IL SERC ci condanna


L’Italia scende dal tetto d’Europa dove dominava dal 2009, con quattro titoli consecutivi. Se una striscia è fatta per essere spezzata, certo era meglio non farlo in casa propria ma purtroppo questo è accaduto. Onore al merito ai tedeschi, autori di una seconda giornata che li ha visti brillare con ben tre titoli e un argento, terzi nelle oceaniche dietro a Gran Bretagna e Francia.
Per l’Italia un sesto posto nelle prove oceaniche, che non può soddisfare ma che è un passo avanti a quello del 2012, eppure la Germania ha migliorato qualcosa di più, soprattutto in piscina dove accusava sempre una quarantina di punti ma nemmeno a mare ha scherzato.
Da recriminare qualcosa? Non credo, se non che abbiamo avuto un paio di squalifiche pesanti (ma anche la Germania ha preso una squalifica in staffetta), e che nelle bandierine e nella corsa nuoto corsa avremmo avuto in Pranzo, Critelli, Colorato e Giordano dei punti importanti per avere forse oggi ancora il titolo cucito sulle tute. Ma in queste gare dove contano molto le situazioni e non solo la preparazione (Colorato docet, uscito all’ultima volata per una finale A a bandierine dove era medaglia di legno uscente come primo anno). Inoltre abbiamo avuto tutte le staffette in finale A, e ben due medaglie in mare.

Insomma è successo, ma deve servire per capire che almeno con i più forti le prove oceaniche non devono più essere una seconda opzione, ma un complemento per un otitmo atleta: e le medaglie ai recenti europei assoluti lo dimostrano.
Qui il link ai risultati finali, qui le considerazioni sul forum di Corsia4

bierre