Tredicesimo appuntamento dell’edizione speciale della nostra rubrica statistica che si fa in due con le ultime prove individuali che mancano all’appello: gli 800 stile libero e i 1500 stile libero. Queste specialità hanno portato all’Italia quattro podi olimpici due al femminile e due al maschile con il recente oro-bronzo di Rio 2016.

SwimStats Tokyo2020 Special ci racconterà la storia di ognuna delle gare olimpiche del nuoto, partendo dagli albori fino ai giorni nostri. Scopriremo i protagonisti di ogni specialità, le curiosità che contraddistinguono ogni stile e distanza e i favoriti per la prossima XXXII Olimpiade di Tokyo2020.

Siete pronti per questo viaggio nella storia del nuoto? Andiamo…

La “maratona in vasca” – così sono chiamati i 1500 stile libero – fa parte del programma olimpico fin da Londra 1908, cioè dalla quarta olimpiade, mentre gli 800 stile femmine sono stati introdotti solamente a Città del Messico nel 1968.

Da Tokyo 2020 saranno presenti entrambe le gare anche per l’altro sesso, portando così a 14 le distanze olimpiche individuali sia maschili che femminili.

Per una volta, non troviamo gli Stati Uniti in testa, ma è l’Australia la migliore nazione nella storia dei 1500 stile maschili (8 ori contro 7); tra le donne, invece, il dominio USA è totale (9 ori su 13 disponibili).

L’Italia può vantare due splendide medaglie negli 800 stile, il bronzo di Novella Calligaris nella sua Monaco e l’argento di Alessia Filippi a Pechino 2008, ed altrettante nei 1500, provenienti dal podio di Rio 2016, quando Gregorio Paltrinieri completò il suo personale Grand Slam vincendo anche l’Olimpiade – dopo l’Europeo ed il Mondiale – e Gabriele Detti gli fece compagnia sul podio conquistando il bronzo.

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I Campioni Olimpici

Il primo campione olimpico vinse, nel 1908, con il tempo di 22’48”4: era l’inglese Henry Taylor, pioniere del nuoto in piscina e detentore anche del primo world record della specialità.

A distanza di 104 anni, Sun Yang ha stabilito il record olimpico in 14’31”02, più di 12 minuti in meno rispetto al suo illustre predecessore. Nel 1924 Boy Charlton mise a segno una prestazione che difficilmente si ripeterà, battendo il precedente record del mondo di più di un minuto in un nuoto d’altri tempi.

Ci sono ben quattro doppiette in questa specialità, e tutte messe a segno da personaggi d’autore: Mike Burton, americano campione nel ‘68 e nel ‘72, Vladimir Salnikov, sovietico oro 1980 e 1988, e gli australiani Kieren Perkins (‘92 e ‘96) e Grant Hackett (2000 e 2004), grazie ai quali gli aussie svettano ancor oggi nel medagliere totale.

Nel 2008 vinse uno dei pochi nuotatori nordafricani di livello mondiale, il tunisino Oussama Mellouli, vincitore di due dei quattro ori della Tunisia in tutta la storia olimpica (gli altri due vengono dall’atletica).

Tra le donne, da menzionare le doppiette consecutive di Janet Evans e Brooke Bennett, che con l’oro di Tiffany Coen nel 1984 completano un filotto americano di 5 Giochi consecutivi, ripreso poi da Katie Ledecky con il bis Londra 2012-Rio 2016.

Prima di lei, l’allora miracoloso record olimpico di Rebecca Adlington a Pechino 2008, che staccò di 6 secondi la nostra Alessia Filippi.

La Curiosità

Nel mondo del nuoto abbiamo assistito a ritorni clamorosi e romantici, come quello di Anthony Ervin, o ampiamente annunciati e vincenti, come quello di Michael Phelps. Altre volte le cose non sono andate come sperato, come nel caso di Ian Thorpe a Laure Manaudou, e in altri casi i soldi non hanno fornito l’effetto desiderato, come accadde a Mark Spitz. La verità è che, in ogni caso, uscire dal ritiro e confermarsi sui livelli precedenti è sempre molto complicato. Vladimir Salnikov, russo rappresentante dell’ex Unione Sovietica, da molti considerato uno dei più grandi mezzofondisti di sempre, ci riuscì completamente.

Salnikov esordì nei suoi 1500 alle Olimpiadi del 1976 quando, a soli 16 anni, si piazzò quinto nella finale vinta da Brian Goodell. Nel 1980 arrivò il trionfo e, davanti al pubblico di casa, fu il primo uomo della storia a scendere sotto la barriera dei 15 minuti, oro in 14’58”27. Le olimpiadi di Los Angeles 1984, come noto, furono boicottate in blocco dalle nazioni dell’est, e così Salnikov concluse il suo periodo di imbattibilità ritirandosi dalle competizioni. Ma quattro anni più tardi, il nativo di San Pietroburgo torno in vasca, si qualificò per Seul 1988 e vinse l’oro contro i pronostici della vigilia, diventando anche il primo atleta campione olimpico del nuoto ad aver superato i 28 anni d’età. La sera di quel trionfo, al momento della cena, Salnikov, rispettato nel mondo sportivo per i valori sempre dimostrati in vasca, ricevette una standing ovation da tutti i presenti al villaggio olimpico. Tutti i millecinquecentisti venuti dopo di lui si sono, in qualche modo, ispirati alle sue grandi imprese rimaste nella storia del nuoto.

Tokyo 2020… nel 2020

Per la prima volta nella storia, a Tokyo 2020, 800 e 1500 stile si disputeranno sia al maschile che al femminile.

Tra le donne, Katie Ledecky è per titoli e per prestazioni cronometriche la favorita in entrambe le gare; negli 800 è imbattuta da Londra 2012 (2 olimpiade e 4 mondiali), mentre nei 1500 ha perso – dopo tre titoli consecutivi – il mondiale 2019, gara alla quale non ha partecipato a causa di un virus. Se c’è un’atleta che l’ha messa in difficoltà in quelle che sono, più di tutte, le sue distanze, è proprio Simona Quadarella, che a Gwangju ha vinto i 1500 ed è arrivata seconda negli 800, dopo aver a lungo dato del filo da torcere all’americana. Con una Ledecky al top della forma, la mezzofondista romana dovrà superare i suoi limiti anche solo per arrivarle in scia, ma Simona ha già dimostrato in più occasioni classe e determinazione fuori dal comune. Negli 800, Ariarne Titmus e Leah Smith sono le avversarie più pericolose, insieme alla tedesca Sarah Kohler ed alla cinese Wang Janjiahe, competitive in entrambe le distanze.

Al maschile il discorso per titolo e medaglie sembra essere molto più aperto e imprevedibile, ed è il frutto di un movimento – quello del mezzofondo – che negli ultimi anni ha portato ai vertici numerosi e giovani atleti, rendendo questo settore uno dei più interessanti e divertenti a livello mondiale. Visto che molti dei nuotatori in gara si cimentano anche nella 10 km in acque libere, è giusto sottolineare che, a differenza dei mondiali, alle olimpiadi le gare in vasca precedono quelle in mare. Questo potrebbe cambiare le strategie e rimescolare le carte rispetto a Gwangju 2019, quando Florian Wellbrock portò a casa la doppietta 10 km & 1500. Tra i protagonisti ci sarà di sicuro Gregorio Paltrineiri, campione olimpico in carica dei 1500 e detentore del titolo mondiale degli 800, che ha dimostrato in più di un’occasione di essere un cliente scomodo in qualsiasi condizione. Il gruppo dei favoriti sarà completato da Mykhailo Romanchuk, David Aubry e Henrik Christiansen, con l’aggiunta di Gabriele Detti negli 800.