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SwimStats Tokyo2020 Special | i 100 Dorso

SwimStats Tokyo2020 Special | i 100 Dorso

Seconda “puntata” per l’edizione speciale della nostra rubrica statistica che ci accompagnerà fino ai prossimi Giochi Olimpici.

Dopo la gara regina – i 100 stile libero – ci giriamo a pancia in su con i 100 dorso.

SwimStats Tokyo2020 Special ci racconterà la storia di ognuna delle gare olimpiche del nuoto, partendo dagli albori fino ai giorni nostri. Scopriremo i protagonisti di ogni specialità, le curiosità che contraddistinguono ogni stile e distanza e i favoriti per la prossima XXXII Olimpiade di Tokyo2020.

Siete pronti per questo viaggio nella storia del nuoto? Andiamo…

I 100 dorso sono specialità olimpica fin dagli albori dei giochi, più precisamente dall’edizione di Londra 1908 per i maschi e da Parigi 1924 per le femmine, con l’unica eccezione di Tokyo 1964, quando gli uomini non li disputarono a favore dei 200 dorso.

Si tratta di una distanza ampiamente dominata dagli atleti statunitensi, che per tradizione hanno quasi sempre avuto dei grandi specialisti in grado sia di primeggiare da singoli che di aprire la staffetta mista con una frazione di altissimo livello.

Medagliere Olimpico

L’egemonia a ‘stelle&strisce’, che deriva da un preciso intento programmatico, si traduce nel conteggio totale del medagliere olimpico, che vede assegnati agli USA 26 dei 46 ori disponibili, 15 maschili ed 11 femminili. La rivale più vicina è la defunta DDR a quota 5 ori totali, con Australia, Ungheria, Giappone e Olanda ferme a quota 2.

L’Italia non ha mai trovato uno specialista in grado di imporsi a livello mondiale in questa distanza e i piazzamenti migliori sono di Manuela Carosi, ottava a Mosca 1980, ed Emanuele Merisi, sesto ad Atlanta 1996, a mezzo secondo dal podio.

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In questo scenario, il tedesco Arno Bieberstein è stato in grado di vincere con il tempo di 1’24”6, diventando così il primo campione olimpico dei 100 dorso. Il primo grande personaggio della specialità fu invece Warren Kealoha, americano di origine hawaiana campione nel ‘20 ad Anversa e nel ‘24 a Parigi.

Gli altri atleti che si possono fregiare del titolo di bi-campione olimpico dei 100 dorso sono l’australiano David Theile, l’americano Aaron Peirsol ed il tedesco della DDR Roland Matthes.

Il record olimpico – 51”97 – è del campione in carica, Ryan Murphy, che a Rio 2016 ha continuato la striscia che vede gli USA vincere quest’oro ininterrottamente dal 1996.

Nel 1924 a Parigi si gareggiò per la prima volta in vasca da 50 metri, e la prima campionessa olimpica dei 100 dorso fu, guardacaso, una statunitense, Sybil Bauer.

La campionessa in carica è Katinka Hosszú, che ha spezzato la striscia statunitense di tre ori consecutivi, riportando il titolo in Ungheria dopo la storica vittoria a Barcellona 1992 di Krisztina Egerszegi.

Natalie Coughlin , che lo scorso autunno è tornata alle competizioni gareggiando nella International Swimming League, vinse ad Atene 2004 confermandosi poi a Pechino quattro anni più tardi ed è l’unica donna nella storia in grado di ripetere il titolo olimpico.

La Curiosità

C’è un titolo che non è ufficiale, ma è ufficialmente condiviso nel mondo del nuoto, ovvero quello di più grande dorsista di tutti i tempi. Quel titolo è idealmente di Roland Matthes, tedesco della DDR imbattuto nelle grandi competizioni dal 1966 al 1974 e scomparso lo scorso 20 dicembre all’età di 69 anni.

La sua striscia di 187 vittorie consecutive in gare a dorso è iniziata proprio a Città del Messico nel 1968, quando diede 2 secondi al secondo classificato nei 100 dorso vincendo il suo primo titolo olimpico. Si dice che Matthes, soprannominato “sughero” per le straordinarie capacità di galleggiamento in acqua, fosse in grado di dosare le proprie forze per migliorare i suoi record del mondo poco alla volta così da incassare ripetutamente i premi che la DDR elargiva ai propri atleti.

Alla fine della sua quasi mitologica carriera saranno 16 i record del mondo, 4 gli ori olimpici e 3 quelli mondiali.

Tokyo 2020

Nel dopo Rio 2016, Katinka Hosszú ha progressivamente ridotto il suo insostenibile programma gare, sfoltendo l’ampissima rosa di specialità e distanze che era abituata a nuotare, e spesso dominare, nel quadriennio precedente. Nei Mondiali 2017, la campionessa olimpica in carica ha rinunciato ai 100 dorso dopo le batterie – a causa dell’accavallarsi dei turni con altre gare – e nel 2019 non ha nemmeno partecipato.

Nel frattempo, Kyle Masse ha vinto entrambi gli ori iridati e sarebbe la favorita anche per l’oro olimpico, se non fosse che, a Gwangju 2019, è sbarcata sul piano vasca Regan Smith. Dopo aver stravinto i 200, la giovanissima americana – classe 2002 – ha aperto la 4x100 mista USA a con il nuovo record del mondo, 57”57, rimescolando le carte del dorso modiale in meno di una settimana. Per quano dimostrato in Corea, sarebbe strano non vederla sul gradino più alto del podio olimpico a Tokyo. Masse, Baker, Seebohm e la new entry Minna Atherton dovrebbero farle da contorno.

Diverso il discorso tra i maschi, dove Ryan Murphy non ha più confermato quanto di buono fatto a Rio venendo per due volte battuto dal cinese Xu Jiayu, campione del mondo sia a Budapest che a Gwangju ed alla data attuale favorito per Tokyo 2020.

La lotta per l’oro potrebbe vedere anche il ritorno di Matt Grevers, campione nel 2012, e Mitchell Larkin, iridato nel 2015, mentre tra gli outsider metterei i russi Rylov e Kolesnikov oltre all’idolo di casa, Ryosuke Irie. Ma il podio del talentuoso giapponese è, probabilmente, più un sogno da appassionato del bel nuoto che una reale speranza.

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Foto: Fabio Cetti | Corsia4

About The Author

Luca Soligo

Appassionato di sport, analizzatore di numeri e statistiche, raccoglitore di curiosità. Nato, cresciuto e peggiorato in piscina. In una parola: Fattidinuoto.

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