Dopo sei tappe divise equamente tra Europa e Stati Uniti, la prima storica stagione della International Swimming League si è conclusa con il Grand Finale, il weekend che ha decretato i vincitori del trofeo 2019.

Nella vasca da 25 appositamente costruita al Mandalay Bay Resort and Casino di Las Vegas, si sono scontrate le formazioni europee, London Roar ed Energy Standard, e americane, LA Current e Cali Condors, che hanno finito nelle prime due posizioni i rispettivi gironi di regular season.

A dispetto di un pubblico non delle grandissime occasioni, lo spettacolo tra le corsie è stato tutt’altro che deludente, ed ha confermato che il format della ISL può abbinare alla rivoluzionaria confezione del prodotto (come al solito bellissime presentazioni e grafiche) anche dei contenuti tecnici tutt’altro che scadenti.

Come nella prima delle due giornate di gara, quando sono stati ben due i record del mondo migliorati in vasca.

Prima Daiya Seto ha nuotato un 400 misto divino, tecnicamente perfetto, ed ha limato il primato, che apparteneva a Ryan Lochte con 3’50″50, abbassandolo a 3’54”81. Poi Caeleb Dressel ha distrutto l’acqua nuotando i 50 stile in 20”24 e portandosi a casa il world record in faccia al precedente detentore Florent Manaudou.

Anche la lotta per il trofeo finale è stata avvincente e non scontata. Al termine della sessione venerdì, solamente gli LA Current sembravano già fuori dai giochi, mentre le altre tre formazioni erano divise da pochi punti e perfettamente in linea per giocarsi la vittoria.

Un susseguirsi di emozioni ha reso l’andamento spettacolare anche nella giornata conclusiva.

I Cali Condors hanno continuato a macinare punti grazie soprattutto a Dressel (45”22 nei 100 stile, 22”06 nei 50 farfalla) ed a Lilly King (1’03”71 nei 100 rana), che ha vinto 12 gare su 12 nella rana in questa stagione di ISL.

Gli Energy Standard hanno puntato soprattutto sulle prestazioni di squadra, registrando un momento di forma non eccelso delle proprie punte Chad Le Clos e Sarah Sjöström ma rimanendo la franchigia più profonda ed attrezzata di questa prima stagione, con un Daiya Seto scatenato anche nei 200 farfalla (1’48.77).

I London Roar, con il capitano Adam Peaty che ha migliorato il proprio personale nei 100 rana (55”92) ed una Minna Atherton stavolta meglio nei 100 (55”09) che nei 200 dorso, hanno man mano allungato fino a presentarsi, prima dell’ultimissimo stint di gare, con una ventina di punti di vantaggio.

Prima delle Skins Race la classifica recitava: London Roar (406) Energy Standard (383.5), Cali Condors (381).

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Le Skin Race, che distribuiscono punteggi triplicati, sono state spesso determinanti nel corso della stagione ed hanno deciso anche la volata finale per l’assegnazione del trofeo 2019. Tra le donne Sarah Sjöström e Cate Campbell sono andate in finale, con la svedese degli Energy Standard che è riuscita a tirare fuori tutta la sua caparbietà ed esperienza e portare a casa una vittoria fondamentale. A lei è andato, grazie a questa vittoria, anche il premio (50mila dollari) di MVP dell’intera stagione di ISL, ottenuto precedendo di 3 punti Caeleb Dressel. L’americano dei Cali Condors si è aggiudicato la Skin race maschile, ma non è servito alla sua squadra per vincere il titolo. Grazie al piazzamento in semifinale di James Guy ed in finale di Florent Manaudou, gli Energy Standard hanno superato anche i London Roar e si sono laureati primi campioni della ISL, per la gioia del coach James Gibson e del patron Grigorishin, proprietario della Lega e della franchigia vincitrice.

Va così in archivio questa prima, sperimentale, stagione di ISL.

Molti gli spunti interessanti, tante le cose da migliorare e tante quelle già aggiustate nell’arco della stagione. Ora gli occhi di tutti sono puntati verso Tokyo 2020, ma la International Swimming League tornerà per stupire proprio dopo l’olimpiade giapponese.