato 6 numeri uno annuali divisi tra 800 (2) e 1500 (4).

Atlete ai verici delle graduatorie annuali 2010/19 - Click per aprire

Atleti ai verici delle graduatorie annuali 2010/19 - Click per aprire

In generale, il nuoto è cresciuto esponenzialmente lungo il decennio degli anni ’10, lasciandosi alle spalle quasi definitivamente l’era del poliuretano e rilanciando le prestazioni cronometriche spesso a livelli impensabili.

Sono solamente 9 i record che resistono dagli anni 2000, 7 maschili e 2 femminili. Tra le donne, resta intoccabile il tempo di Liu Zige nei 200 farfalla (2’01”81) così come quello di Federica Pellegrini nei 200 stile (1’52”98), primato che ha ancora più valore se consideriamo che tutti gli altri record dello stile libero sono stati, anche più volte, migliorati nel corso del decennio.

Proprio lo stile, invece, tra i maschi resta ancorato al poliuretano: eccezion fatta per i 1500, tutti gli altri record del mondo (50-100-200-400-800) sono del 2009, insieme ai 200 dorso di Aaron Peirsol (1’51”92) ed ai 400 misti di Michael Phelps (4’03”84 a Pechino 2008).

Il confronto tra la graduatoria del 2010 e quella del 2019 è, a volte, schiacciante.

In questo parallelo c’è una grande differenza tra il settore maschile e quello femminile.

Tra le donne, tre grandi signore del nuoto mondiale hanno iniziato e chiudono il decennio al top nella stessa specialità, Federica Pellegrini (200 stile), Katinka Hosszú (200 misti) e Sarah Sjöström (100 farfalla). Yuliya Efimova, invece, nel 2010 era prima nei 50 e 100 rana, mentre termina il 2019 in vetta alla graduatoria dei 200.

Tra i maschi, al contrario, nessuno ha la stessa longevità: l’unico atleta ancora in attività che era al top nel 2010 è Laszlo Cseh.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4

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Luca Soligo

Appassionato di sport, analizzatore di numeri e statistiche, raccoglitore di curiosità. Nato, cresciuto e peggiorato in piscina. In una parola: Fattidinuoto.

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