Novella Calligaris, Gabriele Detti, Giorgio Lamberti, Massimiliano Rosolino, Alessio Boggiatto, Filippo Magnini, Federica Pellegrini, Alessia Filippi, Gregorio Paltrinieri: questi sono i nomi, in rigoroso ordine cronologico, degli 8 atleti italiani capaci di salire sul gradino più alto del podio nella storia dei mondiali.

Ognuno di loro ha provato l’impagabile emozione di sentire le note di Mameli risuonare in proprio onore, scatenando l’applauso generale che solitamente provoca quello che è riconosciuto come l’inno più coinvolgente del mondo.

I Campionati del Mondo di Nuoto, giunti quest’anno alla 18ª edizione, si sono disputati per la prima volta a Belgrado nel 1973. Da allora, eccezion fatta per il 1978, il nuoto in corsia ha sempre regalato almeno una medaglia ai colori azzurri, rendendo spesso l’Italia protagonista di imprese che l’hanno, col tempo, consacrata a nazione di rilievo nel panorama acquatico mondiale.

Sono 36 i medagliati italiani ai Mondiali, 28 maschi e 8 femmine, per un totale di 48 medaglie individuali e 6 staffette salite sul podio.

I 15 ori sono distribuiti su 9 atleti, Federica Pellegrini è l’unica italiana capace di vincere tre ori nella stessa specialità, i 200 stile, nei quali va a medaglia ininterrottamente dal 2005 (7 podi, record).

Il club dei pluri campioni si è arricchito: a Filippo Magnini, doppio oro dei 100 stile (2005-2007) si è aggiunto Gregorio Paltrinieri, re dei 1500 a Kazan 2015 e Budapest 2017.

Tutti gli ori provengono dallo stile libero, eccezion fatta per l’edizione del 2001 che ci portò due titoli nei misti grazie a Massimiliano Rosolino (200) ed Alessio Boggiatto (400). Nessun italiano è riuscito a conquistare una medaglia mondiale nella farfalla, da sempre punto debole della nostra nazionale, ma a Gwangju ci presentiamo con il campione europeo in carica dei 100, Piero Codia.

Lo stile libero ci ha portato ben 31 medaglie individuali (13 ori, 8 argenti, 10 bronzi) e tutti i podi in staffetta, 3 volte la 4x100 maschile (1 argento, 2 bronzi), 2 volte la 4x200 maschile (1 argento ed 1 bronzo) ed 1 volta la 4x200 femminile (1 argento).

Nei misti, settore attualmente non brillantissimo ma dove vantiamo un’ottima tradizione, l’Italia ha guadagnato 8 podi (2, 1, 5), uno in più della rana (4 argenti, 3 bronzi) mentre il dorso si ferma a 2 (1 argento, 1 bronzo).

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A Fukuoka 2001, con ancora nelle braccia lo slancio di Sydney 2000, l’Italia centrò il numero record di 18 finali, 15 individuali, ancora non migliorato dalle successive spedizioni azzurre.

Con le finali disputate a Budapest 2017, Federica Pellegrini ha preso la testa anche di questa particolare graduatoria che era storicamente dominata da Massimiliano Rosolino. Ora la Divina può vantare 19 presenze nelle finali mondiali, spalmate su 8 edizioni: solamente a Melbourne 2003, appena quindicenne, non nuotò la finale ma contribuì alla qualificazione della 4x100 stile poi giunta ottava.

Anche Filippo Magnini ha migliorato il suo punteggio grazie alle due finali di Budapest e chiude la carriera con 15 apparizioni tra gli 8.

Gli atleti in attività, oltre a Fede, presenti in questa top ten sono Luca Dotto (9) e Gregorio Paltrinieri (6), mentre Marco Orsi (7) non si è qualificato per Gwangju 2019.

Presenze italiani in finale - CLICK per aprire

C’erano dubbi sul fatto che Federica Pellegrini fosse l’atleta con più medaglie mondiali in Italia?

La nuotatrice più forte e rappresentativa della nostra storia è in una posizione che sembra, alla data attuale, inarrivabile dai nuotatori in attività, se teniamo conto che Paltrinieri ha un programma gare ridotto al solo mezzofondo (1500 e 800) e che potrebbe essere anche meno ampio se la sua svolta verso il nuoto in acque libere lo portasse, ad esempio, a rinunciare agli 800.

Nella top ten ci sono i 9 che hanno vinto l’oro e, al decimo posto, il migliore tra quelli che non lo hanno vinto, Stefano Battistelli, due volte argento e due volte bronzo in carriera. Il nuotatore romano ha un palmarès davvero particolare, è stato capace di vincere quattro medaglie in quattro distanze diverse, dimostrando la grande polivalenza che lo ha contraddistinto lungo la sua carriera: a Madrid 1986 fu argento nei 1500, mentre a Perth 1991 fu argento nei 200 dorso, bronzo nei 400 misti e nella 4x200 stile.

Da una parte abbiamo i campioni in carica Detti, Paltrinieri e Pellegrini, in grado di riconfermare perlomeno il loro ingresso in finale nelle rispettive gare, ai quali aggiungere Margherita Panziera e Simona Quadarella, per le quali non rientrare nella lotta al podio sarebbe una vera delusione.

Dall’altra ci sono una serie di atleti con altissime possibilità di giocarsi un posto nella finalissima, da Scozzoli alla Carraro, da Martinenghi a Burdisso, fino alla giovanissima Benedetta Pilato ed al rientrante Andrea Vergani, del quale va verificata la condizione post squalifica.

Azzurri, posizione nel ranking stagionale - CLICK per aprire

Graduatorie alla mano, avremmo 25 atleti che passerebbero il turno delle batterie dei quali 16 approderebbero alla finale.

Nel 2017 furono 9 i finalisti, quest’anno potrebbero essere di più.

La vasca mondiale, si sa, dà verdetti che a volte ci stupiscono: non ci resta che attendere e tifare per i nostri ragazzi.

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4