A giugno eravamo talmente scottati dalla prima ondata della pandemia che avevamo ipotizzato un intero anno senza record del mondo.

Se fosse andata veramente così, sarebbe stata la prima volta dal 1896 ed il 2020 sarebbe entrato ancor più di diritto nel Gotha delle stagioni negative.

Ora che l’annus horribilis sta per finire, possiamo dire che rimarrà anche nella storia dello sport per aver visto il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo, la cancellazione di numerosissimi eventi e, nel migliore dei casi, lo svolgimento di pochissimi altri con pesanti limitazioni e presenza di pubblico vicina allo zero.

Ma il 2020 non passerà alla storia del nuoto per essere stato il primo anno senza record del mondo.

2020 vs 2019 – Vasca lunga – Maschi

Mentre scrivo, mi sembra di sentire già le prime obiezioni: “Infatti non c’è stato nessun record del mondo in vasca lunga”, oppure “I record del mondo solo SOLO in vasca lunga”, o l’auto citazione “la corta è per i bambini, la lunga per gli uomini”.

Ok, nel 2020 non sono stati migliorati primati mondiali in vasca da 50, così come avvenne nel 2010, il primo anno post-costumoni. Ma da un’annata che ha praticamente visto zero gare di livello internazionale, oltre al già citato annullamento dei Giochi, non ci si poteva aspettare molto altro.

Quanto ci sia andati vicino, però, Gregorio Paltrinieri (record europeo nei 1500) è un’ulteriore testimonianza della grandezza assoluta del campione di Carpi e della sua incredibile voglia di gareggiare ad alti livelli. I suoi 1500 del SetteColli, insieme ai 200 misti di Seto, sono le due prestazioni del 2020 che superano quelle dell’anno precedente.

In testa al ranking mondiale troviamo anche altri due italiani; Nicolò Martinenghi, che svetta grazie alla sua prestazione da primato nazionale nei 50 rana degli assoluti di Riccione, e Gabriele Detti, che nei 400 del SetteColli ha sfiorato il record italiano.

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Anche tra le donne, sono solo due le prestazioni del 2020 migliorative rispetto al 2019, entrambe davvero molto interessanti.

Da una parte c’è Zhang Yufei, la cinese che si è spinta a 55”62 nei 100 farfalla aumentando ancor più l’interesse per quella che sembra la distanza più hot del circuito mondiale femminile. Dall’altro c’è Benedetta Pilato, che con quel 29”61 nei 50 rana avrebbe vinto i mondiali di Guangju 2019 (nei quali è comunque arrivata seconda), battendo niente di meno che Lilly King.

Per il resto, le prestazioni mondiali del 2020 sono logicamente penalizzate dalla mancanza di competizioni internazionali di livello, ma non mancano gli spunti interessanti. Come la crescita di Kaylee McKeown, la diciannovenne australiana che nel dorso si è avvicinata e non poco alle vette raggiunte l’anno prima da un’altra giovanissima, Regan Smith.

2020  – Vasca corta

Ed eccoli qua i record del mondo, ben sette – 5 maschili e 2 femminili – tutti incredibili e con delle belle storie dietro.

Ben cinque di questi vengono dalla ISL e tre sono di Caeleb Dressel, protagonista assoluto delle gare a Budapest. Il velocista statunitense ha trascinato i suoi Cali Condors alla vittoria finale a colpi di prestazioni eclatanti: 21”16 nei 50 stile, 47”78 nei 100 farfalla e 49”28 nei 100 misti sono tre delle numerosissime gare nuotate e dominate dal nuotatore più in vista del momento.

Da Budapest arrivano anche il 100 dorso (48”58 in staffetta) di Kliment Kolesnikov, che ritorna a nuotare sui livelli che gli competono ed è ora atteso al salto di qualità definitivo anche nel palcoscenico mondiale, ed il 50 dorso di Kira Touissant (25”60), protagonista di bellissimi scontri con Olivia Smoliga. Anche la rana veloce maschile è uscita dalla ISL con il record del mondo di Adam Peaty (55”41), ma Ilya Shymanovich (battuto dall’inglese a Budapest) si è migliorato nei campionati bielorussi, portando il limite a 55”34.

Resta quindi solo il 200 dorso di Kaylee McKeown, che non era nella bolla (così come tutti i suoi compagni australiani) ma che ha nuotato in patria un incredibile 1’58”94.

Su un totale di 18 gare, da Budapest arrivano 16 migliori prestazioni maschili e 11 femminili; possiamo affermare che senza la International Swimming League avremmo avuto molto meno qualità nella graduatoria 2020.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4