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Dieci domande a… Matteo Montesi

<IMGlefth="Matteo Montesi src="https://corsia4.it/images/articoli/MatteoMontesi/MatteoMontesi.jpgMatteo Montesi, il re del torpedo. Due primati del mondo, uno del 2011, uno fresco fresco. Bravo anche nel trasporto, nel superlife, discreto a pinne, velocità di base altissima.
Dall’anno scorso in nazionale, dopo una gavetta di apprendistato di alcune stagioni, parliamo oggi con l’architetto di Spoleto.

1)Intanto ciao e grazie per la disponibilità di tempo.che dai a Corsia 4. Ci racconti per che squadra gareggi e in che squadra invece sei cresciuto?
-Gareggio per le Rane Rosse Aqvasport da circa 7 anni, prima nel settore nuoto e da due anni a questa parte nel salvamento. Sono cresciuto nella società sportiva Spoleto Nuoto.

2)Parlaci un po’ di te, dei tuoi interessi, di quello che riesci a fare quando non sei impegnato negli allenamenti.
– Io sono architetto, lavoro e appena stacco diretto in piscina. Nel tempo libero mi piace leggere, ascoltare la musica, mi rilasso suonando la chitarra.

3) Hai un ricordo molto bello di questo sport che porterai sempre con te?
– Il record del mondo è una gran bella soddisfazione, i ricordi più belli però sono legati alle vittorie di squadra, alla felicità condivisa con i compagni, il mondiale di Alessandria con le Rane e i titoli continentali, nazionale e club, strappati entrambi per una manciata di punti.

4) C’è invece un momento buio, invece, in cui hai pensato di mollare veramente tutto?
-I momenti difficili ci sono sempre ma son quelli che ti fanno apprezzare ancora di più il raggiungimento dell’obbiettivo.

5) Di solito chiedono sempre chi vuoi ringraziare: ecco c’è una persona che non puoi fare a meno di citare nell’ambito del salvamento a cui sei particolarmente grato/a?
-Sicuramente Giorgio Quintavalle, senza di lui non avrei nemmeno conosciuto l’esistenza di questo bellissimo sport.

6)per tantissimi atleti (i più giovani tutti) oltre allo sport c’è ovviamente da affrontare lo studio. Tu come sei riuscito/a a conciliare i due aspetti? Te la senti di dare qualche consiglio ai nostri lettori?
– Io sono riuscito a conciliare lo studio con lo sport, a costo di sacrifici a volte, ma con ottimi risultati in entrambi i settori. La laurea in Architettura è stato il coronamento del percorso di studi. Lo studio è molto importante, ai ragazzi consiglio di impegnarsi nella scuola, di affrontarla con curiosità e volontà di conoscenza, tutto sarà più semplice.

7)A questo proposito si dice che la scuola italiana non aiuti gli sportivi, e molti dei ragazzi che ci seguono non fanno neanche sapere di esser atleti agonisti.
Come era la tua situazione?

-Se parliamo di strutture che facilitino la conciliazione della pratica di sport ad alto livello con lo studio, vedi college americani, dobbiamo ammettere sicuramente una certa carenza, spero tuttavia che qualcosa si muova in questa direzione perché lo sport ha un grande valore culturale ed educativo. Nella mia personale esperienza ammetto di essere stato fortunato, incontrando docenti che non hanno mai visto il nuoto come un ostacolo per l’apprendimento.

8)Diciamo che la famiglia gioca un ruolo fondamentale nella crescita dell’atleta…la tua come era (o è se ti segue tutt’ora): ti incita,va ti osteggiava, indifferente…
– La mia famiglia mi è sempre stata vicina, spingendomi a fare con dedizione e passione le cose che mi avrebbero reso felice.

9)Hai già dei progetti per la tua vita dopo il salvamento? Conti di restare nell’ambiente o pensi che ne uscirai definitivamente?
-I progetti per il futuro sono molti, soprattutto in ambito professionale, non penso di restare nel mondo del salvamento ma chi lo sa? Di doman non c’è certezza!

10) Un consiglio ai ragazzi del forum: perché fare nuoto per salvamento?
-Perché è uno sport sano, completo e divertente!

Grazie mille, e a presto!

About The Author

Mauro Romanenghi

Ricercatore per professione, scrittore per passione, allenatore per caso, ma tutto con la massima professionalita'. Nato in Brianza nel 1973, Mauro Romanenghi come il whisky invecchiando migliora ma va preso a piccole dosi. Allenatore dal 1994, dopo la laurea in Scienze Biologiche lavora allo IEO di Milano nel campo della ricerca contro le leucemie e i tumori, e allena nella sua terra di origine quando e come puo' nuoto e salvamento. Collabora col forum di Corsia4 dal 2007, ed e' coautore e pseudoconduttore delle trasmissioni in podcast. Vive ad Arcore (ma non se ne vanta) con la moglie e un cane labrador, i veri angeli ispiratori delle sue cronache.

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