La settimana di Trials a Brisbane ci ridà una nazionale australiana completa e motivata, pronta per riscattare l’edizione di Budapest 2017, forse la peggiore di sempre per il team down under, con soltanto 10 medaglie conquistate.

Due anni fa l’unico titolo arrivò da Emily Seebohm – vinse i 200 dorso – che quest’anno ha clamorosamente mancato la qualificazione, interrompendo così la sua striscia di convocazioni in nazionale che durava dal 2005. Proprio nei 200 dorso, le giovanissime Kaykee McKeown (18) e Minna Atherton (19) spodestano la campionessa in carica, segnando entrambe tempi sotto i 2’07” e candidandosi come rivali per la nostra Margherita Panziera (attualmente al numero 1 al mondo). La McKeown si qualifica anche nei 200 misti, con il personal best di 2’09”94.

Ma le dorsiste non sono le uniche giovani ad uscire dai trials con prestazioni convincenti. Nella prima giornata di finali, Ariarne Titmus (19) ha nuotato 3’59”35 nei 400 stile, migliorando il record australiano ed il record del Commonwealth e rispondendo a Katie Ledecky che, pochi giorni prima, aveva fermato il cronometro a 3’59”28. “Non sono totalmente soddisfatta” ha detto la campionessa del mondo in vasca corta, lanciando di fatto la sfida all’americana, “per come mi sentivo e per come mi sono allenata pensavo ad un tempo sotto i 3’59”. Buona ma non eccelsa anche la sua prova nei 200, dove si qualifica ma lascia il passo a Emma McKeon autrice del record personale (1’54”55) e della seconda prestazione all’anno dietro proprio alla Titmus che, agli Open d’aprile, aveva nuotato 1’54”30. Ariarne chiude il quadro delle gare che porterà a Gwangju con gli 800 stile (8’18”23).

Sempre tra le donne, la finale dei 100 stile libero ha riportato in altissimo le quotazioni dell’Australia per un ruolo da protagonista tanto in campo individuale quanto in staffetta (persa due anni fa dagli Stati Uniti per tre decimi). Le prime tre atlete si sono qualificate per Gwangju e si trovano attualmente al primo: Cate Campbell, 52”12, sesto tempo all-time, secondo – Emma McKeon, 52”41 – e quarto – Bronte Campbell, 52”84 – posto della graduatoria annuale; in Corea dovranno battagliare anche tra di loro fin dal primo turno eliminatorio. Le tre si sono qualificate anche nei 50 stile, con Cate a vincere davanti alla sorella Bronte e ad Emma McKeon, qualificata anche nei 100 farfalla con 57”28 (ad aprile aveva nuotato 56”85).

Ottimi segnali di vita sono arrivati anche dal reparto maschile della velocità, con Kyle Chalmers redivivo e scatenato, primo nei 100 stile col tempo di 47”35 (passaggio 22”13). È il secondo personal best in una stagione per il campione olimpico di Rio, pronto a lanciare la sfida al campione mondiale in carica Caeleb Dressel. Qualificato anche Cameron McEvoy, l’Australia spera di poter tornare a dominare nei 100 stile, proprio pochi giorni dopo l’annuncio di ritiro di una leggenda come James Magnussen.

Parlando di campioni mondiali, molto bene è andato Mitchell Larkin (oro a Kazan 2015), che si è qualificato nei 200 dorso, con 1’55”03 (secondo tempo al mondo) e nei 200 misti, con 1’55”72, record australiano e prima prestazione stagionale al mondo. Visto l’altissimo livello raggiunto anche nei misti, per Larkin si apre una questione mondiale: le due gare si accavallano nel programma (le semifinali dei 200 dorso sono lo stesso giorno della finale dei 200 misti) e probabilmente Mitchell si troverà, come lui stesso ha dichiarato, davanti ad una dura scelta.

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Dopo uno stop forzato dovuto ad una squalifica (aveva saltato 3 controlli antidoping di fila), ha staccato il biglietto per i mondiali anche Thomas Fraser Holmes, con 4’14”68 nei 400 misti. Si è qualificato in tre gare il mezzofondista Jack McLoughlin ma a Gwangju potrebbe non nuotare i 1500 per concentrarsi sugli 800 e sui 400, dove ha fatto segnare il crono più significativo (3’44”34). Mack Horton, campione olimpico in carica a Rio nei 400, nonostante nelle ultime stagioni sia scivolato molto lontano dai suoi migliori tempi, viene convocato per Gwangju per i suoi 400 stile in virtù del secondo posto e nonostante avesse mancato il tempo limite (convocazione importante in chiave 4x200 stile libero).

Chi ha confermato dei tempi davvero interessanti è il ranista Matthew Wilson, che ad aprile aveva nuotato i 200 in 2’07”16 ed ora si è ripetuto con 2’07”79. La doppia distanza della rana rischia di essere una delle gare più interessanti ai mondiali, con diversi atleti – Chupkov, Watanabe, Wilby e lo stesso Wilson – capaci di nuotare nel 2019 tempi vicini al limite del 2’07” e quindi non così distanti dal record del mondo (2’06”67).

Un grande errore degli australiani è stato, ultimamente, quello di arrivare talmente forma ai trials da non riuscire a replicare le prestazioni nella prova, mondiale o olimpica, per la quale si sono qualificati.

Un primo passo è stato fatto avvicinando, in stile americano, la data dei trials all’evento mondiale, con soltanto un mese a dividere le due prove. Non resta che attendere il 21 luglio per la conferma finale.

Lista dei qualificati

Foto: Australian Dolphins Swim Team | Facebook

*Aggiornato il 01/07/2019