Si sono appena conclusi i Campionati Mondiali che hanno visto scendere in vasca ad Hangzhou, Cina, dall’11 al 16 dicembre, gli specialisti e non della vasca corta.

Ci sono vari criteri con i quali si può misurare la qualità di un Campionato Mondiale in vasca corta, proviamo ad utilizzarne alcuni, naturalmente sempre protagonisti i numeri.

Il primo criterio che proviamo ad utilizzare è quello dei record.

Dei 18 record italiani, 7 sono di staffetta ed 11 individuali per un totale di 18 atleti coinvolti nei miglioramenti.

Martina Carraro è la più attiva, migliora 5 record individuali ed uno in staffetta, ed è anche l’unica atleta azzurra a portare a casa due medaglie dalla spedizione cinese. Greg Paltrinieri abbassa il limite degli 800 con un fulmineo passaggio nei 1500, mentre ben 4 delle 5 migliori prestazioni nazionali in tessuto vengono dai misti di Ilaria Cusinato.

Record del mondo 6 su 9 sono stati effettuati nelle staffette, miglioramento dovuto principalmente alla giovane età delle competizioni in vasca corta.

I 3 limiti individuali sono a loro modo tutti incredibili: Kirill Prigoda sfiora la barriera dei 2 minuti nei 200 rana (2:00,16), Daiya Seto detronizza Chad Le Clos nei 200 farfalla (1:48,24, anche Le Clos in finale ha nuotato sotto il precedente limite) e la sorprendente Ariarne Titmus si impone sulla cinese Wang, fresca primatista mondiale a ottobre in World Cup, nei 400 stile (3:53,92).

Il secondo criterio di valutazione è quello più classico del medagliere, che per l’edizione 2018 non è dei più sorprendenti.

Non nuotano in vasca da 25 metri, lasciano a casa Ledecky, Manuel, Adrian e una manciata di altri olimpionici ma gli Stati Uniti in piscina restano insuperabili e la formula attuale del mondiale in vasca corta, che prevede 12 staffette, li favorisce ancora di più. Ad Hangzhou 2018 gli States hanno vinto 9 ori nelle competizioni a squadre, lasciando poco più delle briciole agli avversari: una vittoria ciascuna per Brasile, Cina, Russia.

Il medagliere totale della manifestazione è ancora più impietoso: l’Australia mantiene la piazza d’onore nonostante un’edizione deludente (Titmus a parte), mentre l’assenza di Sarah Sjöström fa scivolare la Svezia al quinto posto ai danni della rediviva Russia.

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L’ultimo modo per valutare un mondiale è forse anche quello più lucido: attraverso i suoi protagonisti, gli atleti che lo hanno reso indimenticabile grazie alle loro prestazioni.

Detto dei tre record del mondo individuali, ci sono atleti che dalla Cina tornano a casa con un medagliere che farebbe invidia a qualunque nazione. Chi sono?

Da quando si assegnano ufficialmente le medaglie anche agli atleti che hanno nuotato le batterie, le classifiche individuali sono leggermente gonfiate: Olivia Smoliga ha partecipato ad 8 gare e le ha vinte tutte, anche se in 2 staffette ha contribuito solo nelle eliminatorie, mentre Mallory Comerford, Ryan Held, Michael Chadwick, Michael Andrew, Katie Meili, Kandyl Stewart, Lia Neal ed Erika Brown sono in questa graduatoria solo grazie alle gare a squadre e nessuno di loro ha nuotato in tutte le finali vinte.

La FINA non li manda sul podio ma li premia con l’oro e negli annali figurano al pari dei loro colleghi finalisti. Ma il vero medagliere individuale è ben diverso.

Le vere protagoniste del Mondiale sono Katinka Hosszú, che ha conquistato da sola tutte le medaglie dell’Ungheria, e Ranomi Kromowidjojo, che oltre ai suoi 3 ori individuali ha contribuito in maniera decisiva a tutte (5) le staffette da podio olandesi. Di loro ci ricorderemo come delle due grandi signore del nuoto che dominano la vasca e si mantengono ad un livello altissimo nonostante il passare delle stagioni. Scivola indietro la Smoliga, che completa comunque la personale doppietta nel dorso, superata di un bronzo dalla giamaicana Alia Atkinson.

Gli uomini con doppio oro sono Evgeny Rylov, Daiya Seto ed il mito Cameron van der Burgh, senza dubbio volto maschile della rassegna. Chi ha un po’ deluso è Caeleb Dressel, determinate nella confort zone delle staffette ma meno spregiudicato nelle prove individuali, dalle quali porta a casa un solo oro, anche se il più pesante, quello dei 100 stile.

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4