Si svolgeranno ad Hangzhou, Cina, dall’11 al 16 dicembre i Campionati Mondiali in vasca corta che, con tredici edizioni disputate (la prima nel 1993 a Palma de Majorca), sono la manifestazione più giovane del nuoto e anche quella che finora trova meno consensi tra atleti ed addetti ai lavori.

La vasca corta è un mondo a sé, fatto di specialisti che la sfruttano e di grandi campioni che la snobbano.

Michael Phelps, per dirne uno, ha disputato una sola edizione dei mondiali in vasca da 25, quella del 2004 in casa ad Indianapolis, portando a casa l’oro dei 200 stile e nient’altro.

Il suo alter ego Ryan Lochte, invece, ha trovato nei mondiali di corta il terreno fertile per dimostrare la sua supremazia, resa più semplice dall’assenza dello squalo di Baltimora. Lochte è infatti il più vincente tra i nuotatori in questa competizione.

Ad Hangzhou 2018 la Iron Lady potrebbe avvicinarsi al primato dell’americano, ma sembra difficile ripetere un’edizione da 7 ori come nel 2016, suo anno di grazia. Tra gli uomini, invece, è Chad Le Clos il più vicino a Lochte, ma la strada per la vetta è ancora lunga.

I grandi bottini portati a casa da pochi atleti sono una costante in questo genere di manifestazione e sono testimonianza di una partecipazione che va crescendo ma che comunque resta deficitaria rispetto alle rassegne estive in vasca da 50.

Nel 2016, ad esempio, oltre ai già citati Hosszú (7 ori e due argenti tutti individuali) e Le Clos (tre ori ed un argento), hanno fatto bottino pieno anche il coreano Park (tre ori) ed il tedesco Koch (due ori), e la Russia ha vinto tutte le staffette maschili disponibili (cinque).

Gli Stati Uniti, che in patria gareggiano in yard e non hanno le vasche da 25 metri, si sono presentati spesso con rappresentative giovani e rimaneggiate, ma restano comunque la nazione più vincente nella storia della competizione.

La tendenza non cambierà nell’edizione 2018 perché Team USA ha diramato i convocati: si tratta di una nazionale di alto livello che esclude, tra le punte, solamente gli atleti che non si sono dichiarati “pro”, impegnati quindi nelle competizioni universitarie.

Saranno presenti il potente Caeleb Dressel, il giovane (ma già campione in carica dei 100 misti) Michael Andrew, i recordman del mondo Ryan Murphy e Kathleen Baker oltre che gli olimpionici Matt Grevers e Leah Smith.

Assenti tra i big USA Katie Ledecky, Nathan Adrian e Simone Manuel, ai quali si aggiungono la svedese Sarah Sjöström e la nipponica Rikako Ikee, tutti atleti che avrebbero gareggiato per i posti sul podio.

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Il primo a salire sul podio mondiale fu Luca Bianchin, che nel ’93 a Palma di Majorca si piazzò secondo nei 200 dorso. Da allora sono solo 6 gli ori azzurri, due dei quali in staffetta.

2006 – 4x200 Stile libero – Rosolino, Pellizzari, Cassio, Magnini
2006 – 4x100 Stile libero – Calvi, Lazzarini, Galenda, Magnini
2012 – 100 Farfalla – Ilaria Bianchi
2012 – 100 Rana – Fabio Scozzoli
2014 – 1500 Stile libero – Gregorio Paltrinieri
2016 – 200 Stile libero – Federica Pellegrini

Per il 2018 la Federazione Italiana Nuoto ha scelto una modalità più aperta di selezione rispetto al passato, predisponendo una tabella tempi limite ma lasciando grande discrezionalità di scelta al direttore tecnico: qualificati di diritto sono tutti (14) i medagliati nelle gare individuali di Glasgow 2018 ai quali si sono aggiunti altri 18 atleti, per un totale di 32 iscritti dei quali 10 femmine e 22 maschi (leggi QUI tutti la news convocazioni).

La spedizione migliore è stata nel 2006, quando abbiamo conquistato due ori – così come nel 2012 – e dodici medaglie totali, ma dal 2010 il nostro trand è in salita.

L’Italia sarà chiamata a migliorare quanto fatto due anni fa in Canada, quando il bottino fu di 7 medaglie (1 oro, quattro argenti, due bronzi) in crescita rispetto al 2014 (un oro, due argenti, tre bronzi).

L’assenza di Katie Ledecky toglie a Simona Quadarella la più temibile delle sue rivali, mentre tra gli uomini c’è curiosità per le staffette veloci che vedranno l’esordio in azzurro di Santo Condorelli ma saranno prive dell’infortunato Luca Dotto.

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4