Un anno fa, di questi tempi, ci interrogavamo su quali fossero le migliori prestazioni del decennio che si stava per concludere, con la certezza che l’anno olimpico, nel quale stavamo per entrare, ci avrebbe regalato gare e tempi ancor più memorabili.

Non è andata proprio così e, a causa della pandemia globale, le manifestazioni di livello sono state pochissime, così come è stata discontinua e imperfetta la preparazione di quasi tutti i nuotatori, in Italia e nel mondo. Ci dobbiamo quindi accontentare di analizzare un’annata monca, che verrà sicuramente ricordata a lungo ma di certo non per le prestazioni sportive.

Ma siamo proprio sicuri che i tempi degli atleti italiani nel 2020 siano stati così peggiori rispetto a quelli del 2019?

2020 vs 2019 – Vasca lunga – Maschi

Dando un’occhiata al confronto tra la graduatoria maschile 2019 e quella 2020, sono ben 8 le gare che i nostri atleti hanno nuotato più velocemente nell’anno appena trascorso. Tra queste ci sono ben 4 record nazionali, a partire da Gregorio Paltrinieri che nei 1500 (14’33”10) del SetteColli ha fatto anche il Record Europeo, per passare da Thomas Ceccon, che nei 100 dorso (52”84) ha guadagnato anche il pass olimpico, Alberto Razzetti, che nei 200 misti (1’58”09) ha abbassato un primato che durava da più di 10 anni, e Nicolò Martinenghi, che ha strappato a Fabio Scozzoli il record nei 50 rana (26”56).

In generale, dalle graduatorie 2020 sembra chiaro che gli atleti in odore di Olimpiade siano riusciti, nonostante tutto, a fornire prestazioni di altissimo livello, dando dimostrazione che il quadriennio 2017-2020 era stato programmato in maniera eccellente. Un anno in più di allenamenti potrebbe giovare ad alcuni (Ceccon, Burdisso, Martinenghi) e meno ad altri (Scozzoli, Codia), ma in generale la nazionale italiana maschile sembra uscire dal 2020 non così male come si potrebbe pensare.

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Dal lato femminile, invece, sono solo due le prestazioni che nel 2020 hanno superato quelle del 2019, e si tratta in entrambi i casi di Benedetta Pilato. La giovanissima pugliese ha migliorato il primato dei 50 rana sia al SetteColli (29”85) che agli Assoluti di Riccione (29”61), ma ha soprattutto nuotato un incredibile 1’06”02 nei 100 rana, qualificandosi per la sua prima Olimpiade a soli 15 anni. Il fastidioso contrattempo del Covid mette in stand-by la sua preparazione, ma Tokyo è ancora lontana e le premesse sono incredibilmente positive.

Per il resto della nazionale femminile, il fattore determinante è stato proprio il coronavirus, che ha purtroppo colpito moltissime delle nuotatrici di vertice, penalizzandone preparazioni e prestazioni. La nota positiva ed inaspettata è il ritorno ai vertici di Martina Caramignoli, che grazie alle gare del SetteColli si è guadagnata un meritato posto sul volo Olimpico. Per le altre, la speranza è che il Covid non lasci troppi strascichi e che si possa al più presto riaccogliere la normalità.

2020  – Vasca corta

Anche la vasca corta, nonostante tutto, ci ha regalato diverse buone prestazioni, alcune delle quali perfino storiche.

È il caso Benedetta Pilato, grande protagonista della ISL con gli Energy Standard, manifestazione nella quale ha dato del filo da torcere in diverse occasioni a Lilly King, stabilendo anche due primati nazionali, 50 (28”81) e 100 (1’03”55) rana. In particolare, il miglioramento che ha ottenuto sui 50 nei due mesi di bolla a Budapest (il tempo è anche record europeo eguagliato oltre che world record junior) è stato il suo biglietto da visita verso il mondo.

Sempre durante la ISL, anche Martinenghi, Rivolta, Orsi e Miressi hanno messo a segno buone prestazioni in quella che, di fatto, è stata l’unica vera gara internazionale del 2020.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4