Il guru della pallanuoto, chiude una carriera lunga una vita, tra acqua e panca, e lo fa direttamente da Recco, ultima tappa di un formidabile percorso.

Ripercorrerlo tutto è impresa ardua: una vita veramente vissuta quella del ragazzo croato che a 24 anni vinceva il suo primo titolo, il campionato di pallanuoto iugoslavo. Da li in poi il palmares di Ratko continuerà a riempirsi.

Con la calottina in testa, 2 Eurolega con il Partizan, 1 argento olimpico a Mosca 1980, un bronzo mondiale, un argento e due bronzi europei, tutto con la Jugoslavia.

Ma è quando smette i panni di giocatore e veste quelli di coach che il suo nome iniziare a girare per tutto il mondo: 4 ori olimpici, 3 mondiali, 3 europei… solo per citare i successi massimi.

Negli anni ‘90 è l’emblema della pallanuoto, e lo diventa particolarmente in Italia, dove anche i meno appassionati imparano ad associare il suo nome al Settebello, che guiderà per 9 anni. Il simbolo di questo binomio è lo storico oro di Barcellona ‘92 che riportò gli azzurri al trionfo olimpico dopo 32 anni. E due anni dopo l’oro in casa ai Mondiali di Roma.

Ratko Rudić ha riscritto il concetto di allenatore, e se c’è uno che ama vincere le sfide è proprio lui. Ha girato il mondo, allenato e vinto anche negli States, Croazia (con l’ultimo oro a Londra 2012) e Brasile, e dopo tanti anni vissuti a Genova ha deciso di chiudere la sua carriera proprio alla Pro Recco, dopo un Campionato Italiano e una Coppa Italia.

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Ratko è una certezza. È stato lui il più grande allenatore della storia della pallanuoto. Punto, nessun confronto al momento può reggere. Ma non c’è stata solo l’acqua nella sua vita, ma anche l’arte, con la sua passione per la pittura, causa o motivo forse del suo addio definitivo alle scene.

Per chi ama la pallanuoto, ma lo sport in generale, è stato e sarà un esempio da seguire: in vasca, dove da “sergente di ferro” era un maniaco della sperimentazione, che doveva però portare al risultato più semplice: fare goal. Per dirne una, l’allenamento promiscuo con il Setterosa prima della finale Europea del 1995.

Fuori dal campo era un vulcano, imprevedibile e onorato da tutti. Chiese all’ex presidente della Repubblica Scalfaro la cittadinanza italiana con una lettera scritta di suo pugno e la ottenne, così come entrò nel 2007 nella Swimming Hall of Fame.

Che dire quindi, se non grazie di tutto Ratko!

Foto copertina: Pro Recco Waterpolo 1913