Il 2020 sarà il primo anno senza record del mondo dal 1896?

Come ipotizza Craig Lord su Swimming World, il 2020 potrebbe essere il primo anno senza record del mondo nel nuoto dal 1896.

Con lo stop forzato a causa Covid-19, che per quasi tutti i nuotatori è durato più di due mesi, e con gli eventi più importanti rimandati, nella migliore delle ipotesi, di un anno, la prospettiva di grandi prestazioni sembra essere davvero lontana. In un periodo in cui avrebbero dovuto nuotare i Trials, essere impegnati nel Mare Nostrum o nel Settecolli e nella preparazione per Tokyo 2020, gli atleti di élite sono invece da poco passati dagli esercizi in salotto alle prime sedute di allenamento in acqua.

Il Settecolli ad agosto e la ISL in autunno sembrano, per ora, essere le prime prospettive di gara interessanti, ma quale sarà la forma dei nuotatori è, alla data attuale, un’incognita.

Sarà davvero il 2020 il primo anno intero senza record?

In realtà, dopo le prime Olimpiadi moderne, ci sono già stati degli anni nei quali nessun primato mondiale è stato battuto.

Parlando solo di vasca lunga, nel 2010 l’abolizione dei superbody (grazie ai quali caddero una miriade di primati) ed il ritorno ai costumi in tessuto ebbe come prima conseguenza un’intera annata senza record del mondo. Ma a dicembre, ai Mondiali in vasca corta di Dubai, Ryan Lochte migliorò il primato dei 400 (3’55”50) e dei 200 (1’50”08) misti e caddero anche i limiti delle staffette 4x200 uomini e donne, grazie rispettivamente a Russia e Cina.

Parlando invece di distanze olimpiche (perlomeno così come le conosciamo da Melbourne 1956), ci sono state altre tre annate che, per ovvie ragioni, si sono concluse senza miglioramenti di world record. Si tratta del 1913, del 1917 e del 1945, anni tristemente segnati dai conflitti mondiali e quindi scarni di manifestazioni ufficiali. Tuttavia, in queste tre stagioni caddero record di gare che sono poi diventate obsolete – o specialità perdute – come le 300 e 500 yards stile, i 1000 stile, i 400 dorso, i 400 e 500 rana e le staffette 3x100 miste, quando la farfalla ancora non era regolamentata.

I record del mondo più longevi (vasca lunga)

Passando invece a primati che non cadono da tempo, ci sono 9 record del mondo individuali che hanno più di dieci anni, 7 maschili e 2 femminili.

Si tratta di crono di livello elevatissimo, che hanno resistito anche all’ondata di miglioramenti della seconda parte degli anni ’10 e che sono quindi difficilmente avvicinabili e battibili.

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Ci è andato vicinissimo Caeleb Dressel, che ha sfiorato i record a Gwangju 2019 sia nei 50 che soprattutto nei 100 stile, dopo aver battuto quello dei 100 farfalla di Michael Phelps sempre datato 2009. Alla data attuale, il più vicino a battere un record di questa lista è proprio il velocista californiano che è anche l’unico che, con il giusto scenario, potremmo ipotizzare capace di farlo già nel 2020.

Nei 200 dorso maschi, Rylov si è spinto a poco più di un secondo dal limite di Peirsol ma sembra improbabile un ulteriore miglioramento, perlomeno in palcoscenici di non altissimo livello. Meno attaccabili sembrano i record dei 200, 400 e 800 stile maschi, gare che negli ultimissimi anni hanno viaggiato su crono superiori e nelle quali il migliore del recente passato, Sun Yang, è attualmente squalificato per 8 anni.

Nei 200 stile donne, Federica Pellegrini resta l’atleta da battere, sia a livello di record – Allison Schmitt e Katie Ledecky si sono fermate a più di mezzo secondo nel loro rispettivo prime – che in gara, dove Fede è bi-campionessa del mondo in carica.

Decisamente fuori portata per gli interpreti attuali sono i tempi di Liu Zige nei 200 farfalla e di Michael Phelps nei 400 misti; per vederli battuti dobbiamo probabilmente aspettare l’arrivo di un grande campione che, per ora, non si intravede all’orizzonte.

Chi potrebbe fare un record del mondo nel 2020?

Oltre al già citato Dressel, mi sento di includere in questa piccola lista anche Sarah Sjöström. La campionessa svedese, che ha dichiarato di non essersi praticamente mai fermata dal nuoto nemmeno durante il lockdown, è già in possesso di quattro record individuali in vasca lunga ed è un’atleta che ha nel gareggiare spesso e ad altissimi livelli una delle sue abitudini più rodate.

Anche Katinka Hosszú è abituata a gareggiare, ma sembra attualmente distante dal livello che le ha permesso di migliorare i primati dei 200 e 400 misti, mentre le americane Regan Smith e Katie Ledecky (rispettivamente due e tre world record), hanno una tradizione più propensa a farsi trovare in forma in momenti precisi della stagione, come trials e grandi eventi.

Ci sono alcuni atleti come Anton Čupkov e Kristóf Milák che, pur avendo già migliorato dei primati del mondo, sembrano poter dare ancora qualcosa nelle rispettive specialità, ma per i quali è difficile prevedere miglioramenti in questo scorcio di annata. Stesso discorso per Adam Peaty, che ha dichiarato di voler scendere ancora dai suoi già incredibili limiti ma che probabilmente aspetterà i Giochi per presentarsi con la forma giusta al momento giusto.

C’è infine il discorso dei 200 rana donne, specialità che ha di gran lunga il record meno competitivo e che presenta ormai da anni atlete sugli stessi livelli di crono, ma senza che ci sia la nuotatrice in grado di dare la sterzata migliorativa.

Soltanto lo scorrere del tempo e degli eventi ci farà capire quali saranno le reali possibilità di gareggiare, a tutti i livelli, in questo 2020. D’altronde, l’incubo di una seconda ondata autunnale potrebbe riportare la situazione indietro di qualche mese, quando gareggiare era l’ultima delle preoccupazioni di ciascuno di noi.

Tutto sommato, sono sicuro che ogni atleta sarebbe ben felice di barattare un anno intero senza grandi eventi – e senza record – per avere un 2021 che ci riporti, finalmente, alla normalità.

Foto: Fabio Cetti | Corsia4