L’acquaticità neonatale: quali possono essere i benefici dall’attività in acqua per bambini tra i 3 ed i 36 mesi?

L’acqua è un elemento speciale per la vita in generale, ed anche per i bambini.

Ma quali sono le evidenze a supporto?

di Dott.ssa Gianna Pangos
Educatore Professionale
Master in psicologia dello sport e laureanda in psicologia sociale e dello sviluppo

Dalla pancia alla… nascita

Innanzitutto è importante considerare che durante la gestazione il bambino cresce nel grembo materno, immerso nel liquido amniotico, che è composto per la maggior parte da acqua.

I primi nove mesi di vita del piccolo e le sue prime esperienze sensoriali e motorie avvengono proprio nell’acqua!

Al momento della nascita il bambino lascia il grembo materno e si ritrova in un ambiente nuovo: quello terrestre. Sulla terra ferma la forza di gravità agisce in modo diverso sul corpo, questo influenza la percezione corporea e dei movimenti.

Il neonato esce da una zona di comfort, una zona facilitante, e deve perciò riadattarsi alla nuova situazione. La relazione precoce con l’acqua porta al bambino, ed anche al genitore, numerosi vantaggi, di tipo motorio, psicologico, relazionale ed educativo.

Corpo e mente

Gli aspetti motori: il ricordo dell’ambiente gestazionale è ancora presente, l’acqua è ambiente affine al neonato, a cui egli si ricongiunge. Inoltre, il bambino può riprendere possesso di alcuni movimenti che erano stati appresi nella pancia materna, e che alla nascita vengono momentaneamente persi (per poi essere riacquisti in seguito con lo sviluppo).

I movimenti sono più fluidi e facilitati: aumenta la motivazione al movimento.

Gli aspetti psicologici: la facilitazione motoria porta ad un aumento del senso di padronanza (capacità di autogestione) e competenza (saper fare), l’acqua avvolge il corpo e lo tiene sospeso, questa sensazione fornisce un contenimento percettivo, che favorisce il rilassamento.

Relazioni ed educazione

Aspetti relazionali: il legame tra genitore e neonato è favorito positivamente dalla vicinanza fisica costante (il genitore che abbraccia e sostiene il bambino) e dalla presenza di uno sguardo tra i due allo stesso livello.

Numerose evidenze scientifiche in letteratura hanno riportato di come lo sguardo parentale sia fondamentale per lo sviluppo primario del bambino.

Aspetti educativi: il genitore acquisisce serenità nei contesti acqua-bambino, ad esempio per future giornate al mare. Inoltre, inizia a comprendere come relazionarsi al meglio con il proprio figlio in contesti nuovi e di apprendimento.

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Un nuovo ambiente: la piscina

L’acquaticità neonatale in piscina può iniziare a parte dai tre mesi di vita del piccolo ed è favorita se si tengono presenti alcuni aspetti importanti.

La piscina è un ambiente nuovo per il neonato, che pertanto va conosciuto e che dovrebbe venir classificato come un luogo piacevole ed accogliente.

In piscina sono presenti forti stimoli, dovute all’affluenza di molte persone, alle luci ed ai rumori ed agli sbalzi termici.

È bene tener presenti questi aspetti per saperli gestire al meglio, e dare al bambino il tempo di conoscere il nuovo ambiente.

Tre consigli per i genitori

Per poter gestire al meglio le diverse sollecitazioni sarà bene procedere con attenzione, proponiamo alcuni consigli pratici:

  • arrivare con calma, prendersi il tempo necessario, dalla preparazione a casa alla svestizione nello spogliatoio della piscina;
  • favorire l’ambientamento del neonato attraversando lentamente gli spazi e permettendo lui di esplorare con lo sguardo, potrebbe essere utile anche accompagnare gli spostamenti con spiegazioni a voce alta di quanto accade attorno a voi;
  • spogliare il bambino con calma (soprattutto d’inverno), questo faciliterà l’adattamento termico.

Vivere questo momento come un tempo unico ed esclusivo con il vostro bambino, la vostra calma e serenità saranno la chiave per l’ottima riuscita del percorso.