Il CIO – Comitato Olimpico Internazionale – non è solo l’ente che ha come compito l’organizzazione delle Olimpiadi, ma è anche la principale istituzione sportiva mondiale, attraverso la quale lo sport viene regolamentato e promosso.

Una delle iniziative più interessanti promosse dal CIO è l’IOC Young Leaders, lanciato per la prima volta nel 2016, che consente ai giovani talenti di sfruttare il potere dello sport per fare una differenza positiva nelle loro comunità. Questo progetto fa parte dell’impegno a lungo termine del CIO per sostenere i giovani e “costruire un mondo pacifico e migliore educando la gioventù attraverso lo sport”.

Per la prima volta, tra i 25 nuovi Young Leaders selezionati dal CIO lo scorso 29 gennaio, c’è un italiano: si tratta di Nicolò Di Tullio, ventisettenne ex atleta della nazionale di salvamento con una immensa passione per lo sport e per le dinamiche sociali che ne derivano.

Ci siamo fatti raccontare da Nicolò la genesi di questa idea, arrivata un po’ per caso ma che ha radici lontane, perfettamente incastrate con lo sport e con la sua terra, Genova, ed il mare.

Conosciamo il Nicolò Di Tullio atleta nazionale di salvamento, che ha concluso l’attività agonistica nel 2018, vincendo la Europe Cup Oceanman – una competizione itinerante di salvamento oceanico.

Ma il tuo rapporto con acqua e sport è ben più ampio.

Il salvamento è il mio primo amore e mi ha dato tante soddisfazioni anche se in Italia non è considerato alla stregua degli altri sport acquatici. Continuo a praticarlo soprattutto d’estate in Francia, e credo che da noi si debbano fare dei passi avanti per promuoverlo come movimento culturale, ancor prima che come sport agonistico.

Negli anni mi sono avvicinato anche ad altri sport: ho gareggiato nel surf, qualificandomi per tre mondiali ISA, ai quali purtroppo, per vari motivi, non ho potuto partecipare, e nella vela, settore nel quale ho avuto la possibilità di entrare in contatto con alcuni team che hanno partecipato o partecipano alla America’s Cup e con gli sport da tavola della vela come windsurf e kite board. Da quando collaboro con la FISW ho anche imparato a conoscere lo sci nautico e il wakeboard.

In generale l’esperienza che mi ha permesso di conoscere più a fondo il mondo sportivo nella sua integralità è stata frequentare la Scuola Dello Sport centrale dove la contaminazione tra gli sport è un valore.

Ogni tanto provo ad immaginare che risultati avrei potuto raggiungere se avessi scelto il nuoto, ma non ho nessun rimpianto. Lo sport mi ha permesso di girare il mondo, di fare conoscenze e vedere cose che mai avrei immaginato.

Lo sport ti ha portato anche quest’ultima grande opportunità. Come è nata l’idea di partecipare al progetto IOC Young Leader?

Totalmente per caso. Da quest’anno insegno presso il Nautico di Camogli (ITTL Nautico San Giorgio Genova e Camogli, NdR) ed ho sempre voluto rimanere nel mondo dello sport, perché penso di poter dare, nel mio piccolo, un contributo al miglioramento.

Leggendo ed informandomi tra le proposte del CIO, ho scoperto la possibilità di candidarsi per il ruolo di Young Leader ed ho pensato che fosse un’opportunità da non lasciarsi scappare. È un percorso che, oltre al progetto in sé, ti permette di fare esperienze e conoscenze importanti, e di partecipare a diverse riunioni del CIO.

Alcuni ex Young Leader sono poi entrati a far parte delle commissioni del CIO, ruoli di grande prestigio ed importanza internazionale.

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Mentre il progetto in sé di cosa tratta?

Nel 2023, a Genova – che nel 2024 sarà anche capitale Europea dello sport – si terrà la finale della Ocean Race, la seconda competizione mondiale per importanza nel mondo della vela, e a margine di questo evento il Comune ha indetto alcune iniziative. Genova.

Qualche mese fa, grazie alla segnalazione di un mio professore di scienze motorie, ho avuto la possibilità di partecipare all’Open Innovation City Hackaton Blue, attività del comune di Genova che premia progetti innovativi nell’economia del mare a tema ambiente, sostenibilità e benessere dei cittadini.

Insieme ad altre tre persone – Luca Puce, Massimiliano Omero e Filippo Perata – abbiamo vinto il premio della giuria degli stakeholder con il progetto “Genoa Ocean Agorà – more than surf”. Si tratta di una piazza sportiva in mare, composta da un reef artificiale (che crea onde per la pratica sportiva) e un campo sportivo in mare delimitato da boe smart, dedicato a tutti gli sport ciclici (fondo, salvamento, canottaggio).

Un’idea per dare un nuovo utilizzo del mare a Genova e che ha come obiettivo finale la riqualificazione del quartiere Sturla, che ora è un quartiere di passaggio ma ha una grande tradizione marinaresca, facendolo diventare un distretto sportivo.

Il mio progetto tende, in un futuro ideale, ad aumentare le possibilità che gli atleti potranno avere per far continuare a vivere il mondo dello sport, un modo per mettere a frutto un capitale umano che spesso viene lasciato inespresso. Creare una agora, una lungo di scambio e crescita culturale, dove gli atleti agonisti possano contribuire in diversi modi interagendo con la comunità locale e i praticanti amatoriali. Lo sport non solo come performance agonistica, ma come espressione sociale e culturale del territorio.

La selezione Young Leader chiedeva proprio un progetto in ambito sportivo, da presentare e successivamente sviluppare con l’aiuto del CIO e di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace ed ideatore della Banca dei Poveri. Al termine del corso di sei settimane, ho presentato il progetto con un video e pochi giorni fa è arrivata la notizia positiva.

Mi sembra un iter ottimale per unire la carriera sportiva agonistica ad un percorso di management strutturato e non improvvisato, situazione che in Italia è ancora poco comune.

Per mia grande fortuna, e grazie all’aiuto dei miei genitori, ho potuto viaggiare molto, Europa ma anche Australia e Stati Uniti, e sono tutte esperienze dalle quali ho tratto molto. Devo dire che in Italia abbiamo delle grandissime eccellenze sportive, ma manca la possibilità per gli atleti di fare i professionisti, di vivere della loro attività agonistica e dedicarsi professionalmente allo sport.

Ad oggi, in Italia, se non sei nei gruppi sportivi militari questo scenario è improbabile, ed io stesso mi sono trovato nella situazione di dover rinunciare a trasferte sportive perché mancavano i fondi. Il mio progetto tende, in un futuro ideale, ad aumentare le possibilità che gli atleti potranno avere per far diventare lo sport il loro vero lavoro.

Obiettivo ambizioso ma che è sempre più d’attualità, anche nel nuoto.

Non ho potuto essere un atleta olimpico, ma avrò la grande opportunità di collaborare con il CIO e di fare esperienze di alto livello.

Poi chissà, magari si trasformeranno anche in opportunità di lavoro e di sviluppo del progetto. Proverò a fare la mia parte perché credo nelle idee e nella forza delle connessioni, è così che nascono i grandi cambiamenti.

Grazie a Nicolò e buon lavoro!

Qualcosa di più sul progetto Young Leaders

L’italiano Nicolò Di Tullio è stato selezionato fra i 25 nuovi Young Leader dal CIO – fra 350 candidati – nell’ambito di un programma quadriennale sostenuto dal partner olimpico mondiale Panasonic. Provenienti da 25 paesi e cinque continenti, questi futuri leader costruiranno imprese sociali sostenibili e focalizzate sullo sport, dall’ideazione alla fruizione, supportate da moduli di apprendimento e opportunità di leadership.

Precedentemente conosciuto come il programma IOC Young Change-Makers, l’iniziativa è stata ribattezzata nel 2019 per riflettere il ruolo sempre più importante che questi giovani stanno svolgendo nel cuore del Movimento Olimpico, con i Giovani Leader che partecipano anche ad eventi e conferenze internazionali per diffondere il messaggio che lo sport può essere usato per il bene della società, oltre a essere membri della Commissione del CIO.

L’elenco dei 25 giovani leader selezionati è equilibrato in termini di universalità e diversità, con 13 candidati di sesso femminile e 12 di sesso maschile, provenienti da 25 paesi dei 5 continenti, e comprende paesi che non sono ancora stati rappresentati nel programma:

AFRICA
Omar Bassyouni (Egypt)
Pauline Msungu (Kenya)
Lamti Zakaria (Morocco)
Olushinaola Ewuola (Nigeria)
Moussa Diedhiou (Senegal)
Emmanuel Sebata (Uganda)

AMERICAS
Layana de Souza (Brazil)
Jessie Niles (Canada)
Adriana Escobar (El Salvador)
Elena Mercedes Haro Lima (Guatemala/Peru)
Lindsay Jones (USA)

ASIA
Smiling Lin (People’s Republic of China)
Rishis Bhowmik (India)
Sangeun Lee (Republic of Korea)
Mayssa Bsaibes (Lebanon)
Tania Lee (Malaysia)
Lawrence Tan (Philippines)
Dhukhilan Jeevamani (Singapore)

EUROPE
Sophia Papamichalopoulos, OLY (Cyprus/Austria)
Aneta Grabmüllerova (Czech Republic)
Corentin Caporal (France/Peru)
Nicolò Di Tullio (Italy)
Kamil Pavlinský (Slovakia)
Francisco Javier Raya Buenache, OLY (Spain)

OCEANIA
Jemima Montag (Australia)

Foto: Nicolò Di Tullio