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Universiadi Napoli 2019, l’Italia chiude sesta nel medagliere del nuoto

Universiadi Napoli 2019, l’Italia chiude sesta nel medagliere del nuoto

Con la giornata di mercoledì 10 luglio si è conclusa la settimana di nuoto tra le corsie della trentesima edizione delle Universiadi.

La rinnovata piscina Felice Scandone di Napoli è stata splendido teatro delle competizioni dedicate agli studenti universitari, alle quali l’Italia si presentava da padrone di casa e con un contingente formato da 23 maschi e 19 femmine.

Alla vigilia c’erano aspettative e sensazioni positive per una rappresentativa composta da alcune punte ed una buona base di atleti di seconda fascia assoluta, chiamati a sfruttare l’occasione per mettersi in mostra anche a livello internazionale.

Com’è andata?

Il medagliere finale ci vede al sesto posto, con un oro, cinque argenti e cinque bronzi, dietro alla corazzata statunitense (40 medaglie totali, di cui 19 ori), a Giappone, Russia, Sudafrica e Gran Bretagna.

Una posizione soddisfacente e penalizzata solo dal basso numero di ori ma comunque migliore, nel totale di podi, rispetto all’edizione di Taipei 2017 – 10 medaglie – quando spiccarono le prestazioni di Gregorio Paltrinieri e Simona Quadarella.

Partiamo dall’unico trionfo azzurro in vasca, quello di Silvia Scalia nei 50 dorso con il crono di 27”92. L’allieva di coach Gianni Leoni, che già aveva conquistato il bronzo nei 100 (1’00”43, in semifinale aveva nuotato il personale in 1’00”13), si è spinta fino a 3 centesimi dal suo record italiano per dominare lo sprint della vasca singola e fregiarsi di un titolo che sa di buon auspicio per i mondiali che disputerà tra due settimane. La Scalia ha dominato fin dalla partenza e dalle prime bracciate, dimostrando di trovarsi a suo agio anche con addosso la pressione di una finale importante.

Un po’ meno brillante è sembrata Ilaria Cusinato, l’atleta più esperta della spedizione e già medagliata anche a livello assoluto (due bronzi agli europei di Glasgow 2018), che ha avuto il grande onore di fare da portabandiera azzurra nella cerimonia di apertura. La veneta, uscita di recente dal gruppo di Ostia per tornare ad allenarsi vicino a casa con Alessandro Chinellato, ha portato a casa un bronzo nei 400 misti (4’40”18) rimasto fino all’ultimo in sospeso a causa di un ricorso della squadra britannica (Abbie Wood non ha sentito lo starter e non ha gareggiato), un quarto posto nei 200 farfalla ed un quinto nei 200 misti.

I crono sono distanti dai suoi personali e dal livello che aveva dimostrato di valere soprattutto nella scorsa stagione, ma Ilaria si è comunque dichiarata “soddisfatta dell’esperienza e dell’andamento delle gare considerando che sono ancora sotto carico e che non ero qui alla ricerca della prestazione”.

Dal settore femminile arrivano altre tre medaglie: la prima è il bronzo nella serata inaugurale della staffetta 4x100 stile libero, beffata all’arrivo per un solo decimo dal Giappone, nella quale si è distinta Aglaia Pezzato, ultima frazionista in 54”85 in formazione insieme a Paola Biagioli 55″75, Gioelemaria Origlia 55″72 e Giulia Verona 55″52.

Le altre due medaglie hanno in comune la presenza di Linda Caponi, che ha guidato dalla prima frazione –  1’58”97 – una sorprendente 4x200 all’argento dietro agli USA insieme a Paola Biagioli 2’00”48, Alice Antonia Scarabelli 1’58”83, Sara Ongaro 2’01”40 e poi si è guadagnata un ottimo secondo posto nella serata conclusiva nei 400 stile libero (4’10”53) mettendosi dietro l’americana Schmidt.

Tenendo conto che abbiamo piazzato anche due atlete ai piedi del podio dei 200 stile (quarta Caponi, quinta Scarabelli), si tratta di un buon segnale che viene da un settore, quello del mezzofondo veloce, che stenta invece a crescere a livello assoluto.

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Le cinque medaglie maschili arrivano tutte dallo stile libero e ci restituiscono un gruppo che sembra essere in buona forma sia nelle prime che nelle seconde linee. Nella sera inaugurale la piscina di Napoli è stata scaldata dall’argento in apertura di Matteo Ciampi nei 400 stile (3’50”04) arresosi di mezzo secondo soltanto al giapponese Yoshida. L’atleta dell’Esercito ha continuato le sue Universiadi con un quarto posto per 20 centesimi nei 200 stile, gara nella quale Stefano Di Cola (1’47”86) ha conquistato un ottimo bronzo.

I due sono stati protagonisti anche della 4x200 che ha sfiorato l’oro con il crono di 7’10”43 – USA 7’09”77 – ed ha regalato entusiasmo con una serrata lotta per la vittoria finale. Le frazioni dei quattro azzurri sono di buon livello: Mattia Zuin 1’48”36, Matteo Ciampi 1’47”03, Alessio Proietti Colonna 1’48”72, Stefano Di Cola 1’46”32 in una delle gare di maggior spessore di tutta la manifestazione.

Sempre dal mezzofondo arriva l’argento di Alessio Occhipinti nei 1500 stile, gara che aveva come campione uscente Greg Paltrinieri. Il romano allenato da Emanuele Sacchi si migliora fino a nuotare la decima prestazione italiana all time in 15’07”36 e si deve arrendere solo allo svedese Johansson (15’01”76).

Piccola delusione invece per Matteo Lamberti che, negli 800 stile, rimane ai piedi del podio (7’58”29) per l’inezia di due centesimi regalati al polacco Zaborowski, e anche per Ivano Vendrame, quarto nei 100 stile (48”87) per tre decimi. L’altissimo romano, argento un anno fa a Glasgow con la 4x100 stile, non sarà a Gwangju per i mondiali, ma si porta a casa da Napoli la medaglia di bronzo della staffetta veloce, che ha aperto nuotando la prima frazione in 48”91, insieme ad Alessandro Bori 48”87, Davide Nardini 49”10, Giovanni Izzo 49”03.

Ci sono stati altri 13 finali per gli italiani, tra i quali spicca il quarto posto per mezzo secondo di Paola Biagioli nei 100 stile (55”51). Doppia finale per Alisia Tettamanzi, quinta nei 1500 (16’34”76) e sesta negli 800 (8’42”20), e per la ranista Francesca Fangio, sesta sia nei 100 (1’08”33) che nei 200 (2’25”80).

Buona la prima parte di gara per Giacomo Carini nei 200 farfalla, che però non regge il finale e chiude sesto (1’57”71). Quinto posto per la veterana Alessia Polieri nei 200 farfalla (2’09”58) e per Lorenzo Gargani nei 50 farfalla (23”76), mentre giunge settima la campionessa italiana assoluta Nicoletta Ruberti nei 50 stile (25”37). Gli ultimi piazzamenti in finale sono per Emanuel Turchi ottavo nei 200 dorso in 2’00”06 e Pier Andrea Matteazzi sesto nei 400 misti con 4’19”07.

In chiusura di manifestazione c’è stata la nota dolente delle staffette miste: settimi i maschi, squalificate le femmine che erano comunque fuori dai giochi medaglia, che lascia l’amaro in bocca ad un pubblico che, per tutta la settimana, ha riempito l’impianto partenopeo facendo segnare numeri di presenze record (più di 8mila tagliandi venduti) e spalti sold out in tutte le sessioni pomeridiane.

Una Universiade che ci ha dato un ottimo spettacolo ed un buon livello tecnico – su tutti l’americano Zach Apple (5 ori) ed il russo Kirill Prigoda, ma anche i ranisti sudafricani Michael Houlie  e Tatjana Schoenmaker, un antipasto di lusso in vista dell’evento clou dell’estate, i Mondiali di Gwangju.

Foto copertina: Ferdinando Sodano

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Luca Soligo

Appassionato di sport, analizzatore di numeri e statistiche, raccoglitore di curiosità. Nato, cresciuto e peggiorato in piscina. In una parola: Fattidinuoto.

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