Mancano davvero pochi giorni a Gwangju 2019, una delle edizioni dei Mondiali di nuoto più attese di sempre e di sicuro l’evento più importante del quadriennio in previsione delle Olimpiadi.

Se Tokyo 2020 sarà la conclusione naturale del percorso di moltissimi atleti, l’evento nel quale mettere a frutto quattro anni di programmazione e lavoro, i Mondiali di quest’anno saranno il viatico di indicazioni più importante.

Mentre l’attesa sta per finire, quale occasione migliore per vedere cosa ci ha lasciato in eredità l’ultimo Mondiale disputato, ovvero quello di Budapest 2017?

I medaglieri

Prima di Budapest, gli Stati Uniti erano saldamente in testa a tutti i medaglieri riguardanti i Campionati Mondiali e difficilmente ci sarà una nazione che potrà interromperne il dominio. Con 18 ori, a Budapest gli atleti a stelle e strisce hanno allungato ulteriormente sull’Australia, reduce dalla peggiore edizione dei mondiali della sua storia.

L’Italia rimane al decimo posto avvicinando sensibilmente la Francia: sarà Gwangju il mondiale del sorpasso?

I due ori di Detti e Paltrinieri ed un numero maggiore di argenti totali permettono all’Italia di superare il Brasile ed entrare, per la prima volta, nei primi dieci al maschile.

Niente di nuovo nelle prime quattro posizioni, solo un ulteriore allungo degli USA che godono dei 7 ori, tra individuali e staffette, di Caeleb Dressel e Chase Kalisz.

Un altro oro di Federica Pellegrini ci permette di mantenere la posizione sulla Russia, ma Sarah Sjöström e Katinka Hosszú rendono le rispettive nazionali decisamente, almeno sul breve periodo, irraggiungibili per noi.

Se gli USA sono sempre più primi anche in campo femminile, la defunta DDR mantiene il secondo posto, con l’Australia che si avvicina di un solo oro, quello di Emily Seebohm, che quest’anno non difenderà il titolo di Budapest (non si è qualificata ai Trials Australiani: leggi il REPORT).

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Per farlo, attribuiremo al tempo effettuato nella finale un punteggio, calcolato tramite una semplice proporzione con il record del mondo in vigore.

Attribuendo 100 punti al tempo record del mondo in vigore, il Campione dei Campioni è l’atleta che ha fatto registrare il punteggio migliore nella finale in cui ha vinto l’oro.

A Budapest 2017 ci sono stati tre soli record del mondo a suggello del titolo vinto, due sono stati effettuati da Lily King nei 50 e 100 rana ed uno da Kylie Masse (100 dorso.

La classifica generale viene quindi vinta dalla ranista americana, scatenata nel biennio 2016-2017 e sempre in testa alle graduatorie mondiali, comprese quelle di quest’anno. La sua rivale più agguerrita resta comunque la russa Efimova, nel confronto che ultimamente scalda gli animi e le opinioni di tutto il mondo.

Il mondiale 2017, però, è stato indubbiamente quello dell’esplosione di Caeleb Dressel: abbiamo tutti negli occhi l’impressionante dimostrazione di forza del velocista americano, capace di attirare a sé gli sguardi del mondo intero. Non ha messo a segno nessun record del mondo, nonostante ci sia andato vicino soprattutto nei 100 farfalla, gare che gli permette di vincere questa speciale classifica.

Strisce vincenti

Questa analisi la dedichiamo ad un confronto particolare, ovvero quello tra gli Europei di Glasgow disputati nel 2018, i Mondiali di Budapest 2017 e i Giochi Olimpici di Rio 2016.

In grassetto trovate gli atleti attualmente detentori della Tripla Corona: Campione Europeo, Mondiale ed Olimpico in carica.

Un solo uomo detiene la Triple Crown ed è Adam Peaty che, in verità, ha vinto anche i Mondiali del 2015 e gli Europei del 2014: in sostanza, nei 100 rana, è imbattuto da più di 5 anni. Tra le donne, invece, si possono forgiare del titolo sia Katinka Hosszú che Sarah Sjöström, rispettivamente nei 100 farfalla e nei 200 misti.

In una classifica che esclude, logicamente, tutti i campioni provenienti da fuori Europa, c’è un’anomalia: ci sono tre campioni europei 2018 che hanno nuotato più veloce dei campioni mondiali ed olimpici nelle rispettive distanze, candidandosi quindi tra i favoriti per i prossimi Mondiali.

Si tratta di Evgenij Rylov (200 dorso), Anton Chupkov (200 rana) e Kristóf Milák (200 farfalla).

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E l’Italia?

Budapest 2017 è stata una delle edizioni mondiali più soddisfacenti per i nostri portacolori, ed il computo di medaglie lo testimonia.

Si attesta a 6 il numero massimo di medaglie conquistate in un’unica edizione: Budapest 2017 è stata comunque quella con più ori; seguono Fukuoka 2001 con il successo dei misti di Rosolino e Boggiatto, Melbourne 2007 con la seconda storica vittoria di Magnini nella gara regina e Perth 1991 con il primo oro maschile di Giorgio Lamberti.

Italia: il MEDAGLIERE dei Mondiali - CLICK per aprire

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4