La storia dei Campionati Europei di Nuoto in vasca corta si può dividere in due parti.

Nel 1991 la LEN ha organizzato la prima di quattro edizioni di quelli che si chiamavano Campionati Europei Sprint: i nuotatori si sfidavano, in un programma ridotto, nelle distanze dei 50 metri di ogni stile, nei 100 misti e nelle staffette 4×50 stile e mista.

Dal 1996 in poi la denominazione ufficiale è mutata in quella attuale ed il programma si è esteso a 38 gare diventate poi 40 dal 2012, con l’introduzione delle staffette miste.

La 24ª edizione si svolgerà a Glasgow, dal 4 all’8 dicembre, e sarà la terza da quando la LEN ha ufficialmente deciso di far disputare la rassegna non più annualmente ma solo negli anni dispari, così da alternarsi perfettamente con i Campionati Mondiali in vasca corta.

La rassegna continentale è, fin dai sui esordi, territorio dei grandi specialisti della vasca da 25 metri, che si esaltano soprattutto nelle gare veloci come i 50 ed i 100 metri. L’Italia ha ospitato gli Europei nel 2005 nel bellissimo impianto di Trieste, ed è sempre stata tra le grandi protagoniste dell’evento.

È anche vero che, tra i grandi appuntamenti ufficiali – Mondiali, Olimpiadi ed Europei – quella degli ex Euro Sprint è la rassegna meno blasonata e che, spesso, è orfana di atleti che preferiscono finalizzare la stagione ad altri obiettivi, come Sarah Sjöström e Adam Peaty che quest’anno hanno deciso di puntare dritti a Tokyo 2020.

Medagliere Storico

Nonostante non attraversi ora il miglior periodo della sua storia natatoria, la Germania è nettamente la nazione con più medaglie – 372 in totale – e con più ori nella storia degli Europei in vasca corta. Svezia e Paesi Bassi seguono a meno della metà dei podi totali: un dominio, quello tedesco, che non è in discussione.

Al quinto posto troviamo l’Italia, salita per 62 volte sul gradino più alto del podio europeo.

Le cose cambiano se parliamo solo di uomini: la Germania resta prima, ma la Russia segue a “soli” 11 ori di distacco. Terzi gli azzurri: dei 62 ori totali ben 48 vengono dal settore maschile.

Anche tra le donne la Germania è la nazione leader del medagliere. A seguire ci sono stavolta i Paesi Bassi, con la Svezia a pochissima distanza. L’Italia, invece, paga una tradizione femminile più recente e si ferma al dodicesimo posto del medagliere, con 12 ori.

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Europei Copenaghen 2017

A Copenaghen 2017 lo spettacolo non è mancato: ai 2 record del mondo nelle staffette 4x50 stile donne e 4x50 mista maschi, si sono aggiunti due bei record europei, entrambi nella rana maschile. Adam Peaty scese sotto i 56 nei 100 (55”94) e Fabio Scozzoli ritoccò il suo limite nei 50 (25”62), tempo che ha rinuotato pochi giorni fa alla ISL di Londra.

I 5 record mondiali junior furono da dividersi tra Nicolò Martinenghi (50 rana in 26”31, 100 rana 57”27) ed il nuovo fenomeno russo, Kliment Kolesnikov, autore di tre record nel dorso (50 in 22”83, 100 in 8”99, 200 in 1’48”02) conditi da due ori individuali.

Per l’Italia 10 primati nazionali ritoccati, ben 30 primati personali su un totale di 75 presenze gara individuali: un dato decisamente positivo, frutto di una squadra motivata e preparata all’evento, che vinse il trofeo LEN per la classifica a punti (959 totali contro i 901 della Russia).

Questi i record italiani di Copenaghen:

Arianna Castiglioni 100 rana 1’05”00
Fabio Scozzoli 100 rana 56”15
Margerita Panziera 200 dorso 2’02”43
Ilaria Bianchi 200 farfalla 2’04”22
Simone Sabbioni 100 dorso 49”68
Arianna Castiglioni 50 rana 30″01
Marco Orsi 100 misti 51”76
Simone Sabbioni 50 dorso 23”05
Fabio Scozzoli 50 rana 25″62
SabbioniScozzoliCodiaDotto 4x50 mista maschi 1’31’91

L’inno di Mameli è risuonato a Copenaghen per 5 volte, così come nel 2015 e nel 2008: di più riuscimmo a fare solo nel 2000, con 7 ori. Le medaglie totali furono 17, come nel 2015 e nel 2008: il record rimane del 2010, con 18 allori totali ma meno qualitativi. A Copenaghen mancavano, come già ricordato, Detti e Di Pietro, e la Pellegrini prendeva il suo anno sabbatico da velocista..

Vediamo come sono andati i medaglieri di Copenaghen 2017.

La Russia ha dominato soprattutto in campo maschile ed ha vinto il medagliere grazie ai suoi 9 ori. L’Ungheria, forte di 6 ori di Katinka Hosszú, si è piazzata seconda, mentre l’Italia è arrivata terza con 5 titoli, tutti maschili, tutti di atleti diversi.

A Copanaghen 2017 l’Italia portò la squadra più numerosa dopo la Danimarca, e fu orfana di Detti e Di Pietro e con un Paltrinieri a mezzo servizio. Tra i convocati per Glasgow 2019 ci sono tutti i big (tranne Burdisso) ed anche una buona schiera di giovani promesse.

Kliment Kolesnikov tra i maschi e Sarah Sjöström tra le donne vinsero la classifica del Campione dei Campioni (che paragona il tempo nuotati in finale con il record del mondo – leggi QUI), mentre Katinka Hosszú vinse il medagliere individuale con ben sei ori al collo.

Nel paragone tra i tempi dei vincitori delle ultime tre edizioni, tra i maschi contiamo 7 migliori tempi nel 2017, 7 nel 2015 e 3 nel 2013. Anche se le annate sono di per sé non paragonabili, i tempi messi a segno dai Campioni Europei 2017 sono mediamente molto buoni e, tranne alcune eccezioni, in linea con il miglioramento generale.

Diverso il discorso tra le donne: solo 4 gare su 17 trovano la miglior prestazione nel 2017, 7 nel 2015 e 6 nel 2013. Pesano le 5 (su 6) migliori prestazione della Hosszù nelle sue gare a Netanya rispetto a Copenaghen, così come la mancanza della Belmonte Garcia, protagonista in positivo nel 2013.

Campioni Europei Donne 2013/15/17 - CLICK per aprire

Campioni Europei Uomini 2013/15/17 - CLICK per aprire

L’età media dei finalisti di Copenaghen fu di circa 23 anni, più precisamente 23,1 tra i maschi e 22,9 tra le donne.

L’anno più presente tra le 8 corsie finali è stato il 1994, le gare con i finalisti più vecchi sono state i 50 stile ed i 100 farfalla maschi (25,6 anni), mentre le più giovani sono state le 8 degli 800 stile, 20,9 anni di media.

 

Foto: Fabio Cetti | Corsia4