Che gli Europei in vasca corta siano la manifestazione con meno appeal tra le grandi rassegne che consegnano titoli ufficiali è appurato. Ce lo dicono i tanti assenti, anche big come Peaty e Sjöström, gli stati di forma non eccelsi, soprattutto di chi ha nel mirino il pass olimpico, e la scarsa presenza di pubblico nella piscina di Glasgow, che a volte rimbombava come una cattedrale.

Ma sappiamo anche che gli assenti hanno sempre torto, che un titolo europeo, tutto sommato, è sempre un titolo europeo e che, al di là del freddo popolo scozzese, in tutta Europa l’appassionato di nuoto si è gustato la settimana in vasca corta vivendola come un regalo di Natale anticipato.

Nella stagione che ha visto nascere la lega professionistica che vuole cambiare il mondo del nuoto, gli Europei in vasca corta ci hanno regalato emozioni, gare spettacolari e moltissime soddisfazioni, e ci hanno restituito un’Italia sempre più grande protagonista del nuoto continentale.

Partiamo dai numeri più semplici: 11 record italiani (10 individuali e uno in staffetta), 34 primati personali (su 84 presenze gara), 45 finalisti individuali, 6 ori, 7 argenti e 7 bronzi.

L’Italia di Glasgow 2019, come a Copenaghen 2017, è di nuovo seconda nel medagliere e prima nella classifica a punti: una potenza europea che si gioca le sue possibilità contro tutti, compresa una Russia dominante (soprattutto nelle staffette) e piena di interpreti specialisti della vasca da 25.

Questi i record italiani migliorati a Glasgow:

Ilaria Bianchi 200 farfalla 2’04”10
Martina Carraro 200 rana 2’19”68
Silvia Scalia 50 dorso 26”22
Margherita Panziera 100 dorso 56”57
Margherita Panziera 200 dorso 2’01”45
Alessandro Miressi 100 stile 45”90 (in semifinale 46”03)
Alberto Razzetti 200 farfalla 1’52”61
Costanza Cocconcelli 100 misti 59”46
Benedetta Pilato 50 rana 29”32

4x50 miste donne : Scalia, Pilato, Di Liddo, Di Pietro 1’44”92

Una prova d’insieme davvero eccellente, figlia di una programmazione accurata e della scelta di portare una squadra numerosa e variegata, con giovani talenti affiancati ad esperti campioni.

A giudicare dai risultati, è chiaro che un gruppo così ampio e vincente stimoli anche i meno accreditati ad andare spesso oltre le più rosee aspettative, centrando una finale che alla vigilia poteva sembrare inaspettata o migliorando in maniera consistente il proprio personale.

Glasgow 2019 è l’edizione degli Europei in vasca corta nella quale l’Italia ha guadagnato più medaglie, 20 in totale.

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È stato un Europeo soprattutto femminile, con i cinque ori e 14 medaglie su 20 provenienti dalle nostre ragazze.

Un fatto singolare, se teniamo conto che il settore maschile è da sempre traino dei nostri colori e che, nell’edizione di quest’anno è mancato l’oro di Federica Pellegrini (giunta seconda nei 200 stile). Mai, nella storia di questa manifestazione, le donne avevano vinto più medaglie degli uomini.

I volti da copertina sono quelli di Simona Quadarella, doppietta nei 400 e negli 800 stile, di Martina Carraro e Benedetta Pilato, raniste d’oro rispettivamente nei 100 e 50, e di Margherita Panziera, vincitrice dei 200 dorso.

Tra i maschi, l’unico titolo è del nostro campione più solido, Gregorio Paltrinieri, ma la menzione d’onore va a Fabio Scozzoli, due bronzi (50 e 100 rana) a 31 anni suonati.

Più in generale, sono stati gli Europei di Vladimir Morozov e Kliment Kolesnikov, tre ori individuali a testa, ed una sensazione di dominio uguale ma diversa. Per lo sprinter dello stile libero ma capace di vincere l’oro anche nei 50 rana, è una conferma di grande validità in vasca corta, per ora mai ripetuta in ambito vasca da 50.

Per il giovane dorsista (vincitore anche dei 200 misti) un grande ritorno dopo l’operazione e il primo passo verso un salto di qualità internazionale ancora possibile. Kolesnikov fa anche il punteggio migliore paragonato al world record, 99.57 con il 48”88 valido per vincere i 100 dorso.

Tra le donne, la Iron Lady Katinka Hosszú si porta a casa 4 medaglie d’oro, ma l’Europeo ci ha fatto scoprire il talento di Freya Anderson, inglese capace di fare la doppietta 100-200 stile, quest’ultimo vinto beffando la nostra Pellegrini (colpita, in verità, da un virus).

La dorsista Kira Touissant totalizza il punteggio più elevato con il 25.67 dei 50 dorso.

Per quanto riguarda le età medie dei finalisti, non è stata un’edizione giovanissima, anche se la sensazione generale è che sempre più giovani stiano salendo velocemente i gradini dei podi.

A partire da Benedetta Pilato, campionessa più giovane dell’europeo, che contribuisce ad abbassare l’età media della finale dei 50 rana donne (19,1 anni). La finale più giovane è stata quella dei 400 stile donne (media 18,9) mentre i 50 stile maschi sono stati la finale più vecchia, con una media di 24.9 anni ed il nostro Federico Bocchia (classe 1986) finalista meno giovane.

Se c’è una via perfetta per affrontare l’anno olimpico 2020 nel migliore dei modi, quello dell’Italia è davvero un ottimo punto di partenza.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4