Il mondo del nuoto è enorme ed fatto di tanti aspetti: competizioni, atleti, direttori di impianti sportivi, tecnici, biomeccanici e appassionati. Nell’ambiente del nuoto di sviluppano tantissimi percorsi di crescita che rendono l’essere umano: definito, realizzato e spesso più profondo.

Nel nuoto vengono a definirsi persone ordinarie in grado di fare cose straordinarie.

Abbiamo avuto l’opportunità e il privilegio di fare quattro chiacchiere con Mike Maric, campione mondiale di apnea, docente all’università di Pavia, tecnico nazionale al quale proprio qualche settimana fa è stata riconosciuta l’onoreficienza de “La Palma di Bronzo”.

Purtroppo per le circostanze in cui tutti noi ci troviamo, abbiamo incontrato Mike via Skype. Mike si è mostrato sempre disponibile, gentile.

Fin da subito sembrava di parlare con un amico di vecchia data, un mentore, una guida che ha a cuore tutti gli esseri umani che incontra. Durante la chiamata aveva dietro di sé una libreria, piena di libri ed appunti e alla sua sinistra una finestra a forma di oblò, come quelle che si trovano sulle navi, sulle barche. Era tutto così chiaro e semplice, ogni richiamo indicava già tutto: acqua e scienza.

Nel mezzo c’era lui , l’uomo delfino, che con un’ estrema semplicità e purezza ci ha accolti in casa sua in una domenica pomeriggio. Mike è un uomo autentico, vero che conosce il valore delle proprie idee, dei propri sogni ed esperienze. È uno uomo che riconosce l’importanza dell’essenza delle cose e delle persone. È un essere umano che ha condiviso con noi il suo percorso ancora in evoluzione, un percorso fatto anche di difficoltà, difficoltà che se attraversate e superate portano comunque a qualcosa di buono. Mike è un instancabile “uomo delfino”, pragmatico, ma sognatore. Un essere umano che ha “his head in the clouds and his feet on the ground” per dirla alla Wilferd Peterson.

Tu sei stato prima agonista e poi docente. Due ruoli simili per la definizione degli obiettivi, ma molto diversi per le caratteristiche caratteriali/fisiche da sviluppare. Com’è stato il tuo processo di sviluppo. Come hai costruito te stesso nei due ruoli e quali difficoltà hai incontrato (se le hai incontrate)?

Il passaggio è stato netto, il cambiamento è stato progressivo.

Da agonista ogni pensiero e progetto era incentrato su me stesso, lavoravo ogni giorno focalizzato al raggiungimento di un record, di una vittoria. Ogni attività era studiata per ottenere la mia miglior performance. L’obiettivo di una gara importante, spesso esposto al giudizio degli altri, anche quello era parte dello sviluppo della mia figura di atleta.
La frattura è avvenuta con la morte di un mio amico in acqua. Lì tutto è cambiato, quella grande sofferenza aveva creato un vuoto che ha innescato in me un cambiamento di: prospettive, sensazioni, obiettivi. È così che ho cominciato a farmi domande diverse, è così che ho capito che la vita da atleta non mi bastava più, era necessario un passaggio, un cambiamento.

Se fossi diventato allenatore a 30 anni sarei stato un disastro. È con la maturità personale, intellettuale che ho avuto la capacità di evolvermi.

A 47 anni mi sono rimesso a studiare per raggiungere il IV Livello di Istruzione Tecnica al Coni, con l’obiettivo di diventare un bravo allenatore: divulgare, condividere emozioni, essere preparato. Sempre.

Ma per diventare un buon allenatore devi fare un passaggio mentale, uno switch fondamentale, passare da una forma di management personale\individuale ad una visione di gruppo, devi passare ad una visione più grande.

ItalNuoto e Olimpiadi | il Medagliere azzurro

Oggi inauguriamo una nuova rubrica che ci accompagnerà - speriamo - verso le prossime Olimpiadi di Tokyo2020one. Vi racconteremo, con numeri, grafiche e aneddoti la storia degli azzurri del nuoto alle Olimpiadi. In questo primo appuntamento scopriremo il Medagliere...

Training Lab, Modelli di allenamento a confronto: esempio della Gran Bretagna

Per rendersi conto del livello sempre più elevato del nuoto mondiale, al di là del miglioramento dei record, basta porre attenzione al crescere della densità delle prestazioni negli appuntamenti agonistici di primo piano, le Olimpiadi in primis. Infatti, in occasione...

Le affinità elettive: il calendario gare e me

Tipo... hai presente quell’amico di infanzia, con cui giocavi tutti i giorni, con cui eri in simbiosi, con cui avevi stabilito un rapporto fraterno? Quello che ad un certo punto le strade si sono separate, senza rancori nè traumi, solo per casi diversi della vita?...

Corsia Master, Regionali Liguria 2021 alla Sciorba il 20 e 21 febbraio

Il Comitato Regionale Ligure come previsto da calendario nazionale, organizza i propri Campionati Regionali riservati alla categoria Master che si svolgeranno a Genova sabato 20 e domenica 21 febbraio 2021 presso la piscina dell’impianto Polisportivo “La Sciorba”. I...

Gli appuntamenti del nuoto in vasca e acque libere verso Tokyo2020one

2021! Sappiamo tutti che non basterà svoltare l’angolo del nuovo anno per ritornare a godere al 100% del nostro amato mondo del nuoto. La strada è ancora lunga e gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Ma un sogno si staglia all’orizzonte: i Giochi Olimpici. Per...

Nuovo Anno e Gratitudine

Il 2020 si conclude così, con un inizio che si potrebbe definire ordinario, ed una fine all’interno di una situazione straordinaria: la pandemia. Proviamo a spostare il focus da tutti questi temi: il virus COVID-19, la fatica da Pandemia, la capacità di far fronte...

“Stare in apnea è sicuramente la cosa più innaturale che possa esistere, ma riuscire a vivere questa dimensione ti permette di conoscere meglio una parte di te.” È quello che hai dichiarato più volte. Qual’è l’insegnamento principale che tieni a trasmettere ai tuoi ragazzi a lezione?

L’apnea per me è il ritorno ancestrale all’uomo delfino. Noi passiamo 9 mesi in apnea. Noi stessi siamo fatti d’acqua. Stare in apnea significa diventare un tutt’uno con l’acqua, significa essere acqua nell’acqua. È pura simbiosi.

L’uomo ritrova nell’acqua la sua naturale essenza. L’uomo in acqua scopre la sua vera identità. L’essere umano cerca l’acqua per idratarsi, per rigenerarsi, per purificarsi; l’uomo è in costante relazione con l’acqua più di quanto si pensi. L’acqua, l’apnea sono l’origine e l’identità di tutti quanti noi. Sono la nostra natura comune.

Qual’è l’immersione, l’esperienza underwater positiva che rispetto a tutte le altre ti ha lasciato di più e perché?

Ti direi aver vinto il titolo mondiale. Ma è stato quando ho capito che l’apnea mi insegnava a vivere, che vissuto questo sport non più come perfomance, ma come esperienza di crescita. Ero considerato un Forrest Gump, sentivo la spinta di dover sempre dimostrare agli altri quanto fossi bravo, forte, impostato. Ero in viaggio alle Bahamas, mentre ero immerso in acqua ho sperimentato un altro momento di passaggio.

Il mio sogno era quello di nuotare con dei delfini selvatici, ma per poterli incontrare ho dovuto aspettare ore, e per quanto io fossi pronto, preparato, l’unica cosa che potevo fare in quel momento era: aspettarli. Lì capii l’importanza della pazienza del saper aspettare. E attraverso quella modalità di apprendimento che maturai l’idea che dovevo fare le cose per me stesso, anche nel conquistare il podio dovevo farlo per me stesso e non per compiacere o “accontentare” gli altri.

A chi ti ispiri quando cominci un nuovo progetto, quando fissi un nuovo obiettivo?

Nonostante io sia abbastanza grande mi lascio ancora influenzare dai supereroi, il mio supereroe per eccellenza è Batman. Ovviamente guardo agli eroi dell’apnea. Ma posso ispirami anche attraverso la lettura, i film, le idee, costruendo abitudini non noiose; ma poi infondo cerco solo di tirare fuori la miglior versione di me stesso.

È raccontando la verità che ci si crea la via di un’opportunità. Con grande consapevolezza ti posso dire che sono il frutto delle persone migliori che frequento. Sono il risultato di tutte le volte in cui ho rinunciato all’abitudine. E alla fine ho scoperto, con molta semplicità, che i miei veri mentori erano a due passi da me: la mia famiglia, mia madre e mio padre, la persona che ho accanto, il mio grande amico che mi ha lasciato.

Sei allenatore di atleti nazionali e docente per i ragazzi universitari quanto e se cambia il tuo approccio nei due ambienti?

Penso di essere integro e traduco le cose in maniera semplice. Il mio obiettivo in entrambi gli ambienti è che la cosa più complicata diventi fruibile. Il mio ruolo è quello di traduttore, ho il dovere e il piacere di farti arrivare prima alle cose e fartici arrivare diventando migliore e più bravo di me. Quindi concetti semplici, accompagnati dalla creazione di ricordi piacevoli sia durante gli allenamenti sia durante le lezioni.

A giugno è uscito il tuo nuovo libro “Il potere antistress del respiro”, una cartina tornasole per educarsi a respirare. Il libro è uscito in un momento abbastanza complesso, quanto è cambiato il tuo approccio nella pubblicazione? Ti sentivi più responsabile, ti sei sentito uno strumento di supporto per molti?

Il mio libro era terminato a settembre, doveva uscire a marzo, ma tra i vari impedimenti dettati proprio dalla pandemia l’uscita è stata posticipata. Il libro coerente e costante è uscito in un momento di grande complessità, che ci sta mettendo tutti a dura prova. Ringrazio il Covid, perché sta spingendo le persone ad accorgersi di quanto è nei fondamentali che si trovano le basi per l’appagamento e l’equilibrio.

È in questa grande prova che ci rendiamo conto di quanto sia necessario coltivare una crescita interiore, che può avvenire attraverso l’educazione alla respirazione. Respirare ci fa andare in profondità dell’acqua, delle cose e delle idee. Insomma per me l’apnea è la trade union tra disciplina sportiva e filosofia di vita.

L’incredibile privilegio di questa chiacchierata con Mike, è stata un’indescrivibile esperienza, un’ enorme finestra sull’acqua e l’essere umano. Condivido profondamente quanto detto da Mike “l’acqua e l’apnea sono l’origine e l’identità di tutti quanti noi. Sono la nostra natura comune”.

Mike è un uomo che ha raggiunto risultati di livello nazionale ed internazionale, promuove e diffonde gli ideali sportivi ed olimpici con grande serietà e semplicità. Attraverso la sua esperienza e i suoi libri ci ricorda una cosa semplice, ovvero quanto un gesto semplice e naturale, come il respiro, possa riequilibrarci e farci riconnettere con noi stessi permettendoci di intraprendere il percorso per raggiungere quegli obiettivi che contano e così come diceva lo scultore Constantin Brâncuși la semplicità è una complessità risolta”, stavolta Mike ci ha lasciato indirettamente dei compiti a casa: ripartiamo da delle buone basi per poi spostarci a costruire delle grandi altezze.

Foto: Action Agency