Gli anni pari non olimpici nel nuoto sono solitamente considerati di passaggio perché mancano gli appuntamenti internazionali di rilievo – Giochi ma anche Mondiali in vasca lunga – nei quali gli atleti si esprimono al massimo del loro potenziale.

Nonostante ciò, il 2018 è stato un anno intenso e ricco e ha prodotto ben 7 record del mondo in vasca lunga – più di quanti non ne siano caduti nel 2016 e nel 2017 (due per anno) – migliorati in alcuni casi da atleti che non avevamo ancora visto ad un livello così elevato.

I record del mondo

È il caso di Kliment Kolesnikov, il giovane dorsista russo nato nel 2000, che ha avuto agli Europei di Glasgow la sua definitiva consacrazione: tre ori, due argenti ed un bronzo conditi dal record del mondo nei 50 dorso, 24”00, tempo che ha migliorato il primato del 2009 di Liam Tancock nuotato ancora in gomma.

Un’impresa simile è riuscita ad Andriy Govorov che, al Trofeo Settecolli di Roma, ha stabilito il nuovo record mondiale dei 50 farfalla – 22”27 – abbassando il tempo di Rafa Munoz Perez (22”43) sempre gommato e sempre del 2009. Una bella soddisfazione per il velocista ucraino che da anni si esprime ad altissimi livelli senza però riuscire, finora, a trovare lo spunto da record.

Uno che di record se ne intende è Adam Peaty, che ha limato agli Europei il suo tempo nei 100 rana portandolo a 57”10 (recentemente ratificato dopo i problemi di cronometraggio avuti a Glasgow) confermandosi dominatore assoluto della rana veloce e candidato numero uno a scendere sotto i 57 secondi per entrare definitivamente nella storia dello sport.

In un’annata dove gli americani – che pensano già ai Trials 2019 – hanno gareggiato meno e in formazioni nazionali ridotte, sia Katie Ledecky che Kathleen Baker hanno prodotto un primato mondiale, la prima portando il già suo limite dei 1500 a 15’20”48, la seconda strappando il record dei 100 dorso alla canadese Masse e portandolo a 58”00.

Anche il record dei 50 dorso femminili è stato limato ma in questo caso resta in casa cinese: dal 27”06 di Zhao Jing datato 2009 al 26”98 Liu Xiang.

L’evento clou del 2018, insieme agli Europei di Glasgow, sono stati i Giochi del Commonwealth, nei quali le australiane hanno incantato nella 4x100 stile libero migliorando il limite mondiale che già le apparteneva da Rio: Shanya Jack (54”03), Bronte Campbell (52”03), Emma McKeon (52”99) e Cate Campbell (51”00) sono le nuove primatiste con il tempo di 3’30”05.

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Tra questi alcuni sono giovanissimi, come il già citato Kolesnikov o l’ungherese Kristóf Milák, la giapponese Rikako Ikee e la canadese Taylor Ruck, tutti del 2000 e tutti portatori di un ricambio generazionale che è giusto intravedere soprattutto a metà di un quadriennio olimpico.

Purtroppo nessun italiano occupa il gradino più alto della graduatoria, ma abbiamo tre secondi posti e sette terzi posti. Su tutti spicca Piero Codia, che con il 50”62 che gli è valso l’oro Europeo è secondo in graduatoria mondiale dietro solo a Caeleb Dressel (50”50).

 

Il punteggio più alto di un italiano – paragonato al leader della graduatoria su base 100, vedi colonna D – è di Margherita Panziera, oro Europeo dei 200 dorso in 2’06”18 e terza in graduatoria. Terzo è anche Gregorio Paltrinieri, sia negli 800 che nei 1500, gare nelle quali Simona Quadarella è al secondo posto: entrambi sono chiamati ad un 2019 di conferme mondiali in vista dell’anno più importante, quello olimpico.

Terzi in graduatoria sono anche Ilaria Cusinato (400 misti), Andrea Vergani (50 stile) ed Alessandro Miressi (100 stile), tutti rappresentanti di quell’Italia giovane che sta continuando a crescere insieme a tutto il movimento azzurro, autore in generale di 15 record italiani, 5 maschili, 8 femminili e 2 nelle staffette miste.

La progressione delle graduatorie

Cercando di confrontare la crescita del nostro movimento con quello mondiale, notiamo che il 2018 è stata un’annata positiva soprattutto per i colori azzurri: prendendo come campione gli ultimi 4 anni di prestazioni in vasca lunga, si nota come 7 volte tra i maschi e 10 tra le femmine il miglior tempo sia dell’anno appena trascorso, mentre a livello mondiale la stessa cosa succede rispettivamente solo 5 e 3 volte.

Nel classico progredire dei tempi sembra proprio che l’Italia stia dando una scossa decisa al proprio livello in praticamente tutte le specialità e gli stili: solo i 50 dorso maschi e i 200 rana femmine sono fermi al tempo del 2015.

La vasca corta

La meno nobile vasca da 25 metri ha goduto di un’annata altrettanto positiva, condita da 9 record del mondo maschili, 3 femminili e 2 nelle staffette miste.

L’Italia ha visto migliorare primati in 8 gare maschili e 9 femminili, alcuni dei quali ripetuti più di una volta e stabiliti in un contesto di peso come i Mondiali in vasca corta, manifestazione dove il nostro movimento ha confermato un valore medio molto elevato.

Lasciamo questo 2018 con il riepilogo di tutti i record italiani che sono stati migliorati.

Foto copertina: Fabio Cetti | Corsia4