Il nostro percorso verso i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo2020 è quasi al termine, l’edizione speciale della nostra rubrica statistica è arrivata alla dodicesima puntata dove parleremo dei 400 stile libero specialità che vede l’Italia presente sia nel medagliere maschile che in quello femminile con il più recente bronzo di Rio 2016 vinto da Gabriele Detti e due argenti.

SwimStats Tokyo2020 Special ci racconterà la storia di ognuna delle gare olimpiche del nuoto, partendo dagli albori fino ai giorni nostri. Scopriremo i protagonisti di ogni specialità, le curiosità che contraddistinguono ogni stile e distanza e i favoriti per la prossima XXXII Olimpiade di Tokyo2020.

Siete pronti per questo viaggio nella storia del nuoto? Andiamo…

I 400 stile libero sono una delle specialità più antiche del nuoto e fanno parte del programma dei Giochi Olimpici da 25 edizioni maschili e 22 femminili.

Con ben 24 nazioni presenti a medaglia, si può dire che il medagliere olimpico dei 400 stile libero rappresenti uno spaccato sulla storia del nuoto, un buon riscontro dei valori tra le corsie.

Nelle primissime posizioni ci sono tutte le grandi potenze del nuoto mondiale, dagli USA, che comandano con 20 ori (9 maschili e 11 femminili), all’Australia, che segue con 8 titoli (6 maschili e 2 femminili).

L’Italia è presente in graduatoria, così come nei 400 misti, con tre medaglie, ultima delle quali è il bronzo di Gabriele Detti a Rio 2016. I precedenti podi sono arrivati grazie a due leggende del nuoto azzurro, Novella Calligaris, splendida argento a Monaco 1972, e Massimiliano Rosolino, che a Sydney 2000 arrivò nella scia di Ian Thorpe. Si tratta di un medagliere che potrebbe essere anche più ricco, se teniamo conto della sfortuna di Emiliano Brembilla, quarto a Sydney 2000 per un centesimo, e del passaggio a vuoto di Federica Pellegrini a Pechino 2008, solo quinta con il record olimpico nuotato in batteria che sarebbe bastato abbondantemente per l’oro.

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I Campioni Olimpici

Mettiamola così: vista la storicità della gara, l’albo d’oro olimpico dei 400 stile somiglia molto ad una Hall of Fame del nuoto.

C’è la prima star internazionale delle piscine, Johnny Weissmuller, c’è il mito americano Don Schollander, che con la sua impresa ispirò le gesta di Mark Spitz e c’è il sovietico imbattibile nel mezzofondo Vladimir Salnikov. Ci sono due grandi australiani capaci di vincere nell’olimpiade casalinga ed unici in grado di bissare il titolo olimpico, il fenomeno tanto amato quanto discusso Ian Thorpe ed il suo predecessore, Murray Rose. Ci sono due grandi e controversi campioni dell’est, il coreano Tae Hwan Park, trionfatore a Pechino 2008 e poi reo confesso per uso di doping, ed il cinese Sun Yang, campione a Londra 2012 e detentore del record olimpico ma coinvolto in ambigue ed irrisolte vicende giudiziarie. C’è il mitico Alberto Zorrilla, primo sudamericano ed unico argentino nella storia in grado di vincere un oro olimpico nel nuoto.

Anche tra le donne il parterre delle campionesse non è da poco: su tutte Janet Evans, la fortissima americana che detenne il record di specialità dal 1987 al 2006 e Laure Manaudou, fenomenale francese capace di battere quel record e stupire il mondo nella sua breve ma intensissima carriera.

L’unica bicampionessa è la mitica Martha Norelius, pioniera del nuoto americano, oro nel ’24 e nel ’28, mentre la campionessa in carica è Katie Ledecky, che negli ultimi anni ha drasticamente rivoluzionato il mezzofondo in vasca portando i record del mondo a livelli impensabili. Tra le campionesse c’è anche la povera Camille Muffat, tragicamente scomparsa a causa di un incidente in elicottero avvenuto nel marzo del 2015, durante le riprese di uno show televisivo in Argentina.

La Curiosità

Le Olimpiadi sono nate per essere una competizione sportiva tra dilettanti e per volere dei fondatori dei Giochi questa regola, valida ancor oggi per alcuni sport, ha a lungo determinato le possibilità di alcune categorie di atleti di partecipare o meno alle competizioni a cinque cerchi. Così era per il nuoto negli anni ‘30, quando il mondo delle piscine non era popolato di star come quello odierno ed erano davvero impensabili le possibilità che hanno i nuotatori di oggi per vivere praticando il proprio sport come unica professione.

Rie Mastenbroek era una ragazza olandese, nata a Rotterdam nel 1919, che si dedicò al nuoto fin da giovanissima, dimostrando di avere un talento innato per la disciplina. All’età di 17 anni fu soprannominata “L’imperatrice Di Berlino”, città nella quale – durante i Giochi del 1936 – divenne la prima donna nella storia di qualsiasi sport a vincere 4 medaglie nella stessa Olimpiade. Il suo bottino fu di 3 ori (100, 400 stile e 4x100 stile) ed un argento nei 100 dorso, gara nella quale perse nonostante la sua compagna di squadra Nida Senff (poi oro) mancò clamorosamente il muro nella virata e fu costretta a tornare indietro per toccarlo. La Mastenbroek, che si rese protagonista anche di un onorevole gesto di beneficenza donando uno dei suoi ori a favore di un’associazione per disabili, nel 1937 iniziò a lavorare come istruttrice di nuoto per guadagnarsi da vivere. Ma le regole olimpiche reputavano questo un “passaggio al professionismo” e Rie perse così per sempre la possibilità di continuare a gareggiare e partecipare alle Olimpiadi.

Tokyo 2020… nel 2020

Nelle ultime tre grandi manifestazioni internazionali, Rio 2016, Budapest 2017 e Gwangju 2019, il podio dei 400 stile libero è stato presidiato dagli stessi tre atleti, che a questo punto, dobbiamo necessariamente dare come favoriti per Tokyo 2020. Al terzo posto è sempre arrivato Gabriele Detti, che ha dimostrato una grande continuità ad alti livelli e che in Corea ha addirittura avuto, ad un certo punto, la chance per vincere. Il campione olimpico in carica, Mack Horton, ha subito due sconfitte consecutive da Sun Yang, l’ultima delle quali accompagnata dalla plateale e famosa polemica sul podio. L’australiano, che si fa portavoce di chi accusa Sun di aver giocato “sporco” ed essersi dopato, deve ritrovare lo spunto che gli ha regalato l’oro olimpico quattro anni fa. Da non sottovalutare il lituano Danas Rapsys, unico che per ora sembra al livello del podio.

Katie Ledecky ha iniziato a vincere i 400 stile libero nel 2013, quando da sedicenne si presentò al mondo con l’oro a Barcellona ed un tempo non lontano dall’allora world record di Federica Pellegrini. Dopo tre ori mondiali, uno olimpico e tre record del mondo, la sua striscia di imbattibilità si è interrotta a sorpresa quest’estate, sotto i colpi di Ariarne Titmus, che ha approfittato di una forma imperfetta dell’americana per infliggerle la prima sconfitta di sempre su questa distanza. Anche se è impensabile che Ledecky si presenti a Tokyo non al top della condizione, non possiamo che aspettarci un duello tra le due, con la statunitense favorita ma non nella condizione di dirsi tranquilla. Per i piazzamenti, consideriamo Leah Smith, Ajna Kesely e Li Bingjie.